martedì, 20 giugno 2006di DanieleLombardi
Questo blog è lieto di pubblicare, in esclusiva ed anteprima con 24 ore di anticipo, tutte le tracce e i temi d'italiano degli esami di stato 2006. Non chiedetemi come le ho avute. Buon esame a tutte/i e in bocca al lupo.
TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO
C.PAVESE, Mio ruminante amore
Tu sei bella, bella anzi, bellona
e nei tenui colori del crepuscolo
mi e' dolce immaginare la tua esile figura,
che con grazia soave danza fra i boschi
devastando raccolti e abbattendo querce secolari
e schiacciando coltivatori diretti.
E ti prego dolcissima, piccola muccona mia
lascia che mi abbeveri alle tue poppe ubertose
dai cento e cento litri di latte parzialmente scremato
mentre con il muso peloso mi sussurri all' orecchio
ruminanti parole d' amore.
Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, Cuneo 9 settembre 1908 - Torino 27 agosto 1950) è stato uno fra i principali poeti italiani del Novecento, ispiratore ed interprete del movimento neorealista. La sua poetica è incentrata sulla scoperta delle radici del proprio essere nella contrapposizione dialettica città-campagna. Inoltre, in un periodo di pieno culto ermetico durante gli anni '30 Pavese imbocca una strada del tutto antitetica, quella della “poesia-racconto” che si distende in ampi ritmi narrativi, adotta i toni del parlato e rompe con la retrospezione psicologica di tanta poesia a lui contemporanea.
1. Comprensione del testo
Dopo una o più letture dell'intero testo, esponi (in non più di quindici righe) il contenuto informativo della lirica: con quale scena questa si apre, quali scene o situazioni si susseguono verso per verso.
2. Analisi del testo
2.1 “Mio ruminante amore” è la breve descrizione di una campagna primitiva ed i temi della passione e della terra - nonché un linguaggio che attinge al dialetto ed al parlato - uniti all'apparente oggettività naturalistica, conferiscono una dimensione mitica e rituale alla narrazione. Prova a ricostruire la struttura narrativa del brano, nell'ottica della "mitopoiesi selvatica" di cui è impregnata la poetica pavesiana.
2.2 Analizza con attenzione la figura retorica della mucca descritta da Pavese. Quali aggettivi usa il poeta per descrivere la sacralità del selvaggio, del primitivo, dell'arcaico che sopravvive accanto al moderno? Perchè il latte della mucca è definito “parzialmente scremato”?
2.3 Individua le allitterazioni presenti nel testo di “Mio ruminante amore”, e spiega in che rapporto esse si collocano con le espressioni dialettali dei luoghi dove è vissuto l’autore.
2.4 Lessicalmente Pavese opta per la soluzione della "poesia-racconto". Anche per questo diverse figure lessicali presenti nelle sue opere verranno, diversi anni dopo, metabolizzate all'interno dei testi delle canzoni di musica leggera. Sei in grado di individuarle in "Mio ruminante amore"?
2.5 Identifica le influenze esercitate sul testo di Pavese da neorealisti minori quali Belisari, Civaschi, Conforti e Fasani.
3. Approfondimenti
Per Cesare Pavese come anche per Giovanni Pascoli l'esperienza dell'infanzia diventa fondamentale per dare un senso alla vita e per costruire un forte legame con la terra. Sviluppa questo argomento e descrivi le similitudini presenti fra l’immagine della mucca elogiata da Pavese e la figura materna descritta da Pascoli.
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da’ al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo. Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’.
Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO – LETTERARIO
ARGOMENTO: L’abbondanza delle forme femminili nell’arte e nello spettacolo.
