lunedì, 25 giugno 2007
di MarFal84

indagineANSA
False tracce su un blog: l'inchiesta si arricchisce di nuovi particolari
24/6/2007
LUCCA: La procura di Lucca ha aperto nella mattinata di sabato un fascicolo sulle presunte rivelazioni da parte di un hacker australiano al noto blogger lucchese Daniele Lombardi, relative alle tracce della prima prova della Maturità 2007.
Il giovane australiano, di cui sono note solo le iniziali M.R., si sarebbe introdotto nelle scorse settimane nei pc del Ministero dell'Istruzione, e successivamente, complice un viaggio di lavoro in Italia, avrebbe contattato personalmente Lombardi per comunicargli in modo molto dettagliato tutte le tracce.
Queste ultime, pubblicate subito su un noto blog, si sono rivelate in seguito del tutto false, e ciò ha provocato nei giorni scorsi una reazione spropositata da parte di alcuni maturandi esagitati, che, dopo aver pedinato il Lombardi fino a casa gli hanno provocato dei danni fisici guaribili in 20 giorni.
Oggi a questa vicenda si aggiunge un nuovo capitolo: infatti la procura ha chiamato a testimoniare sulle presunte rivelazioni un noto fotoreporter fiorentino, tale Fabiano Collana, che avrebbe ricattato il giovane lucchese e l'hacker australiano, per la presenza di alcune foto compromettenti nelle quali i due protagonisti della vicenda sembrerebbero scambiarsi le riservatissime informazioni, rivelatesi poi false.
Tali foto sono state comunque pubblicate da un quotidiano locale e confermerebbero le gravi posizioni di Lombardi.
Il giovane lucchese, che proprio ieri ha chiesto il trasferimento in una clinica privata di Lucca, risulta oggi irreperibile e la procura nelle ultime ore sta facendo si tutto per poterlo contattare e poter così chiarire le sue posizioni.

kangaroo boxingUna delle foto incriminate pubblicate da Lucca Oggi.

venerdì, 22 giugno 2007
di Espero_gv1930

Spero che vi sentiave vendicati ora... coglioni...

Ecco l’articolo tratto da un quotidiano locale:

L'episodio alle 4 di notte a Lucca
Picchiato un blogger con una mazza sotto casa: è grave
Un giovane di 26 anni aggredito da un gruppo di maturandi inferociti: cranio fratturato ed emorragia cerebrale. All'origine le tracce false per l’esame di maturità pubblicate su un blog


Un giovane di 26 anni, D.L. le iniziali, è stato picchiato a sangue questa notte a Bufalina, località di Lucca, da un gruppo formato da circa dieci/dodici ragazzi, tutti giovani maturandi di varie scuole d’talia. Menato con una mazza, il ventiseienne è grave: ha riportato la frattura ossea del cranio, un edema ed emorragia cerebrale. L'episodio è avvenuto verso le 4 di questa notte, sotto casa dello sventurato nella periferia lucchese. Alcuni degli aggressori sono stati individutai e fermati dalla polizia che li ha tratti in arresto. All'origine della brutale aggressione sembra esserci delle false tracce dei temi di maturità che il giovane lucchese ha pubblicato sul proprio blog, intitolato “Opinioni di Clown”. “Erano tracce-burla, - spiega un amico del blogger, - non ho mai pensato che qualcuno potesse cascarci”. Ma dalle prime indescrezioni delle indagini della polizia locale sembra invece il movente fossero le false tracce pubblicate sul blog. “Alcuni di noi hanno svolto l’analisi del testo di Giuseppina e il Puledro, convinti che fosse quella la traccia che sarebbe uscita”, spiega uno dei giovani fermati. Sul blog è possibile ancora leggere dei commenti minacciosi da parte di alcuni maturandi. Che probabilmente sono passati dalla parola all’azione. Quel che è certo è che il gruppo di maturandi, provienienti in gran parte dal nord d’Italia, ha deciso di recarsi a Lucca e lo ha atteso fuori dalla sua abitazione per attuare l'agguato. Il giovane lucchese è stato ricoverato subito all'ospedale ma le sue condizioni sono apparse subito gravi ed è stato poi portato al reparto neurochirurgico di Firenze. Il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni intanto ha commentato l’accaduto: “condanno questo nuovo e grave episodio di bullismo con protagonisti studenti maturandi italiani. Chi si è resto colpevole di tale atto verrà immediatamente sospeso dagli esami di maturità e bocciato per cattiva condotta”.

mercoledì, 20 giugno 2007
di DanieleLombardi

Eh si. Ancora una volta questo blog, grazie ad una fonte australiana (ah, i miracoli del fuso orario!), azzecca in tutto e per tutto le tracce dei temi di maturità. Cosa che avenne anche l'anno scorso. Basta dare una rapida lettura alle tracce ufficiali uscite questa mattina per accorgersi della l'attinenza con quelle pubblicate su questo blog. Nella tipologia A infatti è uscito un canto di Dante dal Paradiso in cui sommo poeta narra la vita di San Francesco e ne esalta l'opera. Chi se non proprio San Francesco D'Assisi è portatore di un forte contatto mistico con la natura? La poesia di Giuseppina e il Puledro è proprio un esempio di questa forma alta di panismo. Presa. Nel saggio breve a carattere artistico-letterario il titolo della traccia è "I luoghi dell'anima nella tradizione artistico-letteraria". Ebbene nell'immaginario collettivo artistico il sesso corrisponde al corpo mentre la castità all'anima. Il collegamento era automatico, insomma. Presa anche questa. Per l'argomento socio-economico il titolo è "Alle basi della convivenza civile e dell'esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità". La convivenza civile e la legalità come misure contro il bullismo, come suggeriva la traccia di questo blog. Azzeccata. Argomento storico-politico: "Il laborioso cammino della dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell'Italia democratica". Senza l'apporto degli USA, di cui si parlava nella tracia del blog, l'Italia non avrebbe mai raggiunto la democrazia. Ed anche questa è fatta. Sulla nascita della scienza moderna si basa la traccia tecnica-scientifica. E anche qui è automatico il rimando al fondamentale apporto dei criceti dinamo-voltaici e al contributo per la scienza, tema proposto quest'ultimo dalla traccia del nostro blog. Il tema storico proponeva un eleborato sull'immigrazione: la nostra traccia contemplava questa probabilità suggerendo di parlare di Craxi, che, difatti, emigrò in Tunisia, dando forma a una nuova sorta di neocolinialismo, appunto. E infine il tema di ordine generale: La televisione ha ricostruito il 'villaggio globale', ma non c'è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Noi avevamo suggerito proprio un monologo di Ghezzi sulla televisione: più azzeccata di così si muore!

Nella foto: la nostra "talpa" australiana.

domenica, 17 giugno 2007
di DanieleLombardi

Ancora una volta questo blog è lieto di pubblicare, in esclusiva ed in anticipo su tutti gli altri, le tracce dei temi d'italiano per gli esami di stato 2007. Per facilitare la lettura è disponibile una dispensa in .pdf. Buon esame a tutte/i e in bocca a lupo.

TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO

Giovanni Pascoli, Giuseppina e il puledro

Zumpete zu! Saltella Giuseppina
palpitante nel suo laudo cammino.
Per la sua viuzza va la contadina, 
corre gaia verso il suo destino.
Mentre il sol fra le rugose foglie
D'una illibata illumina le voglie.
Quando si ferma all'ombra di un cedro
ove si siede sfregandosi la fronte
vede passare un rosso puledro
che placidamente scende dal monte
 - che amore! - mormora la Giuseppina
mentre il cavallo docile s'avvicina.
Eccolo a pochi passi, senza paura,
dei fulgenti muscoli si fa vanto,
e che forza, che erculea andatura,
impera sotto quel nobile manto.
Ma la maliziosa donzella scorge
una virilità che immensa sporge
E il pensier corre a ciò che le è più caro
Grab! Inizia ormai il palpare avaro.
Oh puledro, com'è bizzarro il fato:
godendo di quella moina sbilenca
fra tutte le mucche che hai urtato
capisci che questa è la più giovenca.

Nato a San Mauro di Romagna (Forlì) nel 1855, Giovanni Pascoli subì appena dodicenne un trauma terribile (del quale darà conto in uno dei suoi più noti componimenti, "La cavalla storna"): l'uccisione del padre. A un anno di distanza, perse anche sua madre e, nel 1876, fu la volta del fratello maggiore Giacomo. Le sue opere giovanili (“Myricae” e "Primi poemetti") sono incentratesulla ricerca della purezza delle piccole cose. Seguono poi la poesia eroico pindarica dei "Canti diCastelvecchio" (1903), i temi civili e storici di "Odi e inni" (1906), "Nuovi poemetti" (1909),"Canzoni di re Enzio" (1909), "Poemi italici" (1911). L'essenza della poetica pascoliana sta tutta nella prosa "Il fanciullino": il poeta deve, con infantile freschezza, cogliere “il mistero” nello scorrere delle esperienze quotidiane”. Pascoli muore a Bologna, nel 1912.

1. Comprensione del testo
Dopo una o più letture dell'intero testo, esponi (in non più di quindici righe) il contenuto informativo della lirica: con quale scena questa si apre, quali scene o situazioni si susseguono verso per verso.

2. Analisi del testo
2.1 Individua il metro e la struttura della poesia.
2.2 “Giuseppina e il puledro” è un componimento che fa parte della raccolta Myiricae, raccolta in cui spesso Pascoli indugia sul motivo originario della pace e della serenità che derivano dalla fusione panica fra uomo e natura. Quale concezione della natura emerge da questa poesia pascoliana?
2.3 Individua le onomatopee presenti nel testo di “Giuseppina e il puledro” e analizza la loro origine con particolare riferimento al Grab! del verso 20.
2.4 In cosa consiste il rapporto tra Giuseppina e il puledro? Qual è il nesso che lega i due protagonisti della poesia?
2.5 C’è a tuo avviso un nesso tra l’atteggiamento di Giuseppina nei confronti del puledro e il trauma subito dal Pascoli nell’infanzia, raccontato nella “Cavalla storna”?

3. Approfondimenti
In Giovanni Pascoli domina un atteggiamento positivista "romanticheggiante" che tende a vedere nella natura l'aspetto pre-cosciente del mondo umano. Spiega quali nessi corrono fra questa visione e la cosiddetta "filosofia dell'inconscio" del tedesco Eduard von Hartmann, l'opera che aprì quella linea di interpretazione della psicologia in senso anti-meccanicistico che sfociò nella psicanalisi freudiana.

TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”

(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da’ al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo. Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’.
Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

1. AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO

ARGOMENTO: Il valore della purezza e castità nelle figure femminili

DOCUMENTI:

“Sta su, non mi far male; ohimè, sta su.
Sta su, crudele; se non morirò.
Lasciami stare, perch'io griderò;
Ahi! qual dolor! ohimè, non posso più!

Vita mia, non grida; sta un poco giù,
lasciami fare, e soffri ch'io farò
più dentro ancor, più piano ch'io potrò.
Se taccio che mi duol, non gridar tu.

- Ohimè! crudel, ohimè! lasciami andar;
guarda che fai; deh! non mi tor l'onor;
se mi vuoi ben, deh! non mi far gridar.

- Caro mio cor, non più gridar, amor;
quest'è tuo ben; sta giù, non mi stentar;
che sempre il dolce vien dopo il dolor.

E per servirti ancor,
te 'l farò in cul, ben mio, che non avrai
dolor sì grande, e l'onor salverai.”
Pietro Aretino, Sonetti religiosi

 “Bellissime donne, assai sono di quegli uomini e di quelle femine che sì sono stolti, che credono troppo bene che, come ad una giovane è sopra il capo posta la benda bianca e in dosso messale la nera cocolla, che ella più non sia femina né più senta de'feminili appetiti se non come se di pietra l'avesse fatta divenire il farla monaca; e se forse alcuna cosa contra questa lor credenza n'odono, così si turbano come se contra natura un grandissimo e scelerato male fosse stato commesso, non pensando né volendo aver rispetto a sé medesimi, li quali la piena licenzia di poter far quel che vogliono non può saziare, né ancora alle gran forze dell'ozio e della solitudine.”
Petrarca, Elogio della purezza

“Son andà drento in quell'impura tana,
e ho visto che i ziogava alla bandiera,
e che a un postiglion andando de carriera
el caval ghè cascà in t'una fontana.

Ho visto un tiro a sie, e un gran palazzo,
dove ghe gera un omo, che a un puttello
ghe metteva nel cul tanto de cazzo.

E ho visto che, sonando un campanello,
una munega i ha messo in t'un tinazzo,
che al gastaldo gh'avea impestà l'osello.”
Giorgio baffo, Ho visto l'altro giorno una gran vergine

“Fingere l'incoscienza, lo smarrimento, per spiegare un gesto d'amore, è ipocrisia, debolezza, stoltezza. Bisogna volere coscientemente una carne come ogni cosa. Invece di darsi e di prendere (par coup de foudre, per delirio o incoscienza) degli esseri forzatamente moltiplicati dalle disillusioni inevitabili degl'indomani imprevisti, bisogna scegliere sapientemente. Bisogna, guidati dall'intuizione e dalla volontà, valutare le sensibilità e le sensualità, e non accoppiare e non comprimere se non quelle che possono completarsi ed esaltarsi.. Con la stessa coscienza e la stessa volontà direttrice, si debbono condurre al parossismo le gioie di questo accoppiamento, sviluppare tutte le possibilità e far sbocciare tutti i fiori dai germi delle carni unite.”
Valentine De Saint Point, Manifesto futurista della castità    

“Io un cuore ce l’ho, (…) anche se forse nessuno mai se ne accorgerà. E prima di aprirlo, a qualsiasi uomo darò il mio corpo, per due motivi: perché forse assaporandomi gusterà il sapore della rabbia e dell’amarezza e perciò proverà un minimo di tenerezza, poi perché si innamorerà della mia passione fino a non poterne più fare a meno. Solo dopo darò completamente me stessa, senza indugi, senza costrizioni, perché niente di ciò che ho sempre desiderato venga perduto. Me lo terrò stretto fra le braccia e lo farò crescere come un fiore raro e delicato, attenta che uno schiaffo del vento non lo sciupi all’improvviso, lo giuro.”
Rosi Bindi, 100 Preghiere prima di andare a dormire

Fig.1 Tamara de Lempicka, Vergine in tunica rosa

2. AMBITO SOCIO-ECONOMICO

ARGOMENTO:  Bullismo e violenza nella scuola italiana

DOCUMENTI:

