venerdì, 26 gennaio 2007
di BellaPiero

In questi giorni si sta svolgendo, in Inghilterra, il processo per i falliti attacchi terroristici che avvennero a Londra il 21 luglio del 2005, quelli che , per fortuna, andarono a vuoto. Per certi versi, mi sembra ci si trovi di fronte ad un processo molto simile a quello a Saddam Hussein. Nel senso che si sa già, ovviamente, come andrà a finire (non con l’impiccagione degli imputati, spero, ma comunque con la loro condanna a un numero smodato di anni di carcere). Chiaro che da una parte c’è la necessità di chiudere il caso al più presto possibile, per dimostrare che la lotta al “terrore” sta dando i suoi frutti; dall’altro ci sono le prove “schiaccianti”, i famosi/famigerati filmati a circuito chiuso (che in inglese chiamano in maniera ovviamente molto più sintetica, ma anche più simile alla sigla di un sindacato, CCTV). Ora su questi CCTV ci sarebbe da parlare per ore, se non si avesse paura di venire filmati nel frattempo. E’ chiaro che ci sono validi argomenti sia a favore sia contro il fatto che tutto ciò che accade sul suolo pubblico (e si spera “solo” su quello pubblico) debba essere filmato e disponibile per esami accurati da parte delle “autorità”. A mio avviso, le ragioni a favore pesano, ma quelle “contro” pesano di più (ricordiamoci, al riguardo, un sintetico quanto inquietante post di Daniele del 12 gennaio). In ogni modo, questo non è ciò di cui voglio parlare ora.

Né voglio argomentare a favore di un approccio “diverso” ai fatti di sangue che hanno funestato l’inizio di questo millennio, quell’approccio che ormai si liquida rapidamente col termine di “teorie cospirative”, e ai cui sostenitori vengono sempre più spesso riservati sospiri e sguardi di compassione (li posso già intravedere in qualcuno dei lettori di questo post). Anzi, guardate, facciamo che partiamo proprio dall’accettare che le cose siano andate secondo il resoconto di Scotland Yard/FBI. Detto questo, soffermiamoci sul tipo di “prove” che ci sono state fornite riguardo alle accuse e agli accusati.

Cominciamo dal caso in questione, gli attentati (tentati) del 21 luglio 2005. Io a quei tempi vivevo a Londra, e di quei giorni ricordo bene una smodata paura (“terrore”!) di vivere, e la rapida decisione di comprare una bicicletta per evitare metro&bus. Cosa è accaduto quel giorno, nessuno lo ha mai capito: si cercava ancora di superare lo shock per la strage di due giovedì prima, e arrivò questa nuova bastonata: “loro” ci avevano riprovato. Ma stavolta qualcosa era andato storto, fortunatamente nessun morto nè ferito, loro erano riusciti a scappare, per un po’ aleggiò questa leggenda che uno dei kamikaze si fosse nascosto nell’ospedale della University College, completo di zaino ancora sul groppone con tanto di fili che uscivano dal suddetto zaino.. Poi, in pochi giorni, tutti arrestati, l’ultimo della lista, tra l’altro, all’ombra der Cupolone. Poi silenzio, a parte un innocente ragazzo brasiliano ucciso con 5 colpi di pistola alla testa (scusate, ci siamo sbagliati, sembrava uno di loro, oh scappo che è tardi, ciao), e una serie di politiche via via più restrittive da parte del governo britannico (una delle più recenti: la polizia ha il diritto di prendere le impronte digitali a chiunque venga fermato in strada per un semplice controllo).
 
Adesso c’è questo processo in corso. In ciò che segue, vi offro un resoconto delle "prove” contro gli imputati. E qua entra in gioco il fattore CCTV. Perché, appunto, niente accade che possa sfuggire all’occhio vigile della Giustizia. Allora, la foto di uno dei terroristi che "si prepara a farsi saltare in aria" :ovvero, una foto dell’ingresso di una stazione metro, e uno degli indagati (forse, si vede solo uno di colore, che a Londra non è una novità) fotografato mentre prende la metro insieme alla massa dei cittadini. Foto molto statica, semplice gente che cammina: la didascalia però mette in luce come l’imputato avesse gettato la massa di pendolari “nel panico”. Poi, la foto del terrorista che, dopo aver tentato di farsi esplodere, cerca di scappare, e l’eroico cittadino inglese, ex-vigile del fuoco, che lo confronta con coraggio, dopo aver messo in salvo una mamma (la cui foto, curiosamente, sui quotidiani non viene mai mostrata, ma solo il suo ritratto disegnato) con bambino, tenta di calmare il kamikaze e di dialogare con lui (ovvero, una foto molto sfocata, dentro il vagone della metro, di un uomo di colore, da solo, da una parte, e un uomo bianco che tende un braccio verso di lui). A seguire, la foto del terrorista che fugge e della gente che tenta di fermarlo (ovvero, un uomo di colore che corre nella folla. Immagine questa che, a chi vive in una grande città, non dovrebbe sembrare particolarmente eccezionale).
 
