giovedì, 01 febbraio 2007
di DanieleLombardi

Ecco un resoconto dettagliato e cronologico della mia recente disavventura con Telecom Italia che mi ha impedito di comunicare con il telefono di casa e la connessione ADSL, quindi di scrivere sul blog.

Lunedì, 29 gennaio
Dalle ore 11 circa il mio telefono di casa è muto e la mia connessione ADSL (Alice) non funziona. Incominciano le prime smadonnate. Dopo pranzo alle 14 circa telefono al mitico 187. Mi risponde un sognore che mi dice che "c'è un problema alla centrale" e che entro le 19 dovrebbe essere risolto. Ovviamente non 'è così. Dopo cena (ore 21) ritelefono con il mio cellulare al 187. Mi assicurano che entro le 11 di mercoledì (le famose "48 ore dopo la segnalazione del guasto") il tutto dovrebbe ritornare alla normalità.

Martedì, 30 gennaio
Il telefono continua ad essere completamente muto, l'ADSL è down.

Mercoledì, 31 gennaio
Alle ore 14, ora prefissata per la riparazione del guasto, il telefono continua a non funzionare. Telefono di nuovo al 187 piuttosto adirato. Mi dicono che "entro le 48 ore" significa entro "la mezzanotte di oggi". Un ragazzo mi liquida dicendo che di non preoccuparmi che i tecnici "lavorano 24 ore su 24". Questa cosa mi puazza un pò e dopo cena, per puro scrupolo, richiamo il 187. E' una signorina che mi risponde e che mi avverte che dalle 20 in poi i tecnici smettono di lavorare per cui se ne riparla domanimattina. Ma non lavoravano 24 ore su 24?

Giovedì, 1 febbraio

Alle ore 9 il  telefono non dà alcun segno di vita, nonostante le precedenti assicurazioni di Telecom.  Telefono (di nuovo, accidenti) al 187 mi risponde una ragazza che mi dice che il guasto verrò riparato "questa sera".  Sconsolato riattacco la conversazione in faccia all'operatrice senza nemmeno salutarla. Poi, per pura intuizione, alzo la cornetta del mio telefono di casa: adesso funziona! Passano alcuni minuti e ricevo una telefonata da un tecnico telecom: è tutto a posto, si era staccato un filo. Tre giorni per riattaccare un filo? Vabbè tutto sembra essere a posto adesso. Incrociamo le dita e tratteniamo il respiro...

martedì, 30 gennaio 2007
di visko

su rete 4 sta andando in onda il film di Spielberg su come Silvio Berlusconi, con l'aiuto di mamma Rosa abbia salvato un po' di ebrei dai campi di concentramento.

Non ci credete?

Allora non avete mai letto Una Storia Italiana, dove a pag. 6, parlando della mamma,   troverete scritto:

"La sua vita era così: ogni giorno avanti e indietro su quella strada, prima con la mia sorellina nella pancia e poi di fretta alla sera per tornare ad allattarla. E con un ricordo indimenticabile. Quello di vedersi un mitra piantato sul petto e la quasi certezza di lasciarci la pelle. Accadde quando in treno impedì ad un ufficiale delle SS di portar via una signora ebrea destinata al campo di sterminio. Tutti erano paralizzati dalla paura, ma non mia madre. Afferrò per il bavero l'ufficiale tedesco e si mise a gridare... il tedesco incredulo le dette uno spintone facendola cadere e le puntò addosso il fucile... ma lei ebbe il fegato di continuare... allora quello si guardò intorno e vide tutte quelle facce spaventate che erano diventate minacciose... il tedesco diventò paonazzo, strinse il dito sul grilletto, ebbe un attimo di esitazione e poi se ne andò...il treno ripartì, mia madre aveva vinto... non si è mai vantata di quell'episodio. Lo raccontarono i suoi quotidiani compagni di viaggio..."

Avete capito?