DOCUMENTI
“Il capitolo della rappresentazione del seno nell’arte è poco meno che sterminato, perchè già nelle epoche più remote ignoti artisti hanno glorificato questo prezioso attributo della femminilità. La più antica testimonianza può essere considerata la Venere di Willendorf del Kunsthistoriches museum di Vienna, risalente al Paleolitico. Raffigura una Grande madre o una Madre originaria. E’ un simbolo universale del femminino, una dea dell’amore e della fertilità ed è caratterizzata da una marcata evidenziazione dei genitali esterni e da un seno spazioso e prominente. L’evidenziazione di caratteri che richiamano un chiaro principio di fertilità identificano questa figura femminile come dea madre, garante di un rinnovamento regolare della vita. Questa immagine gioca un ruolo particolarmente significativo in una società fondata sulla produzione di risorse naturali. In questa Venere ottentotta le forme femminili sono esasperate oltre misura in una deificazione della fertilità senza nulla concedere al bello come concetto estetico, categoria che comincerà ad affermarsi soltanto a partire dal classicismo ellenico.”
Achille della Ragione, Seno nell’arte dall’Antichità al settecento, Milano, 2003
"... L'altra sera sono andato a trovare una giovane romana. Imprecava e bestemmiava sul corpo di Bacco e sul sangue di Diana: insomma era furibonda però molto graziosa. Indossava uno scialle la cui punta le baciava il sedere. Dopo avermi fatto qualche moina, si e' spogliata per permettermi di palpare le sue grazie. Le ho tirato fuori le tette dal corsetto: erano grosse, sode, bianchissíme, con un capezzolo rosa circondato da una grande aureola color ortensia, che conferiva loro un'aria di "seni alla Rubens". Eccitato, anzi già in fregola, ho visto il suo petto esplodere nella camera sfondando il pavimento, debordando giù per via Condotti, rotolando per via del Corso fino a piazza Venezia. Sono rimasto schiacciato dalla caduta di quella doppia montagna, prigioniero tra le sue mongolfiere.”
Theophile Gautier, "Lettera alla presidentessa", 1882
“Tette fatte de latte, e de zonchiada
pastizzetti, che el genio m'incitè,
pometti, che la vita consolè,
cara composizion inzuccarada.
Tette bianche de neve nevegada,
cissinello, dove dormirave un Re,
panna impetria, che el gusto innamorè,
lattesini per dar la pappolada.
Tette de zensamin, de cao de latte,
tette, che al zensamin sè do zucconi,
tette, che nel mio cuor sempre combatte
tette, de darghe mille morsegoni,
tette, che sè per mi le cosse matte,
tette, chi no ve basa è gran cogioni.”
Gabriele D’Annunzio, Tettame, 1932
“Oltre a farsi ricordare come il più indipendente di tutti i registi indipendenti americani, Russ Meyer è stato il perfetto rappresentante dell’equazione psicanalitica complesso di Edipo-passione per i grandi seni, che sono diventati una sorta di “marchio di fabbrica” di tutti i suoi film, caratterizzati proprio dalla costante presenza di donne “supermaggiorate”. Costoro hanno il fisico di vere e proprie veneri preistoriche, le statuette della fertilità con seni e natiche sproporzionati in segno di fertilità, le modelle che si cimenteranno col suo cinema, il suo sguardo indiscreto nella camera da letto del cittadino medio americano. Le sue supermaggiorate sono il simbolo, appartengono a quello speciale feticismo che adesso si definisce “big tits”, tanto che una volta dichiarò di girare esclusivamente “film di tette” e che le dive hollywoodiane piatte e magre gli davano il voltastomaco. Nei suoi film non c’è amore ma solo donne inquiete e vogliose, uomini che divengono giocattoli d’amore sullo sfondo di un America perversa e ancora rurale, e soprattutto tanta inconfondibile, sana, lussuria.”