Già questo dovrebbe fugare possibili dubbi riguardo l'attendibilità delle tesi dell’accusa. Ma c’è ben altro! Le "prove" che i terroristi si erano incontrati, mesi prima, per “addestrarsi”: ovvero, foto degli accusati, insieme ad un'altra ventina di persone che possiamo definire “etnicamente non british”, che fanno un campeggio nello Yorkshire, nord Inghilterra. La didascalia recita “Si addestravano correndo di qua e di là con grossi zaini sulle spalle”. La foto mostra uno dei campeggiatori con lo zaino sulle spalle (da cui, la prova incontestabile del progetto terrorista: per quale ragione uno si porterebbe lo zaino da campeggio in campeggio?). E poi la prova decisiva: i terroristi (appunto, a che serve ‘sto processo, se li chiamiamo terroristi a priori?) pregavano! (Ora uno qua potrebbe anche interrogarsi sulla moralità del fatto che si presenti un atteggiamento religioso, perfettamente legittimo, come evidenza di un piano terroristico. Ma ragazzi, non scherziamo: c’è in ballo la guerra al “terrore”). Segue foto dei partecipanti al campeggio in atteggiamento di preghiera. Che poi in realtà manco si vede, che pregano. Fanno un po’ come i calciatori durante il minuto di raccoglimento prima della partita. (Visko&Luigi, ogni riferimento è puramente casuale). Ma tant’è: vostro Onore, ecco le prove.
 
Pensate anche agli attentati, quelli seri, del 7 luglio. La storia, la sappiamo. Ma quali prove ci sono state mostrate? Di nuovo: ecco i terroristi che si preparano ad uccidere. Ovvero, la foto, sempre di pessima qualità, di quattro individui che, con zaino sulle spalle, entrano alla stazione di Luton la mattina del funesto giorno. (No, non ce la faccio, la mia parte cospiratrice viene fuori, non posso fermarla…. Argh, no eccola, maledizione… Devo resistere, aaaarrrggggghhhhhh……. La foto fu scattata alle 7.21, come prova che i terroristi presero il treno delle 7.40 am per arrivare a Londra in tempo coincidente con quello degli attentati. Ma il treno delle 7.40 quel giorno fu cancellato. Il che rende impossibile il loro arrivo secondo i tempi descritti dal rapporto ufficiale di Scotland Yard.) 

Ritorno in me. Altra prova, schiacciante anch'essa: foto di uno con uno zaino sulle spalle, che entra nel giornalaio della stazione.
 
Ricordate cos’accadde l’estate scorsa? Lo “spaventoso” attentato sventato per un soffio, e per il quale adesso se ti porti il dentifricio nel bagaglio a mano sull’aereo sei un potenziale kamikaze? Che cosa ci hanno raccontato, di quella storia? 24 persone arrestate: 8 delle quali, rilasciate la sera stessa. Viene diffusa una lista di nomi più o meno uguali tra loro. Come si è scoperto che erano pronti a attaccare? Da un internet cafè, uno ha mandato un’email che diceva “Go now”. Un commando di professionisti, non c’è che dire.. Poi niente più. Tutto qui! Solo racconti. Ma, in ogni caso, scampato pericolo. Per stavolta, però. In futuro potrebbe non essere così. Dobbiamo fare di più. Noi cittadini, per primi. 
 
Allora il Guardian di ieri pubblica il sondaggio secondo il quale l’opinione pubblica britannica è, oggi rispetto agli anni 90, molto meno restia a vedere le libertà civili sempre più decurtate, se questo contribuisce alla “lotta al terrore”.
 
E io mi chiedo: ma se mi dovete prendere le impronte digitali anche se sto solo portando il cane a pisciare, mi volete almeno convincere che lo fate davvero nel mio interesse?

commenti (1)
Commenti
#1   26 Gennaio 2007 - 09:21
 
io so solo una cosa: da quando scotland yard ha sventato l'attentato (o il presunto tale) dell'anno scorso ryan air fa pagare 9 euro per imbarcare il bagaglio...
mi sento un pò la regina del complotto :)
marla
utente anonimo

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