Fa nulla che sia un esempio lampante del principio di inverificabilità degli eventi  tanto studiato da Karl Popper (quando è avvenuto?  Su che treno? chi erano i testimoni?), volete mica rovinare il giorno della memoria dopo il giorno del compleanno di Mamma Rosa?

p.s.

vivendo in un paesino dimenticato da Dio (e dai fornitori di adsl), non mi è mai arrivata (fortunatamente?) alcuna copia di "Una Storia Italiana". L'episodio l'ho tratto da quell'indispensabile (vabbé, lo è per me) saggio che è Mi Consenta di Alessandro Amadori, ed. Libri Schewiller, €12.50)

lunedì, 29 gennaio 2007
di visko

"Comprendo mia moglie ed ho interpretato il suo gesto come un gesto di grande amore. In quest'ultimo periodo sono stato un marito assente, nervoso, per nulla comprensivo e soprattutto un pessimo amante. Lo stress, l'eccessivo lavoro, i tanti problemi quotidiani mi hanno allontanato da lei e da quello che fino a qualche mese fa era un piacevolissimo dovere coniugale. Per questo lei ha voluto giocare l'ultima carta, credeva che io non fossi più un uomo virile, come lo sono sempre stato. Si è vista trascurata e non amata e per questo ha deciso di prendere in prestito quelle stupide pillole e 'svegliare' i miei istinti sopiti in questo modo. Una cattiva forma fisica, associata all'eccessiva dose di viagra, hanno causato questo principio di infarto che, però, fortunatamente è stato presto per tempo. Da oggi poi la mia vita cambierà: meno lavoro, meno stress, meno abusi di sigarette, cibo e alcol e più attenzione verso il mio fisico e soprattutto verso mia moglie".

In effetti mettere due pasticche di viagra nel vino dell'operio edile di Frosinone per ravvivare il "menage matrimoniale" potrebbe essere vista come una prova d'amore. La trascurata consorte (abituata o ad altre prestazioni da parte del marito o ad una distorta percezione delle attività amorose degli operai edili tout court:  [nei film porno la classe proletaria ha delle rivalse che la vita e la Storia hanno difficilmente concesso]) l'avrà fatto senza alcun intento punitivo e poi la faccenda è finita tutto sommato bene.

Per comodità, però, vi riporto quelli che sono i principali effetti collaterali del citrato di sildenafil (che sarebbe il nome generico del viagra):  congestione nasale (specie se siete pinocchio), dispepsia (che uno legge  sul "garzanti linguistica" on line che dice: "alterazione della funzione digestiva" e pensa: "Ma come, la cattiva digestione ha un nome così brutto?" Ebbene si. Se poi volete anche una prova meta-semantica, andate alla voce dispepsia su wikipedia: al momento ancora nessuno ha avuto lo stomaco di farne una descrizione esaudiente),  diarrea, (vabbè,  questa è facile), cefalea (ci cui c'è la variante "a grappoli", quando la testa vi viene spremuta come per estrarre succo d'uva), vomito (vale lo stesso ragionamento fatto per la diarrea), vampate (che a primo acchito si pensa vengano solo alle donne in menopausa. No, a quanto pare riguardano anche noi maschietti. Di solito si manifestano anche con le figure di merda, specie se vi scoprono a prendere il viagra: [ah, poi dopo vi racconto un aneddoto buffo], priapismo (di cui, invece, c'è una definizione su wikipedia. Comunque, senza che andiate a leggere, vi dico di che si tratta: è un'erezione persistente [almeno 4 ore]. Si dice che sia anche dolorosa, ma è una voce messa in giro dalla Pfizer, la ditta produttrice del Viagra, perché, tra tutti gli effetti collaterali, è quello che sta più sul culo alla casa farmaceutica). Inoltre pare che tra gli effetti collaterali ci siano anche presunte "alterazioni del visus con disturbi nella discriminazione dei colori" . Probabilmente perché quando il sangue affluisce laggiù, ti scoperesti qualsiasi essere umano, indifferentemente dal colore della pelle. "Per lo più questi effetti collaterali sembrano essere dose dipendenti". Quindi tendono a verificarsi se si eccedono le dosi. Ah si, se si manda giù il citrato di sildenafil con del vino, c'è anche la possibilità di morire (che sembra essere l'effetto collaterale più duraturo).

p.s.

prima che dimentichi, ecco l'aneddoto buffo:

Christiaan Barnard
, il cardiochirurgo che eseguì il primo trapianto di cuore nel 1967 poco prima che morisse (nel 2001), pur non esercitando più la professione (aveva smesso di trapiantare cuori nel 1983), era comunque in giro per il mondo per conferenze: la sua  compagna (s'era sposato tre volte, l'ultima nel 1988 con Karin Setzkorn che aveva appena 18 anni [lui 66]) aveva scoperto che nella valigia, il dottor Barnard aveva nascosto dei preservativi. Chissà: forse Karin avrà pure sorriso nello scoprire i goldoni. Di certo il sorriso le si congelò quando, frugando meglio, trovò anche un paio di pillole blu. Episodio che all'anziano (ed arzillo) cardiochirurgo costò il divorzio.