"Il disagio a scuola è causa di crescenti manifestazioni di aggressività che si esprimono prima con il bullismo e poi, se non fermate in tempo, con la partecipazione a bande. Il bullismo è una forma di prepotenza di gruppo. C'è chi è bullo, chi è vittima del bullo e chi per evitare di essere vittima si unisce al branco. Sono 22 su 100 i bambini che dalla prima alla terza elementare hanno esperienze di prepotenze, come la sottrazione di giocattoli o merende. L'indice sale al 30 per cento in quarta e quinta elementare, arriva al 45 alle medie. E se si esamina il problema della socializzazione, alla base del fenomeno del bullismo, emerge che è un grave disagio nel 16 per cento dei bambini di prima e terza elementare e nel 23 di chi frequenta la quarta e la quinta classe. E l'indice cresce con l'età.
Altro problema: la difficoltà nel bimbo di attribuire un ruolo di autorità all'adulto. Sono 9 su cento gli alunni della prima che non riconoscono questo ruolo alla maestra, una percentuale che cresce fino al 14 nelle ultime due classi."
Dati e informazioni da notizie di stampa riferite all'indagine "Vivere bene a scuola", 2001

“Tre ragazzi chiedono di uscire dalla classe, tornano un quarto d'ora dopo con tre pizze fumanti, e ridendo dicono alla professoressa che devono mangiarle subito, altrimenti si raffreddano. La classe sghignazza. Un professore sta spiegando qualcosa alla lavagna, uno studente gli corre alle spalle e gli tira giù i calzoni, per un attimo il professore resta con i calzoni alle caviglie e le mutande bianche, qualcuno lo fotografa col cellulare e il giorno dopo l'immagine corre in Internet. Uno studente sta assente un giorno,  il giorno dopo porta come giustificazione: "Morte del gatto". Il giorno ancora successivo resta di nuovo a casa, e quando torna porta come giustificazione la seconda parte del lutto: "Funerale del gatto". Il professore spiega, una studentessa si alza la maglietta e col cellulare si fotografa un seno, poi l'altro seno, quindi presta il cellulare in giro per la classe.”
Ferdinando Camon,  Bullismo a scuola, Roma 2006

"Chi ha parlato? Chi cazzo ha parlato? Chi è quel lurido stronzo comunista checca pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte? Ah, non è nessuno eh? Sarà stata la fatina buona del cazzo! Vi ammazzo a forza di ginnastica, vi faccio venire i muscoli al buco del culo, che ci potrete succhiare il latte senza cannuccia!" Tutto questo succede tutto all'interno della scuola media «San Giovanni Bosco» di Fara d'Adda, dove nei mesi scorsi è stato assunto un preparatore atletico statunitense con l'incarico di lettore di madrelingua che affianchi l'insegnante di inglese. Il nuovo lettore però ha introdotto particolari metodi di insegnamento: un alunno distratto, che non risponde a una domanda o che interrompe la lezione deve alzarsi e compiere in mezzo alla classe alcuni esercizi fra cui anche flessioni. I genitori dei ragazzi hanno accolto con perplessità queste nuove pratiche, e sono stati in molti ad andare dal dirigente scolastico Lino Ruggeri per protestare: «Ho spiegato loro - dice Ruggeri - che quegli esercizi non dovevano essere interpretati come punizioni corporali, visto anche il contesto di gioco in cui erano svolti». La spiegazione però non ha convinto tutti. Meno ancora i genitori di una ragazza costretta ad eseguire esercizi fisici nonostante un braccio ingessato, che sono andati dai carabinieri a denunciare l'insegnante.”
Corriere della Sera, 18 Novembre 2006

“Negli ultimi tempi abbiamo visto gruppi di giovani violentare ragazze, picchiare i loro compagni e poi mettere i film delle loro prodezze su Internet. Episodi di bullismo, si dice. Ma cos’è il bullismo? I maschi hanno sempre cercato di affermarsi sui compagni attraverso la violenza e l’intimidazione. Sono meccanismi primordiali come l’ordine di beccata fra gli uccelli: becca per primo il più forte, poi, via via, fino al più debole, al più spaventato.
E fra i ragazzi si sono sempre formati gruppi che mirano al potere, a imporsi sulla massa degli altri. Di solito si raccolgono attorno a un capo particolarmente intraprendente o arrogante o violento. È questo il bullo. Il bullo è il capo di un gruppetto di ragazzi che si sentono come dei guerrieri in una società di imbelli... Arroganti, sprezzanti, schiavizzano i più deboli e se li trascinano dietro, mentre tutti gli altri chinano la testa come pecore. Il bullismo è la forma primordiale di potere. E va combattuto tenendo presente questa sua natura. È inutile l’ammonizione, la sanzione. Il bullo se ne fa vanto. Invece sono efficaci le misure che gli tolgono il pubblico, prima di tutto l’espulsione.
Chi è espulso non conta più nulla, non ha più nessuno su cui esercitare il suo fascino. Ma, dal punto di vista sociale, espellere dei ragazzi per poi lasciarli in strada è estremamente dannoso. Sono perciò stati molto bravi i magistrati che hanno mandato i bulli a lavorare in un centro di assistenza ai disabili, insegnando così loro che la società civile non consente al prepotente di opprimere il debole, ma deve aiutarlo. Un altro metodo efficace è quello di porre sotto sequestro i beni della famiglia, perché il bullo quasi sempre gode della complicità dei suoi. Ma la via maestra per evitare il bullismo è un’altra: favorire la competizione di squadra. Per troppo tempo nelle nostre scuole ha prevalso una mentalità—di origine marxista e cattolica — che considera la competizione un male.”
Francesco Alberoni, Il bullismo si elima con una scuola competitiva, Corriere della Sera 4 dicembre 2006

3. AMBITO STORICO-POLITICO

ARGOMENTO: Gli Stati Uniti d’America come portatori di democrazia e libertà nel mondo

DOCUMENTI:

“Un gran numero di sopravvissuti stava scappando in tutte le direzioni. Tenevano le braccia dritte davanti a loro, mentre la pelle bruciata penzolava dalle loro dita. I loro vesti erano tutti stracciati. Alcuni erano praticamente nudi, con la pelle assente e la carne viva a vista.
Tutti scappavano, trascinandosi a piedi nudi, ciondolando. Sembrava una processione di fantasmi.
Molti nella processione erano gravemente feriti. Un ragazzo era ricoperto di frammenti di vetro dalla cintola in su, probabilmente si trattava di frammenti di una finestra frantumata dall'esplosione. Potevo vedere alcuni di questi frammenti anche nel mio corpo, in diversi punti, dal torace alle braccia. Una donna era coperta di sangue con un occhio che penzolava. Anche questo a causa dell'esplosione. Un uomo sulla sinistra era ustionato cosi' gravemente che la pelle della sua schiena era completamente lacerata e mostrava la carne viva bruciata.
C'erano molti corpi morti. Tra di loro vidi una donna ridotta in condizioni indescrivibili. I suoi organi interni era sparsi per terra. Anche questo era dovuto all'esplosione.”
Testimonianza di un sopravvisuto ai bombardamenti nazisti su Pearl Harbor durante la seconda Guerra Mondiale