Roberto Nepoti, Il Cinema di Russ Meyer, La Repubblica, 23 settembre 2004
“La felicità è una terza misura di reggiseno, la felicità è cancellare con un colpo di bisturi l'immagine cattiva dello specchio. Quell'immagine che quasi tutte le ragazzine adolescenti odiano: sempre troppo grasse o troppo magre. La felicità è la faccia contenta di Jenna Franklyn, teen ager inglese, che per il suo sedicesimo compleanno ha chiesto e ottenuto il regalo dei suoi sogni: rifarsi (aumentandolo) il décolleté. Da quattro anni chiede che venga esaudito il suo desiderio e questa volta la mamma, anche lei, per sua stessa ammissione, siliconata, ha detto sì. Sollevando subito una montagna di polemiche. Medici, psicologici, politici e esperti di vario genere si sono messi in fila per gettare la loro pietra dello scandalo. Il coro di dissenso è tanto unanime quanto destinato a cadere nel vuoto, visto che per la legge del Regno Unito per un'operazione del genere basta il consenso dei genitori. Allora via con l'operazione. Jenna è carina, simpatica - dicono gli amici - e non è neppure "piatta". Porta una prima di reggiseno, ma le curve ci sono, semplicemente sono in linea con il suo fisico, con la sua età. "Troppo poco": dice lei, che il confronto non lo fa con le coetanee ma con star e starlette che ha imparato ad ammirare al cinema e in televisione: "Da Pamela Anderson a Demi Moore la lista delle donne di successo che si sono rifatte il seno è infinita". L'equazione logica della ragazza è semplice e raggelante allo stesso tempo: "Tutte quelle che hanno successo hanno petti vistosi e voglio anch'io essere come loro. Anche le mie compagne di scuola la pensano così".
Gennaro Saviozzi, Corriere della Sera, 18 Marzo 2003
"Naturalmente la cosa non ha fatto impazzire di gioia i creatori di Lara, e per evitare lo sfruttamento d'immagine di cui ha approfittato Rhona Mitra, senza fare altro che accettare il contratto propostale da una semisconosciuta casa di software, l'Eidos, leggi anche Core Design, ha deciso di assegnare la parte della signorina Croft a diverse modelle, unica prerogativa l'aspetto atletico e un seno che faccia invidia alle maggiorate dei film piccanti tanto in auge nella cinematografia italiana degli anni settanta. Inutile aggiungere che lo stand della Eidos, ad ogni fiera del settore, viene puntualmente preso d'assalto dai curiosi, giornalisti e fauna di ogni tipo, l'ennesima misura che Lara Croft non è più semplicemente il personaggio di un videogioco. Forse l'Italia può ancora essere considerata il terzo mondo del divertimento elettronico, ma sappiamo benissimo che non è più così. Non si spiegherebbe, altrimenti, che persone che non hanno mai preso in mano un joystick o un joypad conoscano la protagonoista di Tomb Raider. E’ come se la donna stesse tornando all’origine della sua corporeità: alla fine il modello diventa quello della bellezza uguale per il maschio e per la femmina, riassunto nella versione moderna del bronzo di Riace, che è Lara Croft. Così tutti vogliono avere il sedere alto, il seno abbondante, i fianchi snelli, come lei ".
Samantha Brown, Vita, morte e miracoli di Lara Croft, New York, 2002
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| Helel Fourment, La pelliccetta, 1638 |
Alessia Marcuzzi, Calendario di Max, 2000 |
2.AMBITO SOCIO-ECONOMICOARGOMENTO: L'incremento dell'uso di sostanze stupefacenti tra i giovani. L'influenza sulle nuove generazioni dei personaggi socialmente in vista e dei media che dedicano grandi spazi alla tematica delle droghe e dei suoi utilizzi.DOCUMENTI:“Il fenomeno della tossicodipendenza sembra riguardare sempre più la poliassunzione, cioè l'utilizzo combinato di più sostanze. Si parla quindi di utilizzo primario e secondario delle sostanze d'abuso, distinguendo quindi la droga maggiormente assunta da quelle utilizzate in quantità minore e in alternativa a quella primaria. Nel 2002, il 79,5%% degli utenti che si sono