(nella foto il chirurgo rubacuori mentre palpa le cosce di lady D, presa un po' in contropiede)

venerdì, 26 gennaio 2007
di BellaPiero

In questi giorni si sta svolgendo, in Inghilterra, il processo per i falliti attacchi terroristici che avvennero a Londra il 21 luglio del 2005, quelli che , per fortuna, andarono a vuoto. Per certi versi, mi sembra ci si trovi di fronte ad un processo molto simile a quello a Saddam Hussein. Nel senso che si sa già, ovviamente, come andrà a finire (non con l’impiccagione degli imputati, spero, ma comunque con la loro condanna a un numero smodato di anni di carcere). Chiaro che da una parte c’è la necessità di chiudere il caso al più presto possibile, per dimostrare che la lotta al “terrore” sta dando i suoi frutti; dall’altro ci sono le prove “schiaccianti”, i famosi/famigerati filmati a circuito chiuso (che in inglese chiamano in maniera ovviamente molto più sintetica, ma anche più simile alla sigla di un sindacato, CCTV). Ora su questi CCTV ci sarebbe da parlare per ore, se non si avesse paura di venire filmati nel frattempo. E’ chiaro che ci sono validi argomenti sia a favore sia contro il fatto che tutto ciò che accade sul suolo pubblico (e si spera “solo” su quello pubblico) debba essere filmato e disponibile per esami accurati da parte delle “autorità”. A mio avviso, le ragioni a favore pesano, ma quelle “contro” pesano di più (ricordiamoci, al riguardo, un sintetico quanto inquietante post di Daniele del 12 gennaio). In ogni modo, questo non è ciò di cui voglio parlare ora.

Né voglio argomentare a favore di un approccio “diverso” ai fatti di sangue che hanno funestato l’inizio di questo millennio, quell’approccio che ormai si liquida rapidamente col termine di “teorie cospirative”, e ai cui sostenitori vengono sempre più spesso riservati sospiri e sguardi di compassione (li posso già intravedere in qualcuno dei lettori di questo post). Anzi, guardate, facciamo che partiamo proprio dall’accettare che le cose siano andate secondo il resoconto di Scotland Yard/FBI. Detto questo, soffermiamoci sul tipo di “prove” che ci sono state fornite riguardo alle accuse e agli accusati.

Cominciamo dal caso in questione, gli attentati (tentati) del 21 luglio 2005. Io a quei tempi vivevo a Londra, e di quei giorni ricordo bene una smodata paura (“terrore”!) di vivere, e la rapida decisione di comprare una bicicletta per evitare metro&bus. Cosa è accaduto quel giorno, nessuno lo ha mai capito: si cercava ancora di superare lo shock per la strage di due giovedì prima, e arrivò questa nuova bastonata: “loro” ci avevano riprovato. Ma stavolta qualcosa era andato storto, fortunatamente nessun morto nè ferito, loro erano riusciti a scappare, per un po’ aleggiò questa leggenda che uno dei kamikaze si fosse nascosto nell’ospedale della University College, completo di zaino ancora sul groppone con tanto di fili che uscivano dal suddetto zaino.. Poi, in pochi giorni, tutti arrestati, l’ultimo della lista, tra l’altro, all’ombra der Cupolone. Poi silenzio, a parte un innocente ragazzo brasiliano ucciso con 5 colpi di pistola alla testa (scusate, ci siamo sbagliati, sembrava uno di loro, oh scappo che è tardi, ciao), e una serie di politiche via via più restrittive da parte del governo britannico (una delle più recenti: la polizia ha il diritto di prendere le impronte digitali a chiunque venga fermato in strada per un semplice controllo).
 