“Questa parte della prigione era all'aperto e consisteva di cinque settori, circondati da mura e filo spinato ed era chiamata "Fiji Land". Ogni settore aveva cinque tende ed era circondato da filo spinato. Quando fui tolto dal camion i soldati segnarono la mia fronte con le parole "Big Fish" in rosso. Tutti i detenuti in questo campo sono considerati "Big Fish". Ero situato nel campo "B".
Le condizioni di vita nel campo erano pessime. Ogni tenda conteneva 45 o 50 detenuti e lo spazio per ogni detenuto misurava solo 30 cm x 30 cm. Dovevamo aspettare per due o tre ore solo per andare al bagno. C'era pochissima acqua. Ogni tenda era fornita di soli 60 litri d'acqua al giorno che dovevano essere divisi tra i detenuti. Quest'acqua era usata per bere e lavarsi e pulirsi le ferite dopo le sessioni di tortura. Ci facevano anche stare in piedi per molte ore.”
Testimonianza di un prigioniero politico sotto il regime di Saddam Hussein, prima che gli USA libaressero l’Iraq, 2002

“Gli altri Stati europei capiscono in parte il nostro atteggiamento. Mi piacerebbe soprattutto qui ringraziare l'Italia che ci ha sostenuti in tutto, ma Voi comprenderete che per continuare questa lotta noi non intendiamo fare appello a un aiuto straniero. Noi eseguiremo questo compito da soli.”
Discorso di George W. Bush al Congresso USA, all’indomani dell’invasione dell’Iraq, Aprile 2003

“Li tengono legati e spesso incatenati mani e piedi; la maggior parte stanno seduti per tutto il giorno, la notte permettono loro di stendersi, ma tenendoli sempre legati; li portano tre volte al giorno in bagno, il cibo è appena sufficiente per non morire di fame.
In questo e in altri casi di tortura il metodo più usato è la “parilla”, ossia un letto metallico dove mettono nudi i prigionieri. Inoltre infliggono colpi con scosse elettriche, spesso con l’aiuto di un medico che indica le parti da colpire; frequentemente vengono rotti i timpani con i colpi che vengono detti “telefono” (assestati con le palme delle mani aperte su entrambi le orecchie).
Procurano anche bruciature con il sigaro o con il fuoco e con ferri incandescente.
Molto usata è anche la procedura di tappare il naso e la bocca per far soffocare il prigioniero e che sembra sia stata la tortura inferta a Lumi Videla. Introdurre la testa in un cubo di acqua, violenze ripetute sulle donne (alla presenza del marito o del compagno), donne violentate da cani, ferri roventi nella vagina, nell’ano.“
Testimonianza di un prigioniero del campo di concentramento di “Tres Alamos” durante il brutale regime comunista di Allende in Cile, prima che gli USA appoggiassero la pacifica ascesa al potere di Pinochet, Santiago del Cile, 1973

"Ci sono due tipi di dittatori: quelli che ostacolano il business, e quelli che non lo ostacolano.
Noi ci occupiamo dei primi, e lasciamo stare i secondi."
Edward Luttwak

4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO

ARGOMENTO: Scienza e scienziati senza limiti? Quali finalità per l'uomo?

DOCUMENTI:

“Da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle: "io sono l'uomo", il nostro grande terrore è stato sempre la conoscenza della nostra mortalità. Da stanotte lanceremo il guanto della scienza contro lo spaventoso volto della morte stessa. Stanotte noi ascenderemo nell'alto dei cieli! Sfideremo il terremoto! Comanderemo il tuono! E penetreremo fino nel grembo dell'impervia natura che ci circonda!”
Mary Shelley, Frankestein, 1818

“Cosa succede a incrociare un uomo con un topo ? Sembra l'inizio di una freddura di pessimo gusto ma, nella realtà, è un esperimento vero, recentemente condotto da un team di scienziati guidati da un importante biologo molecolare, Irving Weissman, della Stanford University.
Gli scienziati hanno iniettato cellule di cervello umano nei feti di topo, creando topi che sono approssimativamente umani per l'1%. Weissman sta considerando di poter arrivare a creare topi il cui cervello sia al 100% umano. La Walt Disney company intanto ha già fatto sapere di essere interessata agli esperimenti "chimerici" di Irving Weissman per rimpiazzare i lavoratori dei parchi giochi targati Disney: il progetto in porto è quello di creare dei veri e propri "Topolino" e "Minnie" simil-umani in grado di intrattenere il pubblico giovane e meno giovane della Dinsey Company. In questo senso i sindacati dei lavoratori Disney hanno recentemente pubblicato una nota dove si dicono "molto preoccupati per gli eventuali danni ache un simile progetto provocherebbe all'occupazione dei lavoratori nei parchi giochi".
Jeremy Rifkin, Uomini o Topi?, New York, 2005

"Ho fatto cose... discutibili. Cose per cui il Dio della biomeccanica non mi farebbe entrare in paradiso."
Albert Einstein

“Il tentativo di alcuni paesi del terzo mondo di fare uso dei criceti dinamovoltaici (criceti da allevamento che, correndo all’interno di una ruota, producono energia elettrica tramite un’apposita dinamo) ha scatenato polemiche nel mondo animalista. "Non si può costringere un criceto a percorrere chilometri di ruota solo per sfruttarne l'energia prodotta" denuncia una nota della neonata ACSC (Associazione contro lo sfruttamento dei criceti). In una recente dimostrazione di protesta gli attivisti della ACSC hanno corso nudi su un’norme ruota di acciaio collegata a una dinamo che alimentava un televisore di fronte al quale era seduto un criceto.”
Enrico Loi, Corriere della Sera, 21 ottobre 2006

Tabella 1: Campi sperimentali di OGM in Europa - Novembre 2006

Tabella 2: Pomodoro FLAVR SAVR, Lycopersium esculentum con il gene che rallenta la perdita di consistenza del frutto. Differenze fra i tenori di proteine e vitamine con i pomodori normali.

TIPOLOGIA C – TEMA DI ARGOMENTO STORICO

La campagna di moralizzazione dell’Italia operata nel corso degli anni ‘80 dall’intransigente segretario del PSI Bettino Craxi fu duramente osteggiata dai partiti di estrema sinistra, che, con l’aiuto della magistratura “rossa” costrinsero lo statista all’esilio in Tunisia. Ripercorri questo controverso periodo storico, analizzando nel contempo l’indiscutibile spinta democratica data al nostro paese dal finanziamento occulto ai partiti politici.

TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALE

Commenta il seguente monologo del critico cinematografico Enrico Ghezzi: “Credo che la televisione sia, non la parodia della comunicazione o della comunione, ma sia anzi la forma esatta, in quanto parodistica a oltranza, della possibilità di comunione. Sia una sorta di scheletro tecnico di questa possibilità. Parlando di televisione amo regredire ogni volta davvero al cinema, perché il cinema non ha - se non in modo larvale, mai tecnicamente rispondente - l’illusione della rete. Il cinema è molto quantificabile, in fondo è fatto ancora da testi, diciamo, possiamo illuderci che sia fatto di testi. Eppure ripeto, questi pochi, relativamente pochi, testi bastano da soli a impedirci di essere analizzati, a impedirci di analizzarli.. Piuttosto la televisione, con la sua capacità, possibilità di accogliere tutto, sembra essere davvero un Grande Vetro. Non un grande vetro nel senso dell’acquario, un Grande Vetro proprio nel senso duchampiano, un grande vetro già rotto, non più ricomponibile perché è rotto. Un grande vetro che permette, potrebbe permettere ad una piccola parte di noi - noi non più come soggetto, ma come  soggetti diffusi, gassosi - di vederci di qua e di là. ”

giovedì, 31 maggio 2007
di visko

... l'hanno rifatto.