rivolti ai SerT aveva problemi con l'eroina come sostanza primaria . Confrontando i dati nel periodo preso in considerazione (1991-2002), si nota come nel tempo i soggetti che si rivolgono ai servizi per l'uso di eroina siano diminuiti, mentre per la cocaina sono aumentati in modo esponenziale e quasi raddoppiati quelli per la cannabis. Il fatto che la richiesta di trattamento per altri tipi di droghe, che non siano quindi cocaina, eroina e cannabinoidi, sia pressoché stabile, sta a significare che i consumatori di ecstasy, ad esempio, non si rivolgono ai SerT. Per quanto riguarda le percentuali degli utenti distribuite per sostanze d'abuso secondarie, appare evidente come negli ultimi anni si sia dimezzato l'uso di benzodiazepine e parallelamente sia diminuito quello di cannabis e considerevolmente aumentato quello di cocaina. Le sostanze secondarie più utilizzate nel 2002 risultano essere i cannabinoidi e la cocaina”
C. Faralli, G. Morini, R. Pacifici, P. Zuccaro, Consumo di droghe in Italia. Dati e statistiche, a cura dell'osservatorio OSSFAD fumo alcol e droga, 2005.“Prendevamo morfina, diacetylmorfina, ciclozina, codeina, temazepam, nitrazepam, fenobarbitale, amobarbitale, propoxyphene, metadone, nalbufina, petedina, pentazocina, buprenorfina, destromoramide, chlormetiazolo. Le strade schiumano di droghe contro il dolore e l'infelicità, noi le prendavamo tutte. Ci saremmo sparati la vitamina c se l'avessero dichiarata illegale.”
Paolo Calissano, intervista a “La Repubblica”, 12 novembre 2005 "Sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria! Se lo mangi o lo respiri, ti dà subito l'allegria!"
Jingle pubblicitario di un’industria greca di Borotalco, Novembre 2002“Erba di casa mia,
mi facevo in fretta e poi correvo via
quanta emozione, rollando un cannone
tu che dicevi piano "amore mio ti amo"
Neve sciolta nel cucchiaio,
e l’erba sui nostri letti ad aspettare
e mentre io t'insegnavo a far l'amore
coltivavo le piantine sul mio balcone.
Ma un’altro pusher chissà quando verrà
per questo dalla vita prendo quello che dà
farsi un'altra volta, ecco cosa farò
m'illuderò che sia erba di casa mia.”
Massimo Ranieri, Erba di casa mia, 1984“La discoteca rappresenta una risposta a un sano e comprensibile desiderio dei giovani: quello di riunirsi per trascorrere qualche ora ballando, incontrando altri amici.
Questo è il punto di partenza, che accomuna tanti ragazzi. E fino a qui, non ci sarebbe nulla di male. Ma il punto d'arrivo, a volte, è ben diverso. Si inizia con un semplice desiderio di ballare, e si finisce con il consumare droga o morire in automobile, sulla strada del ritorno a casa.
Ciò significa che qualcosa non funziona. La voglia di divertimento dei ragazzi viene tradita dai "burattinai" di turno. Ovvero: da chi gestisce le discoteche e si arricchisce sulla pelle dei giovani, creando ambienti pericolosi e facendo finta di non vedere ciò che accade nei propri locali.
Nell'oscurità della notte, infatti, si nasconde un grande nemico. Un traditore che si presenta con un volto simpatico, innocuo, amichevole. Si chiama "ecstasy". E' la nuova droga che miete vittime in molte discoteche, in ogni parte del mondo. Chi consuma l'ecstasy crede di assumere dei "superpoteri", come certi personaggi dei fumetti. In realtà, l'unico vero potere ce l'ha la droga, ed è quello di rendere lentamente schiavi. Il prezzo che si paga, ingerendo certe pastiglie, è altissimo. L'ecstasy produce un'eccitazione del tutto innaturale e una perdita di consapevolezza delle reazioni del proprio corpo. Il rischio mortale è legato al possibile colpo di calore, dovuto all'eccessiva attività fisica e all'aumento critico della temperatura corporea. Il vero dramma è che i giovani non sono assolutamente consapevoli delle terribili conseguenze di questo nuovo tipo di droga. Non a caso, l'ecstasy viene offerta sotto forma di pastiglie che hanno un'apparenza simpatica, accattivante, affascinante.”