Adesso c’è questo processo in corso. In ciò che segue, vi offro un resoconto delle "prove” contro gli imputati. E qua entra in gioco il fattore CCTV. Perché, appunto, niente accade che possa sfuggire all’occhio vigile della Giustizia. Allora, la foto di uno dei terroristi che "si prepara a farsi saltare in aria" :ovvero, una foto dell’ingresso di una stazione metro, e uno degli indagati (forse, si vede solo uno di colore, che a Londra non è una novità) fotografato mentre prende la metro insieme alla massa dei cittadini. Foto molto statica, semplice gente che cammina: la didascalia però mette in luce come l’imputato avesse gettato la massa di pendolari “nel panico”. Poi, la foto del terrorista che, dopo aver tentato di farsi esplodere, cerca di scappare, e l’eroico cittadino inglese, ex-vigile del fuoco, che lo confronta con coraggio, dopo aver messo in salvo una mamma (la cui foto, curiosamente, sui quotidiani non viene mai mostrata, ma solo il suo ritratto disegnato) con bambino, tenta di calmare il kamikaze e di dialogare con lui (ovvero, una foto molto sfocata, dentro il vagone della metro, di un uomo di colore, da solo, da una parte, e un uomo bianco che tende un braccio verso di lui). A seguire, la foto del terrorista che fugge e della gente che tenta di fermarlo (ovvero, un uomo di colore che corre nella folla. Immagine questa che, a chi vive in una grande città, non dovrebbe sembrare particolarmente eccezionale).
 
Già questo dovrebbe fugare possibili dubbi riguardo l'attendibilità delle tesi dell’accusa. Ma c’è ben altro! Le "prove" che i terroristi si erano incontrati, mesi prima, per “addestrarsi”: ovvero, foto degli accusati, insieme ad un'altra ventina di persone che possiamo definire “etnicamente non british”, che fanno un campeggio nello Yorkshire, nord Inghilterra. La didascalia recita “Si addestravano correndo di qua e di là con grossi zaini sulle spalle”. La foto mostra uno dei campeggiatori con lo zaino sulle spalle (da cui, la prova incontestabile del progetto terrorista: per quale ragione uno si porterebbe lo zaino da campeggio in campeggio?). E poi la prova decisiva: i terroristi (appunto, a che serve ‘sto processo, se li chiamiamo terroristi a priori?) pregavano! (Ora uno qua potrebbe anche interrogarsi sulla moralità del fatto che si presenti un atteggiamento religioso, perfettamente legittimo, come evidenza di un piano terroristico. Ma ragazzi, non scherziamo: c’è in ballo la guerra al “terrore”). Segue foto dei partecipanti al campeggio in atteggiamento di preghiera. Che poi in realtà manco si vede, che pregano. Fanno un po’ come i calciatori durante il minuto di raccoglimento prima della partita. (Visko&Luigi, ogni riferimento è puramente casuale). Ma tant’è: vostro Onore, ecco le prove.
 
Pensate anche agli attentati, quelli seri, del 7 luglio. La storia, la sappiamo. Ma quali prove ci sono state mostrate? Di nuovo: ecco i terroristi che si preparano ad uccidere. Ovvero, la foto, sempre di pessima qualità, di quattro individui che, con zaino sulle spalle, entrano alla stazione di Luton la mattina del funesto giorno. (No, non ce la faccio, la mia parte cospiratrice viene fuori, non posso fermarla…. Argh, no eccola, maledizione… Devo resistere, aaaarrrggggghhhhhh……. La foto fu scattata alle 7.21, come prova che i terroristi presero il treno delle 7.40 am per arrivare a Londra in tempo coincidente con quello degli attentati. Ma il treno delle 7.40 quel giorno fu cancellato. Il che rende impossibile il loro arrivo secondo i tempi descritti dal rapporto ufficiale di Scotland Yard.) 

Ritorno in me. Altra prova, schiacciante anch'essa: foto di uno con uno zaino sulle spalle, che entra nel giornalaio della stazione.
 
Ricordate cos’accadde l’estate scorsa? Lo “spaventoso” attentato sventato per un soffio, e per il quale adesso se ti porti il dentifricio nel bagaglio a mano sull’aereo sei un potenziale kamikaze? Che cosa ci hanno raccontato, di quella storia? 24 persone arrestate: 8 delle quali, rilasciate la sera stessa. Viene diffusa una lista di nomi più o meno uguali tra loro. Come si è scoperto che erano pronti a attaccare? Da un internet cafè, uno ha mandato un’email che diceva “Go now”. Un commando di professionisti, non c’è che dire.. Poi niente più. Tutto qui! Solo racconti. Ma, in ogni caso, scampato pericolo. Per stavolta, però. In futuro potrebbe non essere così. Dobbiamo fare di più. Noi cittadini, per primi. 
 