Però stavolta hanno cambiato argomento: l'omicidio di Marsciano, in quel di Perugia.

Vespa, con la classe che lo contraddistingue, sullo schermo che fa da sfondo allo studio, ha fatto scrivere "QUANDO L'ORRORE TI DORME ACCANTO", da Mentana stan mandando un servizio dove la gente, mentre il marito della vittima, accusato dell'omicidio, è condotto alla caserma dei Carabinieri urla: "la pena di morte, ci vuole la pena di morte!".

Ma l'aspetto inquietante è ancora la presenza in studio dell'avvocato Taormina, stavolta su una delle poltroncine bianche di Vespa.

Allora è l'avvio d'una nuova era televisiva.

Se avete intenzione di uccidere donne incinte o di seviziare bambini, siete avvisati: l'inferno ha la musica di Via col Vento oppure un anfitrione coi riccioli che parla a mitraglia.

(Poi, dopo, la situazione ha ritrovato un suo equilibrio: da Vespa s'è parlato di Rignano Flaminio, da Mentana s'è continuato a parlare di Marsciano.

Me ne sono accorto perché, facendo zapping tra canale 5 e rai 1, su una  poltroncina bianca è apparso il rappresentante delle maestre-presunte-pedofile (quello colla bocca a culo di gallina, per capirci). Al che mi ero detto: "ohibò, e che gli chiedono pareri anche su un uxoricidio a codest'uomo?!", poi l'inquadratura s'è allargata e sullo schermo alle spalle di Vespa c'era scritto qualcosa tipo: "I BAMBINI CONTINUANO A STARE MALE, MA LA LA COLPA NON E' DEGLI INDAGATI?", uno dei classici quesiti che ti portano a formulare ipotesi balorde e morbose tipo: allora si sono seviziati da soli sti bambini?!

Superata quest'impasse, ho pensato: "un attimo, ma allora se c'è Taormina, se c'è Bocca a Culo di Gallina, chissa sé...". Suona il campanello, parte Via col Vento e Vespa dice: "facciamo entrare la combattiva vicepresidente dell'associazione dei genitori di Rignano" ed arriva la mia mamma preferita.

Dio usa delle vie davvero misteriose, per quanto gradite, per manifestare la sua esistenza...)

p.s.

poi mi sono addormentato.

Semplicemente per stanchezza e non per un atto di snobismo verso Vespa e Mentana: se ieri sera, verso mezzanotte, mi sono alzato dal letto per scrivere questo post e se stamattina, alle 7.18, prima di andare a lavoro, ho riacceso il pc per apportare quest'aggiunta, vuol dire solo che questa cosa inizia ad ossessionarmi.

Ergo: non sono affatto migliore di chi s'è sciroppato le due trasmissioni di ieri sera.

Amen.

mercoledì, 30 maggio 2007
di visko

La storiaccia dell'asilo di Rignano Flaminio è arrivata come una boccata d'ossigeno per la morbosità di quegli Italiani che magari ci son rimasti male perché ad Erba il tunisino era innocente.

In questa nuova tragedia che travolge un piccolo comune i maestri di cerimonia preposti all'uopo sono i due che si contendono il palmares dell'approfondimento (la metafora più appropriata è quella del coltello girato nella piaga): Enrico Mentana e lo sguazzator di frattaglie mediatica per eccellenza Bruno Vespa.

Il culmine s'è raggiunto la settimana scorsa allorquando sia Matrix che Porta a Porta avevano come argomento le vicende dei bambini dell'"asilo degli orrori" (da qualche parte è stato ribattezzato così? In caso di diniego mi assumo la paternità di questa definizione, siete testimoni): equamente s'erano divisi i partecipanti della trasmissione: due genitori di bimbi presuntamente violentati dalle maestre, un parente delle maestre, un avvocato per parte.

E' una fortuna, per queste trasmissioni, che non si tratti di violenza perpetrata su un solo bambino: in tal caso la partecipazione di molteplici genitori in due trasmissioni contemporanee sarebbe stata possibile solo in caso di incertezza sulle generalità del padre, visto che la madre resterebbe una sola. Se invece il bimbo fosse stato adottato e la madre naturale avesse avanzato pretese, avremmo avuto allora anche due madri (una delle due presentata magari come matrigna, appellativo quasi spregiativo, e per giunta anche ossimorico se delle, due mamme, la matrigna  fosse stata quella più amorevole).

Ma questi sono meri esercizi mentali (esercizi mentali manuali, leggi: pippe).

Semplicemente mentre nel caso del delitto di Cogne non ricordo sia mai capitato che i due sfidanti andassero in onda contemporaneamente sullo stesso fattaccio (anche lì nulla avrebbe vietato di dividersi esperti, avvocati, periti, testimoni, parenti anche di gradi sino a due cifre. Cosa ha trattenuto Vespa e Mentana?), in questo caso s'è osato l'inosabile (almeno sinora): vedere quale delle due trasmissione ce l'avesse più duro (l'indice d'ascolto, ovvio) a parità di condizioni (e disparità di conduzioni).

Così ci sono dei duelli che si ripetono incrociando i possibili contendenti anche se le combinazioni, gira e volta, sono sempre quelle: c'è la mamma d'una bambina - la mamma che mi piace di più, esteticamente intendo - che è mossa da vibrante indignazione (cosa che la rende vieppiù eccitante dinanzi ai miei occhi morbosamente circuìti) nonostante la sua figliola non sia mai stata coinvolta, però ha una buona dialettica (la mamma, non la figliola), bella presenza (sempre la mamma), per cui l'han chiamata entrambi, sia Vespa che Mentana quando c'è da dibattere. Poi c'è uno il tipo del comitato sull'Innocenza degli indagati: quello che balbetta un po', ha la barba di cinque giorni e la bocca a culo di gallina ed è sempre accigliato come se, ad ogni passo compiuto, pestasse una cacca. Ed ai piedi avesse delle infradito. Ancora c'è un avvocato dall'occhio ceruleo e la barba brizzolata che fa no colla testa e che si scusa quando interrompe l'intervento della mamma-buona-era-lei e lei gli fa presente "che, no, scusi avvocato, io non l'ho interrotta quando lei parlava", c'è il papà che continua a raccontare la storia della patatina della sua bimba tanto da farla diventare la Patatina per Antonomasia, senza farle perdere, a quella patatina, un briciolo della sua innocenza violata.

La sensazione, ad un certo punto, è quella di assistere a degli incontri tra campioni di Wrestling: gira e volta, son sempre gli stessi che si danno sganassoni (per finta, almeno i lottatori di wrestling) e le uniche cose che cambiano sono i contesti in cui rappresentano la loro pantomima.

Esatto: una pantomima. Il rischio che si corre - che stiamo già correndo, visto che che questo tipo d'interesse morboso attorno ad un fatto di sangue è iniziato con il delitto di Samuele come ha fatto presente Francesco Merlo in un editoriale uscito su Repubblica il giorno dopo la trasmissione dei due approfondimenti - è quello di perdere di vista il dramma che devono aver vissuto questi bimbi per colpa di qualcuno (che non è detto debbano essere per forza le maestre, la bidella, il benzinaio ed il regista sospettati), per aspettare l'ennesimo colpo di scena, la rivelazione drammatica, la svolta imprevedibile.

