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La storiaccia dell'asilo di Rignano Flaminio è arrivata come una boccata d'ossigeno per la morbosità di quegli Italiani che magari ci son rimasti male perché ad Erba il tunisino era innocente.
In questa nuova tragedia che travolge un piccolo comune i maestri di cerimonia preposti all'uopo sono i due che si contendono il palmares dell'approfondimento (la metafora più appropriata è quella del coltello girato nella piaga): Enrico Mentana e lo sguazzator di frattaglie mediatica per eccellenza Bruno Vespa.
Il culmine s'è raggiunto la settimana scorsa allorquando
sia Matrix che Porta a Porta avevano come argomento le vicende dei bambini dell'"asilo degli orrori" (da qualche parte è stato ribattezzato così? In caso di diniego mi assumo la paternità di questa definizione, siete testimoni): equamente s'erano divisi i partecipanti della trasmissione: due genitori di bimbi presuntamente violentati dalle maestre, un parente delle maestre, un avvocato per parte.
E' una fortuna, per queste trasmissioni, che non si tratti di violenza perpetrata su un solo bambino: in tal caso la partecipazione di molteplici genitori in due trasmissioni contemporanee sarebbe stata possibile solo in caso di incertezza sulle generalità del padre, visto che la madre resterebbe una sola. Se invece il bimbo fosse stato adottato e la madre naturale avesse avanzato pretese, avremmo avuto allora anche due madri (una delle due presentata magari come matrigna, appellativo quasi spregiativo, e per giunta anche ossimorico se delle, due mamme, la matrigna fosse stata quella più amorevole).
Ma questi sono meri esercizi mentali (esercizi mentali manuali, leggi: pippe).
Semplicemente mentre nel caso del delitto di Cogne non ricordo sia mai capitato che i due sfidanti andassero in onda contemporaneamente sullo stesso fattaccio (anche lì nulla avrebbe vietato di dividersi esperti, avvocati, periti, testimoni, parenti anche di gradi sino a due cifre. Cosa ha trattenuto Vespa e Mentana?), in questo caso s'è osato l'inosabile (almeno sinora): vedere quale delle due trasmissione ce l'avesse più duro (l'indice d'ascolto, ovvio) a parità di condizioni (e disparità di conduzioni).
Così ci sono dei duelli che si ripetono incrociando i possibili contendenti anche se le combinazioni, gira e volta, sono sempre quelle: c'è la mamma d'una bambina - la mamma che mi piace di più, esteticamente intendo - che è mossa da vibrante indignazione (cosa che la rende vieppiù eccitante dinanzi ai miei occhi morbosamente circuìti) nonostante la sua figliola non sia mai stata coinvolta, però ha una buona dialettica (la mamma, non la figliola), bella presenza (sempre la mamma), per cui l'han chiamata entrambi, sia Vespa che Mentana quando c'è da dibattere. Poi c'è uno il tipo del comitato sull'Innocenza degli indagati: quello che balbetta un po', ha la barba di cinque giorni e la bocca a culo di gallina ed è sempre accigliato come se, ad ogni passo compiuto, pestasse una cacca. Ed ai piedi avesse delle infradito. Ancora c'è un avvocato dall'occhio ceruleo e la barba brizzolata che fa no colla testa e che si scusa quando interrompe l'intervento della mamma-buona-era-lei e lei gli fa presente "che, no, scusi avvocato, io non l'ho interrotta quando lei parlava", c'è il papà che continua a raccontare la storia della patatina della sua bimba tanto da farla diventare la Patatina per Antonomasia, senza farle perdere, a quella patatina, un briciolo della sua innocenza violata.
La sensazione, ad un certo punto, è quella di assistere a degli incontri tra campioni di Wrestling: gira e volta, son sempre gli stessi che si danno sganassoni (per finta, almeno i lottatori di wrestling) e le uniche cose che cambiano sono i contesti in cui rappresentano la loro pantomima.
Esatto: una pantomima. Il rischio che si corre - che stiamo già correndo, visto che che questo tipo d'interesse morboso attorno ad un fatto di sangue è iniziato con il delitto di Samuele come ha fatto presente Francesco Merlo in un editoriale uscito su Repubblica il giorno dopo la trasmissione dei due approfondimenti - è quello di perdere di vista il dramma che devono aver vissuto questi bimbi per colpa di qualcuno (che non è detto debbano essere per forza le maestre, la bidella, il benzinaio ed il regista sospettati), per aspettare l'ennesimo colpo di scena, la rivelazione drammatica, la svolta imprevedibile.
Svuotare di significato un fatto dai contorni ancora nebulosi e farlo diventare un evento magari nitido, pieno di interviste, ricostruzioni, filmati e scontri verbali in studio, cioè un evento buono solo per attirare audience basato, per l'ennesima volta, sulla dicotomia colpevolisti vs innocentisti: una classica dicotomia da Cogne in poi, appunto, dimenticando, tra l'altro, che tutti gli "-ismi" sono dannosi, figuriamoci quelli che sono relativi a fattacci di cronaca che coinvolgano dei bambini.
(Ho tirato fuori il caso di Cogne sia perché è stato l'evento che ha dato la stura a queste trasmissioni d'approfondimento infarcite di morbosità, sia perché ospite della trasmissione di Mentana, quella sera, c'era - udite udite - l'avv.Taormina).
Di cosa abbiano parlato nelle due trasmissioni?
Non lo so: lo zapping da un canale all'altro, soprattutto con sguardo incredulo per l'eccezionalità dell'evento, non mi ha permesso di seguire per più di qualche minuto questo o quel ragionamento, ma son convinto che questo esperimento possa avere altre repliche magari affinando le differenze tra le due trasmissioni (magari, chissà, da Vespa le interviste a bambini col volto pixelato che toccano tuberi pelati per evitare qualsiasi allusione, o da Mentana lo scoop delle passioni sessuali segrete di qualche maestro di asili nido, che per di più s'eccita solo dopo aver trafitto gli occhi d'un gattino con uno spillone e viene copiosamente, urlando le coordinate geografiche di Rignano Flaminio).
Personalmente aspetterò con ansia il giorno in cui la mamma-ospite che piace a me, decidesse di protestare per la lungaggini degli inquierenti, mostrando le tette in tv.
Evvai.
aneddoti
brevi
ce poco da ridere
celebrity s confessions
espropri culturali
ipse dixit
la palla e rotonda
newspapers
parliamoci addosso
personaggi
politichese
questa vecchia pazza rete
radioclown
ratzinger
sciamanesimo mediatico
shots
societa
tubo non catodico
tv ed altri soprammobili inutili
visto ascoltato letto
welcome to lucca