Allora il Guardian di ieri pubblica il sondaggio secondo il quale l’opinione pubblica britannica è, oggi rispetto agli anni 90, molto meno restia a vedere le libertà civili sempre più decurtate, se questo contribuisce alla “lotta al terrore”.
 
E io mi chiedo: ma se mi dovete prendere le impronte digitali anche se sto solo portando il cane a pisciare, mi volete almeno convincere che lo fate davvero nel mio interesse?

mercoledì, 24 gennaio 2007
di DonFulvio

Ed eccomi qui... Anche io imbarcato su questa nave,che veleggia tra i tortuosi mari della rete... Un grazie a Daniele per avermi invitato a bordo.
Mi presento:sono Fulvio,il Don per gli amici.
Da un pezzo facevo visita a questo blog,dove nei vari post vengono trattate argomentazioni interessanti,e tra l'altro ben scritte...
Cercherò di fornire spunti ed occasioni di discussione dalla mia Partenope,terra di artisti e filosofi,scissionisti e affiliati... Una città dove tutto è il contrario di tutto,e che troppo spesso balza agli occhi della cronaca per le sue vicissitudini.
Ma,citando i versi di una canzone del trio comico "La Smorfia",nonostante le strade crollino,il mare inquinato,case come prigioni... Napoli è sempre il paese del sole,il paese del mandolino...

E dove,ad un panorama del genere..napoli ..si contrappone la visione del quotidiano..media291045
Un saluto a tutti,a presto.

martedì, 23 gennaio 2007
di luigipisanelli

Ordunque...ehmm...siamo qua, nel meraviglioso mondo dei clown, che ficata. Si può dire ficata?
Io ci entro a pennello, credo. Me lo son meritato sul campo, visto che pochi giorni fa, uscendo dalla doccia, ho fatto uno scivolone degno del miglior charlie chaplin. E ancora ne sento i postumi sul groppone. E' sufficiente? Comunque mi presento: gigi è il mio nome, luigi all'anagrafe. Il salento è la mia terra di provenienza, l'emilia romagna è stata la mia terra di transito, quella d'arrivo, ancora, non lo so.
Faccio "visita" a questo blog da un pò di tempo. Emicranie a parte (scherzooooo!) lo trovo molto interessante. Più o meno com è interessante questa nostra stimata società. Così affascinante, così malata, così post-moderna, così antica, così illogica, così oscura.

"Fatevi disprezzare, dissentite quanto potete. Fatevi un gazebo oblungo, amate gli sciocchi artisti beoni, i buffoni, le loro rivolte senza senso, le tenerezze di morte, i cieli di prugna, le assolutezze, i desideri di volare, le risorse del corpo, i misteri di donna Catena. Fate fogli di poesia, poeti, vendeteli per poche lire"...
O almeno così si esprimeva un vecchio poeta/scrittore delle mie parti. Che in un blog come questo, magari, c'avrebbe sguazzato a meraviglia...
Mi son presentato. Ci rivediam presto, un saluto a tutti...

giovedì, 18 gennaio 2007
di BellaPiero

Mi inserisco nel dibattito America - americanismo - antiamericanismo ecc. Quattro anni fa ho avuto la fortuna di trascorrere un anno negli USA. Vivevo in California, un posto gia' molto piu' liberal rispetto alla media degli StatiUniti (anche se la pena di morte ce l'hanno sempre), io poi ero a Santa Cruz dove in pratica sono rimasti fermi agli anni '60 (peace&love, droghe libere, tutti scalzi per riscoprire il contatto con la natura, e cosi' via). Ciononostante ho potuto viaggiare abbastanza, e conoscere varie realta' made in Usa. Secondo me ci sono cose che si capiscono solo vivendoci, in un posto. Ovviamente con questo non voglio elevarmi a portatore della Verita' perche', ripeto, mi ritengo, almeno in parte, un priviliegiato, per aver avuto la possibilita' di fare l'esperienza di trascorrere un anno dall'altra parte del pianeta.

Comunque, il problema con l'America e': cos'e' che la rende speciale? Perche' all'America spetta di diritto il ruolo (il compito, la missione, ognuno la chiami come vuole) di difendere l'ordine mondiale? Ne e' davvero all'altezza? Senza dubbio ci sono cose di cui dobbiamo essere debitori, al popolo Usa. Daniele ne fa una corposa e condivisibile lista in uno dei suoi recenti post. Ma l'America non e' solo quello. E' soprattutto altro.