Carlo Climati, I giovani traditi dall'ecstasy, Mondadori, 2005“Uno scoop fotografico pubblicato sul quotidiano inglese 'Daily Mirror' ritrae la top model Kate Moss e il suo fidanzato, il cantante Pete Doherty, intenti a sniffare cocaina insieme ad altri amici. Le foto shock, scattate in uno studio di registrazione dove il compagno della modella, leader dei 'Babyshambles', sta registrando il suo ultimo album, lasciano pochi dubbi: quella giovane donna, capelli biondi legati in maniera disordinata, short e stivali neri col tacco alto, sembra essere proprio lei, l'icona di tante case di moda, da Chanel a Calvin Klein, da Christian Dior a Rimmel. Ma non solo: dal servizio pare emergere una certa dimestichezza della bella Kate nel preparare le dosi di cocaina per sé e i suoi amici, che più volte sembrano sollecitarla a fare in fretta. Tanto che l'esile modella sembrerebbe riuscire a preparare ben 20 'piste' di cocaina in quaranta minuti.”
Sergio Montanelli, La Rebubblica, 17 settembre 2005
Decessi correlati all'uso di droghe in Italia, 1987-1996. Fonte: Polizia di Stato
3. AMBITO STORICO-POLITICOARGOMENTO: Discriminazioni e deportazioni in Italia durante il ventennio fascista.DOCUMENTI:“Nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 maggio a Seriate un compagno del paese è stato accoltellato all’addome da una squadraccia neofascista. In seguito, è stato ricoverato all’ospedale e sottoposto ad intervento chirurgico. Fortunatamente non è grave e guarirà in 20 giorni.
Questo atto ignobile e vigliacco, in perfetto stile fascista, segue a poca distanza una lunga serie di violenze contro militanti di sinistra a Bergamo e provincia. Sono violenze che stanno compiendo a danno di cittadini innocenti, a danno di tutti coloro che, da sempre, sono conosciuti per il loro impegno nel movimento antifascista bergamasco.”
Comunicato stampa della Federazione di Bergamo del Partito Comunista Italiano, 11 luglio 1922“Siamo impegnati a rendere la nostra Patria ancora più autorevole. A esaltare i valori del conservatorismo liberale, affinché la crescita delle libertà pubbliche e individuali vada di pari passo con il mantenimento delle nostre tradizioni. Non può essere né libero né rispettato chi dimentica le proprie radici.”
Manifesto degli scienziati razzisti ,pubblicato sul numero uno della rivista "La difesa della razza" il 5 agosto 1938.“È una giornata di attesa. I trasferimenti annunciati ieri sono rinviati perché la polizia deve prima identificare gli ultimi arrivati. È l’unico giorno in cui vengono pulite le camere. Uno dei dipendenti della Misericordia usa la stessa scopa con cui ha inutilmente rimosso i liquami dai bagni. Hanno mandato anche un autospurghi. Ma le schifezze invece di essere aspirate sono state sparate tutt’intorno alle turche. Anche nel mangiare c’è qualcosa che non quadra. Sabato sera e poi ancora altre volte la piccola cotoletta non era fatta di carne ma di pan grattato, farina e forse uovo. Tanto che era possibile tagliarla con un cucchiaino di plastica. Se è così vuol dire che qualcuno spaccia pan grattato per carne. Bilal e gli altri vengono privati non solo della libertà ma anche delle proteine.”
A.A.V.V., Diari di prigionieri ebrei nel campo di lavoro di Borgo San Dalmazzo, Milano, 1997 “La vita all’interno del centro è un inferno: vengono vestiti con una “tutina” data in dotazione il primo giorno, che verrà usata fino a quando decideranno di dargli un cambio. Se i detenuti hanno bisogno di qualcosa devono aspettare che la Croce Rossa si faccia vedere.
Il cibo è servito freddo e c’è chi dorme per terra all’aperto, sotto il sole tutto il giorno, senza che nessuno si preoccupi di come sta. Le condizioni igieniche sono pessime: numerosi detenuti hanno infatti la scabbia.”