Svuotare di significato un fatto dai contorni ancora nebulosi e farlo diventare un evento magari nitido, pieno di interviste, ricostruzioni, filmati e scontri verbali in studio, cioè un evento buono solo per attirare audience basato, per l'ennesima volta, sulla dicotomia colpevolisti vs innocentisti: una classica dicotomia da Cogne in poi, appunto,  dimenticando, tra l'altro, che tutti gli "-ismi" sono dannosi, figuriamoci quelli che sono relativi a fattacci di cronaca che coinvolgano dei bambini.

(Ho tirato fuori il caso di Cogne sia perché è stato l'evento che ha dato la stura a queste trasmissioni d'approfondimento infarcite di morbosità, sia perché ospite della trasmissione di Mentana, quella sera, c'era - udite udite - l'avv.Taormina).

Di cosa abbiano parlato nelle due trasmissioni?

Non lo so: lo zapping da un canale all'altro, soprattutto con sguardo incredulo per l'eccezionalità dell'evento, non mi ha permesso di seguire per più di qualche minuto questo o quel ragionamento, ma son convinto che questo esperimento possa avere altre repliche magari affinando le differenze tra le due trasmissioni (magari, chissà, da Vespa le interviste a bambini col volto pixelato che toccano tuberi pelati per evitare qualsiasi allusione, o da Mentana lo scoop delle passioni sessuali segrete di qualche maestro di asili nido, che per di più s'eccita solo dopo aver trafitto gli occhi d'un gattino con uno spillone e viene copiosamente, urlando le coordinate geografiche di Rignano Flaminio).

Personalmente aspetterò con ansia il giorno in cui la mamma-ospite che piace a me, decidesse di protestare per la lungaggini degli inquierenti, mostrando le tette in tv.

Evvai.

martedì, 29 maggio 2007
di MarFal84

jeff24
"La mia estetica personale è influenzata direttamente da tutto quello che vedo. Non mi importa di schiacciarmi contro le rocce. La mia sfida di base è riuscire a vivere a lungo e continuare a fare rock."

29 maggio 1997.
Esattamente dieci anni fa il fiume Mississipi, nei pressi di Memphis, si portava via per sempre quello che è stato forse il piu' grande talento del rock apparso sulla scena negli anni 90: Jeff Buckley.
Jeff era figlio del celeberrimo Tim Buckley e della violoncellista Mary Guibert.
Quella che era inevitabilmente una paternità scomoda non veniva perpepita però dal giovane Jeff, che con il padre non allacciò mai un vero e proprio rapporto, avendo quest'ultimo abbandonato molto presto la famiglia per cercare sogni di gloria.
Morto per uno scherzo del destino a soli 31 anni, fino ad allora Jeff, che usava il cognome Buckley solo in ambito artistico ed era conosciuto da tutti come Scott Moorhead, rappresentava l'anima  poetica e struggente del rock americano post-grunge, che sapeva coniugare ad una voce angelica una presenza scenica da vera icona moderna.
Grace, il suo unico album in studio e capolavoro assoluto della musica, rappresenta il testamento di un personaggio durato troppo poco per essere vero.

Un montaggio di alcune foto di Jeff con in sottofondo la versione acustica di Last Goodbye.

martedì, 15 maggio 2007
di MarFal84

fate04«Ieri Adamo ed Eva hanno battuto Adamo e Giuseppe con un netto e indiscutibile 6-0.
Fassino e il Palazzo hanno un bel dire sul dover rispettare le due piazze di ieri, ma non hanno capito che di piazza ieri pomeriggio c’è ne è stata una sola, perché per fortuna i normali sono la stragrande maggioranza nel Paese mentre i diversi un’esigua minoranza. Una minoranza sostenuta solo da un governo fuori dal tempo, forse l’unico a coprire la scandalosità del loro gay pride.
Un Governo che ieri ha subito un pesante cappotto. W la famiglia abbasso i culattoni"

On. Roberto Calderoli, 13 maggio 2007

lunedì, 14 maggio 2007
di MarFal84

nbcheroes-hiroSo che il genere telefilm americano non è il piu' appetibile al pubblico di questo blog, tuttavia dovete sapere che Marco impazzisce letteralmente di fronte alle gesta di casalinghe, naufraghi, medici e altre categorie sociali non specificate.
Essendo poi io dotato nella mia casa universitarie della Rete Veloce è normale che non aspetto, come fanno gli altri comuni mortali, la programmazione italiana delle serie, ma guardo gli episodi originali dotati di sottotitoli. Pazzo, voi penserete.
Ebbene dovete sapere che da settembre sta andando in onda in America una serie che sta battendo molti record di ascolto, e che, io scommetto, farà molti proseliti anche nel Bel Paese.
Il suo nome è Heroes e va in onda sull' emittente NBC, la stessa che programma le gesta di John Dorian e Company, i medici un po' pazzi di Scrubs.
Ora, Heroes parla di persone sulla terra che tutto a un tratto si accorgono di avere poteri sovrannaturali, che derivano dalle teorie di un genetista indiano secondo cui l'evoluzione non è lineare ma ha dei picchi in determinati individui.
Immagino che già state pensando a Superman, Flash, X- Men o altre storie di fantascienza.
Invece no, Heroes non è niente di tutto questo.
Heroes è una delle serie televisive meglio scritte degli ultimi anni con intrecci tra personaggi, spy - story e una buona dose di effetti speciali, che la rendono un prodotto televisivo unico.
Facendo un confronto con un'altra fortunata serie, si potrebbe dire che, come Lost non è solo la storia di alcuni sopravvissuti ad un disastro aereo, altrettanto Heroes non è solo una storia di uomini dotati di superpoteri.
Ora non vado troppo in profondità, per non rovinarvi lo spettacolo quando la serie arriverà ad settembre/ottobre in Italia.
Sappiate solo che allora personaggi come Hiro Nakamura o Peter Petrelli o motti del tipo save the cheerleader,save the world, che negli States stanno letteralmente spopolando, sarannò per voi molto popolari.
Giusto per le persone interessate posto il video del trailer in inglese alla prima stagione iniziata a settembre e che, ormai, sta quasi per concludersi.


di MarFal84

chanel-no-5-parfumCerto, sono proprio strani questi personaggi dello star system.
Infatti, pare che nel momento in cui debbano scegliere i nomi per i propri figli, piu' che rifarsi a tradizioni familiari, si prestino al famoso giochino nomi, cose, città, animali, frutti e fiori.
Così dopo che i Beckham e Madonna (rispettivamente con Brooklin e Maria Lourdes) hanno inaugurato la categoria città, Nicolas Cage (con Kal - El, vero nome di Superman) la categoria supereroi, Gwyneth   Paltrow e Chris Martin (con Apple) la categoria frutti, è toccato ai coniugi Totti, freschi della nascita della loro secondogenita, inaugurare la categoria moda e affini col nome di una delle griffe piu' famose, Chanel.
Totti Chanel. Chanel Totti. Mah, non mi suona molto bene.
Nell'augurare alla giovane coppia un futuro pieno di soddisfazioni, nel momento in cui dovranno allevare la piccola fragranza/creatura secondo i sani principi della romanità, li ringrazio per lo spunto notevole che mi hanno dato per gli anni avvenire.
Infatti, mio figlio si chiamerà Dieggì.
Falà Dieggì. Dieggì Falà. Questo sì che suona bene.