L'America e' un paese dove non c'e' liberta' d'informazione. Prendete la Tv. Ci sono in media una decina di 'news channels'. Senza dubbio il piu' interessante e neutrale e' la CNN. Neutrale=non dice bene, ma non dice neanche male del governo. Gli altri, tutti, offrono un servizio piu' o meno simile al Tg4. Sara' per il fatto che ho avuto la sorte di trovarmi li' a cavallo tra il 2002 e il 2003, quando il meccanismo che sta portando meta' del mondo a morire, e l'altra meta' a cacarsi addosso (vedi alla voce Iraq) stava appena avviandosi. Ma, in quei mesi, ho acquistato la chiara cognizione del concetto di Propaganda (il Berlusconi del 1994, o del 2004, al confronto fa la figura dell'uomo di Neanderthal). Da noi c'e' ancora un'Authority che di tanto in tanto interviene, c'e' ancora spazio per una controinformazione televisiva. In America no, e questo non e' un buon biglietto da visita per 'la piu' grande democrazia del mondo'.

Bisogna fare una precisazione, diciamo cosi', di geo-politica. Gli Stati Uniti hanno una superficie immensa. Non si possono prendere come UN SOLO paese. Tra le due coste e l'interno c'' una differenza enorme. Se avete mai attraversato gli States da una costa all'altra (non fatelo in autobus, come lo stolto qui presente ha fatto), vi sarete resi conto che gran parte degli StatiUniti e' un immenso deserto, dove si ha la sorte di incontrare le seguenti entita': a)McDonald's, b)tornado, c) bandiere americane. La bandiera e' ovunque, un po' come le telecamere a circuito chiuso a Londra. I bambini, a scuola, ogni mattina devono giurare fedelta' alla bandiera a stelle e strisce. (Strano che quando questo lo fanno fare ai bambini in Cina si parli di dittatura comunista, invece in America e' fedelta' alla patria). Un  immenso deserto, dicevo, dove la gente ha a mala pena la corrente (perche', toglietemi tutto, ma non la Tv), non ha mai varcato l'oceano ne' a est ne' a ovest, e' cresciuta giurando fedelta' alla bandiera USA, che quando il presidente parla si mette la mano sul cuore e ascolta, che crede fermamente che nella Bibbia sia scritto che l'America debba liberare il mondo dal Demonio (Demonio non meglio identificato, ma comunque con almeno un "Hussein" o "Ali'" nel nome). Un immenso deserto dove esiste ancora il reato di sodomia (anche per i vampiri, Visko!). Dove si 'amministra' la pena di morte in nome della Giustizia, ma solo se sei nero e/o povero. Insomma un mondo culturalmente regredito, che pero' poi a votare ci va, e vota per quello che la Tv comanda.

L'America e' uno stato di polizia, dove la polizia la fa da padrona e dove rallentare allo stop senza fermarsi, in un paese di 30.000 anime alle 3 di notte, puo' costarti l'arresto (le macchine della polizia escono davvero dall'oscurita', all'improvviso. Come in "Hazzard"!). Un paese dove a capodanno tutti in strada, ma in centro a San Francisco la polizia e' in assetto anti-sommossa e fa le cariche contro quelli che hanno una bottiglia in mano (ovviamente arrestandoli). L'America e' un paese dove l'etica non esiste e dove il Denaro e' il comune denominatore di ogni attivita' (vedere alla voce Enron). L'America e' un paese dove il riscladamento e' sempre al massimo e dentro casa si gira in mutande, dove se squilla il telefono mentre sei sotto la doccia vai a rispondere lasciando l'acqua aperta, dove se parti per le vacanze la tv e la luce li puoi lasciare accesi. Tanto le bollette sono comprese nell'affitto. E maledetti cinesi che riscaldano il mondo. Mi fermo, perche' divento qualunquista, me ne rendo conto. La corruzione certo non esiste solo negli Usa, e la cultura ambientalista non trova in Italia un terreno piu' fertile che altrove.

A questo aggiungete soltanto che parliamo di un paese che, Storicamente, ha cominciato a esistere nel 1492 (data che ovviamente gli americani non festeggiano, soltanto gli immigrati a Little Italy), e che pensa che l'Impero Romano fosse un covo di barbari che passavano il tempo a gettare gente in pasto ai leoni (chiaro che lo facevano, ma tutto qui?). Cos'e', allora, che lo rende speciale? Cos'e' che, a parte la Propaganda interna, e la "paganda" esterna, gli ha conferito il titolo di difensore della Liberta'?