Testimonianza dal Campo di concentramento della Risiera di San Sabba, 1944“Siamo sempre dalla parte della famiglia, che per noi è composta solo da uomini e donne e per la creazione. E poi, per dirla brevemente: questi culattoni hanno nauseato.”
Alessandro Pavolini, Ministro Fascista della Cultura Popolare, 1936 3. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICOARGOMENTO: Le energie rinnovabili: sole, acqua, vento. Da miti del passato a elementi di vita per le future generazioni.DOCUMENTI“Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.”
San Francesco, Il Cantico di Frate Sole o Delle Creature, 1225“Me basta lu sule ete cchiu ca sufficiente
me basta lu sule ca me illumina tutta la mente
me basta lu sule quandu é forte e cautu se sente
me basta lu sule e pensu ca putia bastare a tutta la gente
sule forte cautu e immensu quandu lu iciu alle origini mei pensu”
Popolare, Sonetto pugliese, 1854 “Se sole, vento e biomasse non sostituiranno, entro il 2010, una quota di petrolio e carbone, e non si metterà un freno all'uso assurdo e irrazionale che facciamo dell'energia (basta ricordare le spettrali code mattutine di carrozze d'acciaio mosse da 50 e più cavalli che si spostano più lentamente di un pedone), questo paese non sarà in grado di rispettare gli impegni sottoscritti a Kyoto sulla riduzione dei gas di serra, e di conseguenza sarà sempre più esposto alle conseguenze devastanti del cambiamento del clima. L'Italia si era impegnata a ridurre del 6,5% entro il 2010 le emissioni del 1990 e una delibera del Cipe del 1998 individuava i settori su cui era necessario intervenire per rispettare gli impegni presi.”
Massimo Serafini, Il sole che non ride, Il Manifesto 3/12/2004“Vado in Svizzera, nella valle dell'Emmenthal, tutto un odore pazzesco, vado lì e incontro un falegname, un uomo normale, un uomo intelligente che sa fare le cose con le mani, che a proprie spese si fa l'elettricità.Come? Con la luce del sole fa l'elettricità, con l'elettricità fa l'elettrolisi -acqua e elettricità- scinde H2 da O, l'idrogeno dall'ossigeno, l'ossigeno lo butta in una vasca di pesci rossi (Ho visto i pesci rossi più grossi della mia vita, ne ho visto uno che usciva e diceva "datemi un caimano che lo mangio"). Sole, energia, idrogeno, e fa andare la cucina, i fornelli, la macchina. Quel furgone lì ha quattro ruote motrici, va a benzina, a GPL e ad idrogeno. E' fatta col sole, e dal tubo di scappamento cosa esce? vapore acqueo, acqua. Esiste da trent'anni, Dio mio. Vi faccio vedere un'idea. L'ho fatto vedere in televisione, non so se l'avete visto, è vero, non vi ingannerei mai. L'ho provata, va a 110 all'ora, ha un'autonomia di 150 km perchè ha un piccolo serbatoio di idrogeno, ma quell'idrogeno lì è fatto col sole e da lì esce vapore acqueo. Questa è la tecnologia del futuro. Le macchine del futuro le voglio così, guardate un attimo cosa succede non so se è divertente o inquietante, decidetelo voi. Il guanto non lo trovo, dov'è, ci doveva essere un guanto che non vedo. Dov'è, va bè, facciamo senza, vai con la musica. La musica... sarebbe bellissimo, la musica... alza la musica. Voglio qua sul palco uno degli uomini più grandi che ho mai conosciuto, uno svizzero, purtroppo. L'ideatore di tutto questo che state per vedere si chiama Markus Friedly. Metterà in moto, metterà in moto e noi faremo questo esperimento. GAS! E' contento lo svizzero tedesco quando dici GAS. [Ed inizia ad inalare quanto esce dallo scappamento dopo averlo cosparso di Viks Vaporub] Vapore acqueo, vapore acqueo, vapore acqueo, vapore acqueo. Esiste, esiste da trent'anni, lo tengono nei cassetti. Allora se il futuro è nei cassetti, io voglio aprirli questi cassetti perché se tengono un'auto così da trent'anni in un cassetto per vendere quello stramaledetto petrolio, se tengono nel cassetto una cosa così allora vuol dire che in un altro cassetto magari c'è una pillola che costa 30 lire che guarisce dall'AIDS.”