di Nick24

"I Dico sono una stupidaggine. E' evidente che non sono una priorità, ci sono diecimila modi, e l'esperienza personale lo insegna, per sistemare le proprie cose in modo corretto ed equo, anche al di fuori della sacra famiglia. In Italia i Dico sono solo tattica testimoniale di partiti minori. Le priorità sono altre, e in quantità. E bisogna sapere che su questioni come la famiglia non si può decidere come per la Finanziaria o la legge di Bilancio. Nè ridurre tutto a strame ideologico."
Massimo Cacciari, "La Stampa", 14 Maggio 2007 

venerdì, 11 maggio 2007
di Nick24

Chiedo ai massimi vertici del blog di intervenire e di rimuovere immediatamente il post precedente questo!!!!! E di dichiararsi parte civile contro IenaRidens! Il suo post è del genere più specioso che sia mai apparso su queste pagine (e forse su Splinder), peggiore altresì dell'invettiva laicista piccata di Luigi, da me provocato...
Che la Iena si genufletta al cospetto della direzione editoriale e chieda scusa solennemene ai nostri milioni di lettori!

E' una richiesta di censura democratica, si metta ai voti la questione!

AGGIORNAMENTO:
Ovviamente è uno scherzo, una beffa la mia. E' interessante però osservare le reazioni del genere umano di fronte a tali cose:

- "tu non sei mica normale,ma di trovarti un lavoro,una ragazza,un hobby?hai fatto scappare tutti dal blog... "

- "ti permetti di rispondere nello stesso modo in cui berlusconi da Sofia ha risposto a Biagi e Santoro?"

- " L'immagine che hai messo nel post evoca immagini relative al nazismo e al comunismo e mi fa senso!"

- "finche' ci saranno persone come berlusconi e nick24,non ci sara' mai liberta' di pensiero"

- "ha ragione nick24, ienaridens va censurato perchè fa il gioco dei media, che ci bombardano di continui allarmi(pedofilia, sars) non facendoci capire come va veramente il mondo!!"

- "ti invito a riflettere a te e al tuo compagno nazista ,dato che io vedo i blog come una fonte inesauribile di liberta' di pensiero e ne tu ,ne nick24 ,ne berlusconi o chiunque altro dovete permettervi di censurare nessuno per nessun motivo "

- "se era questa la tua intenzione elargisco la mia stima ,anche se continuo a pensare che sei completamente fuori di testa"

di IenaRidens79

Era da tempo che non affrontavo direttamente temi di attualita', ma e' giunto il momento di tornare ad attaccare un sistema marcio sin dalle fondamenta, una societa' malata e pervertita, una giustizia fallace come tutte le cose umane, una giustizia capace di assolvere un branco di pedofili assatanati. Rignano come un qualunque altro paese, i bambini di Rignano come i bambini di qualunque altro paese, la solita storia che si ripete. Questa volta e' andata bene al capo pedofilo e compagni, visto che di solito vengono messi dentro per passare solo qualche mese in gabbia: meno male che ci sono gli altri carcerati, magari anche assassini, che li schifano e si vergognano di avere queste bestie come compagni di cella o di galera, meno male almeno che ci sono loro a rendere il felice soggiorno dei pedofili in hotel, un po' meno felice.

Come al solito i bambini non contano nulla, non hanno voce in capitolo, come al solito la pedofilia diventa un mini reato, qualcosa di quotidianamente accettabile. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA! Una parola che si potrebbe ripetere all'infinito!

Sono contro la pena di morte, perche' Dio da' e Dio toglie, ma non contro le pene corporali! Facciano allora i cittadini sani, quelli 'onesti', magari ladri di 1000 lire, quelli che non pagano le tasse, quelli che non fanno lo scontrino, che superano i limiti di velocita', ma che almeno non si macchiano di certe porcherie da pervertiti e depravati, siano loro a fare giustizia, isolando e distruggendo le vite di questi assassini di bambini! Lo facciano e tirino fuori per una volta le palle che hanno tirato sempre fuori i carcerati in queste situazioni!

IL MIO CUORE DA UOMO NON PERFETTO E SICURAMENTE PECCATORE GRIDA VENDETTA!

QUESTA NON E' UNA SOCIETA' CIVILE!

giovedì, 10 maggio 2007
di Nick24

Bella Piero! Io ho "trascurato" il blog ultimamente perchè non trovo che abbia molto senso così com'è: era questo che intendevo con "il panorama mediocre dei blog", un'infinita orda di opinionisti snobistici(me compreso) che emulano i pubblicisti veri, essendo letti da venti persone, che esse stesse considerano la tua opinione un passatempo frivolo mentre bevono il caffelatte. Ecco cosa sono veramente i blogger: intrattenitori da colazione o da nottefonda.

Daniele inizialmente utilizzava questo blog come un suo piccolo banco da lavoro dove faceva esperimenti (riusciti!) e dove "giocava" con le sue passioni (credo), il giornalismo e la politica. Ora il blog è come Ciccsoft (meno curato) o come altri blog collettivi, e lascia un po' il tempo che trova e il rischio dell'inerzia che tu dici è dimostrato. Forse dovremmo ripensare come usare il blog o forse no, sono io che farnetico...

Dovrebbe ritornare alla dimensione "giocosa" delle sue origine, e più che rifarsi al giornalismo - in Italia è pieno di giornali ed opinionisti che sanno tutto, a cosa servono i blogger? - dovrebbe secondo me rifarsi ai giornaletti di satira sconcia, svecchiandosi dalle solite cose della sinistra stereotipo, anzi dovrebbe porsi come obbiettivo, anche aldilà del contenuto e a livello di provocazione, di andare contro gli stereotipi per sua missione: appunto uno scherzoso gioco di satira, becera o raffinata ma contro gli stereotipi e i cliché, come per esempio: "la sinistra è il bene - la destra è la borghesia conservatrice che opprime la classe proletaria" non è sempre così e non esistono neanche più la destra e la sinistra. Oppure lo schierarsi sempre come se si dovesse giurare fedeltà ad uno schieramento, andando invece sulle idee e sulla politica vera e buona, che non sta a sinistra o a destra, ma in certi periodi sta a sinistra ed in altri a destra: io non so se alle prossime elezioni voterò centrosinistra o centrodestra, perchè prendo seriamente in considerazione le proposte che fa il centrodestra dei Berluscones, e non lo personalizzo in Berlusconi, che peraltro mi è simpatico, ma ambendo io a una sinistra socialdemocratica non anticapitalista e non antiliberista per forza, se essa si riduce a bandierine e contentini ideologici come i di.co (anche giusti volendo) o le basi Usa etc...non la condivido più e anzi scrivo che i politici di sinistra sono dei relitti degli anni70...


