"La mia estetica personale è influenzata direttamente da tutto quello che vedo. Non mi importa di schiacciarmi contro le rocce. La mia sfida di base è riuscire a vivere a lungo e continuare a fare rock."
29 maggio 1997.
Esattamente dieci anni fa il fiume Mississipi, nei pressi di Memphis, si portava via per sempre quello che è stato forse il piu' grande talento del rock apparso sulla scena negli anni 90: Jeff Buckley.
Jeff era figlio del celeberrimo Tim Buckley e della violoncellista Mary Guibert.
Quella che era inevitabilmente una paternità scomoda non veniva perpepita però dal giovane Jeff, che con il padre non allacciò mai un vero e proprio rapporto, avendo quest'ultimo abbandonato molto presto la famiglia per cercare sogni di gloria.
Morto per uno scherzo del destino a soli 31 anni, fino ad allora Jeff, che usava il cognome Buckley solo in ambito artistico ed era conosciuto da tutti come Scott Moorhead, rappresentava l'anima poetica e struggente del rock americano post-grunge, che sapeva coniugare ad una voce angelica una presenza scenica da vera icona moderna. Grace, il suo unico album in studio e capolavoro assoluto della musica, rappresenta il testamento di un personaggio durato troppo poco per essere vero.
Un montaggio di alcune foto di Jeff con in sottofondo la versione acustica di Last Goodbye.