Beppe Grillo, monologo da uno spettacolo, 2003“Mentre in Italia si riparla di energia nucleare, in Africa c'è grande richiesta di criceti da allevamento: quelli dinamo-voltaici che, correndo all’interno di una ruota, producono energia elettrica tramite un’apposita dinamo. I criceti dinamo-voltaici sono indispensabili a villaggi isolati nella foresta, a volontari che operano in condizioni difficili, a ospedali rurali privi di elettricità e dotati solo di gruppi elettrogeni. L'Africa è ricca di petrolio e i gruppi elettrogeni potrebbero funzionare con un po' di carburante. Ma rifornirsi a volte è veramente problematico quando un camion ci impiega due settimane per arrivare a destinazione. Le strade divengono fiumi di fango nella stagione delle piogge. E lingue di sabbia nella stagione secca. In questi viaggi si dorme in zone paludose e malsane, senza protezioni, e ci si ammala di malaria. Così anche se molti africani non possono permettersi nemmeno un criceto - in caso di donazione - chiedono proprio questo. Inoltre i prezzi stanno scendendo e la tecnologia si evolve. Nei laboratori sono allo studio materiali flessibili per costruire nuove ruote per criceti, sottili come fogli di plastica. E, mentre ora sono fragili e ingombranti da trasportare, in futuro potrebbero essere riposte in uno zainetto o in un tubo, a decine, per poi essere aperte e fissate sui tetti delle case.”
Alessandro Marescotti, Rinnoviamo le fonti, Milano 2004 “E ora con l'aiuto del sole vincerò.”
Alfonso Pecorato Scanio, campagna elettorale dei Verdi, 2001“Dopo la decisione di Putin di tagliare i rifornimenti di gas all’Ucraina, l’occidente si scopre dipendente dalla poco democratica Russia per l’approvvigionamento energetico. L’Europa cerca soluzioni: risparmio energetico, fonti rinnovabili, più mercato e nuovi partners. Il problema delle fonti alternative è peraltro noto: quella solare e quella eolica non sarebbero praticabili perché scarsamente efficienti per usi intensivi. Oramai lo sostengono anche molti ambientalisti. Diventa dunque assolutamente necessario ridurre gli sprechi e i lussi non giustificati. La politica non mette la testa sotto la sabbia e prende di petto il problema: “Nel nostro programma grande impulso alle fonti alternative sicure, come il solare, l’eolico, il peto e la dinamo della bicicletta, la mia preferita”, ha commentato Prodi durante una due giorni di studi programmatici svoltasi in un’abbazia di Asolo.”
Antonio Stella, Corriere della Sera, 13/10/2005

TIPOLOGIA C – TEMA DI ARGOMENTO STORICOLa campagna di democratizzazione dell'Italia operata nel corso del dopoguerra dalla loggia Propaganda Due (P2) fu duramente osteggiata dai governi di estrema sinistra con la strategia della tensione. Ripercorri questo controverso periodo storico, analizzando nel contempo le consueguenze delle stragi “rosse” di Piazza Fontana, di Brescia e della Stazione di Bologna atte a fermare l'indiscutibile spinta democratica data al nostro paese dalle associazioni libertarie di stampo massonico.
TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALECommenta la seguente frase di Papa Benedetto XVI: "Vediamo un peccato capitale ad ogni angolo di strada, in ogni abitazione e lo tolleriamo. Lo tolleriamo perchè lo consideriamo comune. Insignificante. Lo tolleriamo mattina, pomeriggio e sera. Ma la più grande beffa che il Diavolo abbia mai fatto al mondo è stata quella di convincere tutti che lui non esiste".