Fare magari un blog frivolo, trashissimo, scorrettissimo, etc..., non so se ne siamo capaci però. Vabbè ho divagato un po'...forse qualcosa si è capito, ma se ne può anche fare a meno di queste folli considerazioni!

martedì, 08 maggio 2007
di Nick24

Un articolo di Francesco Merlo apparso su la "La Repubblica" di Venerdì 4 Maggio 2007

Seppelliti dagli strepiti per una violenza, pretesa e virtuale, contro il Papa, abbiamo tutti colpevolmente messo la sordina alla sola violenza, reale e fattuale, del Primo maggio: quella contro il disarmato e disarmante Mario Segni. Eppure, l’aggressione fisica, in piazza san Giovanni a Roma, al più mite degli italiani; il raid dei giovani di Rifondazione contro “l’uomo delle firme”. L’assalto al mansueto Professor Referendum è una campana che dovrebbe suonare per tutto il Paese, perché è una di quelle violenze contro l’inerme e l’innocente che hanno segnato la parte più odiosa della storia d’Italia. Ancora più strano è che questa aggressione, carica di simboli e di significati, sia invece, nel migliore dei casi, finita tra le notizie brevi, raccontata come una bizzarria del festoso primo maggio e non come una violenza politica ispirata da una politica della violenza. È vero infatti che la violenza è sempre riprovevole, ma diventa orribile quando si accanisce contro un vecchio filosofo (Gentile) o quando bestialmente si rovescia su un intellettuale armato solo di critica (Gobetti). Certo, qui siamo, grazie al cielo, ben lontani dall’esito letale, dall’omicidio; qui alla fine nessuno si è fatto veramente male. Ma l’aria di famiglia è la stessa. C’è infatti la stessa intolleranza: «Ehi, Segni, questa piazza è nostra, tu non puoi starci»; c’è la viltà dei tanti contro i pochi: «Cosa ci fai, tu, democristiano, tra le nostre bandiere?»; e, ancora, c’è la ferocia dei giovani contro il vecchio, e poi gli spintoni, le mani che si alzano per colpire, i bastoni, i tavoli rovesciati, le carte stracciate e le firme sottratte, una folla di altri giovani ostili che si gode lo spettacolo, l’odio per chi ha un pensiero diverso dal tuo: «Cacciamo via questo qualunquista». Ecco: del fascismo quel che non ci piace non è il sistema delle corporazioni, ma è questo, è la viltà.

Gli aggressori sono estremisti di sinistra, «sicuramente erano militanti di Rifondazione» conferma Mario Segni. Insomma erano giovani comunisti che ovviamente sono scappati e che davvero sembrano usciti da una drammatica parodia delle squadre fasciste, aizzati come fossero dei cani contro un uomo che da venti anni coltiva il sogno di cambiare la sostanza degli italiani cambiando la loro forma elettorale. E che adesso, dopo essere diventato nonno, invece di fare il referendario in pensione, e magari anche il padre della patria, è di nuovo per strada a raccogliere firme, a fare cioè la cosa più ingenua che si possa fare in politica, che è rapporto di forze, è potenza. Picchiare un uomo così, un professore che lavora sullo spirito, sull’immaginario, sull’idea ossessiva che la cultura diventi il pane della politica, che il codice della cultura possa essere applicato alla politica; picchiare, insomma, Mario Segni è la prova definitiva che non ci sono più tra di noi, come negli anni di piombo, ragazzi che si trasformano in criminali della politica perché ubriachi di politica, ma solo ragazzi ubriachi che fanno politica. Perciò la sera del primo maggio ce li immaginiamo, questi giovani aggressori di Mario Segni, mentre festeggiano all’osteria, come facevano i “bravi” manzoniani e come facevano appunto gli squadristi che picchiavano i professori, i sognatori, i deboli e poi, via, al bordello, a brindare per ogni testa che avevano spaccato. Quelli, che erano gli arditi di Mussolini, almeno avevano l’abitudine di tenere il mento in su, mentre questi che dicono di essere i comunisti di Bertinotti quando occorre usano il passamontagna.

È vero che Bertinotti ha scelto la non violenza e che “fa l’indiano”. E però, prima dell’aggressione, ha detto ai suoi militanti che «il referendum mina le basi della democrazia » e, solo dopo l’aggressione, ha spiegato loro che «la raccolta delle firme deve comunque essere garantita». Prima ha detto una cosa sconsiderata, ben più sconsiderata e violenta delle battute sul Papa pronunziate dal presentatore Rivera sul palco del primo maggio, e solo dopo Bertinotti ha parlato come il filosofo scalzo, quello consegnato al recente ispiratissmo libro La città degli uomini. Prima ha armato ideologicamente gli anfibi dei suoi ragazzi e poi ha fatto il saggio gandhiano. Ma si può ancora accettare questo gioco con la verità, con le due verità, con l’ossimoro, con il nicodemismo? Ed è possibile che gran parte della cultura e del giornalismo italiani debbano ritenere insignificante tutto questo e indignarsi invece perché un sedicente comico, senza fare ridere, ha stanato l’arroganza dell’Osservatore romano? Chi è stato più comico: il presentatore Rivera o l’Osservatore Romano? Qualcuno dice che anche questo altro referendum di Mario Segni sia, politicamente parlando, molto importante. E, certo, Rifondazione ha tutto il diritto di pensare che un sistema maggioritario vada evitato e che bisogna invece continuare a vivere in regime di democrazia assembleare. A noi, che non crediamo più alla forma che cambia la sostanza di un Paese, ci interessa solo che è stato picchiato Mario Segni, l’uomo che incarnò per un momento l’alta illusione collettiva di trasformare tutti i politici italiani, compreso se stesso, in agili e leggeri trasvolatori, in tanti Icaro a cui attaccare le ali di cera della modernità, del mito anglosassone, della civiltà del maggioritario, dell’alternanza e della stabilità.

Gli estremisti sanno che Segni non dispone di una massa critica, che non esiste in Italia il mariosegnismo e perciò credono che si possa fare davvero a Segni quel che a Bagnasco si minaccia sui muri, perché Segni non ha clero, non ha uomini nelle commissioni, negli enti locali, in Parlamento e neppure fa paura ai giornali. Si sa: Segni è quello che ha perduto l’occasione, che è politicamente un ingenuo, che è fuori ed è oltre. Se fosse un colore sarebbe il celeste che i bertinottiani di piazza San Giovanni considerano stinto, un blu indebolito, ma che per molti altri italiani potrebbe essere altezza, o cielo; e se invece fosse un sapore, Segni sarebbe la vaniglia, che gli squadristi di piazza san Giovanni considererebbero dolciastra indecisione e altri sobrietà e festa di nuances. Così in politica l’altra faccia dell’ingenuità e della superfluità è l’innocenza, è la pulizia. E va bene che siamo in tempi di politica semplificatoria che, a testa bassa, non sopporta le mediazioni e le articolazioni complesse, ma i fantasmi di combattimento, gli scarti di piazza San Giovanni ci parlano di un’Italia e di un’ennesima forma di violenza che in fondo non ci aspettavamo, ma che esiste e con la quale dobbiamo imparare a convivere, come ci accade con gli incidenti stradali. La politica della violenza, che era levatrice di storia, è ormai violenza senza politica, affronto che galleggia sulla storia. Chi, come Mario Segni, l’ha subita, ci dice che «non è successo niente», esattamente il contrario di chi, come l’Osservatore romano, non l’ha subita. Ma forse Segni parla così solo perché non capisce una violenza che non ha più neppure il conforto di un ragionamento politico che la renderebbe meno bruta e ingiustificata. Comunque, adesso lo sappiamo: nella nostra politica ci sono anche gli scarti di piazza San Giovanni. È come l’immondizia che non riusciamo a smaltire.