Capitemi, non voglio fare la piu' grossolana delle generalizzazioni. In America ho incontrato alcune tra le persone piu' intelligenti della mia vita. Molti studiano latino e greco e si interessano di storia antica. Il sistema accademico e' il migliore in assoluto (sebbene iper-costoso), ed e' interamente basato sulla meritocrazia (concetto in Italia ancora ignoto). Milioni di americani sono scesi, e continuano a scendere in strada a manifestare contro la guerra, contro Bush e contro "l'americanismo" incondizionato, pigliandosi un sacco di botte per questo. La radio e i giornali rischiano ogni giorno la vita facendo "controinformazione".

Non cerco di mettere l'America alla gogna. Non ne avrei nessun diritto, ne' intellettuale ne' morale. Ma, at the end of the day,  la domanda rimane: qual e' il vero pregio dell'America? Saluti dal gelido nord.

venerdì, 12 gennaio 2007
di BellaPiero

Allora vado?.. Vado.

Eccomi, BellaPiero, appena entrato a far parte di opinionsofaclown, grazie Daniele per l'invito. Era un pò che vi leggevo e mi piaceva molto, sia il contenuto sia lo stile disinvolto con cui si scrive. Cercherò di non stonare col contesto, sperando anzi di contribuire con la mia prospettiva "extra-italiana", quasi quasi potremmo dire "extra-europea" visto che qui l'euro non la vogliono, ovvero scrivendo dalla Scozia, paese in cui risiedo da un pò, e nel quale risiederò per parecchio (almeno 3 anni, salvo ripensamenti). Sarà interessante (lo spero) discutere di come loro vedono noi, di come noi vediamo loro, di quello che non vorrei vedere ma vedo ogni giorno, ecc. Per adesso mi limito a salutarvi tutti e a sperare che questo sia l'inizio di una bella esperienza.

mercoledì, 10 gennaio 2007
di MarFal84

Marco FalàPICCOLA NOTA BIOGRAFICA
Marco Falà viene al mondo a San Benedetto del Tronto nell'anno del Signore 1984.
La sua vita trascorre lieta nella ridente Riviera delle Palme fino all'età di 19 anni quando, per apprendere la conoscienza dell'ingegneria, decide di trasferirsi a Parma, città d'arte e musica (e cibo).
Qui a Parma Marco passa buona parte dell'anno, tornando nella simpatica cittadina di mare solo per le feste e i periodi caldi dell'anno.
Nel marzo 2006 decide di aprire un blog, Storia di un Minuto, che tuttora è la sua voce nell' immenso cyberspazio.

Come avrete notato, il mio nome compare ormai da un paio di giorni tra gli autori del blog.
Infatti, attraverso un invito dell'amico blogger Daniele Lombardi, ora faccio parte anche io del team  di Opinions of clown.
Quindi sperando di non sproloquiare troppo mi butto nella mischia anch'io,  sperando di trovare commenti positivi o talvolta contrastanti che permettano  un confronto costruttivo sui temi trattati.
Sipario.

domenica, 17 dicembre 2006
di DanieleLombardi

Il fatto che ne stiamo parlando pubblicamente di questa vicenda è positivo. Da bravi clown laviamo i panni sporchi davanti al pubblico pagante e non attraverso messaggi privati o e-email insabbiatorie.
Quando aprì il mio blog a più voci sapevo benissimo che potevo incappare in simili incidenti di percoso.
Nick è da sempre considerato una delle voci più geniali di questo blog. Le sue opinioni sono sempre state accettate in modo provocatorio, anche quelle che più stonavano con "la linea editoriale". Fermiamoci qui: linea editoriale non significa che abbiamo un manifesto di intenzioni o un gruppo editoriali che ci finanza e che ci indica la rotta da seguire. Eppure questo blog constituendosi ha sviluppato una certa forma, ha intrapreso una direzione ben precisa e esplicita, indipendentemente da ciò che diceva di voler essere. Basti vedere in che modo la rete "percepisce" il nostro blog. Un piccolo esempio è questo. Ma a differenza dei giornali che partono con un'idea precostiuita di "linea editoriale" un blog per essenza (caro luca) non può avere una linea automatica, data per il nome della testata o per bontà divina, ma tarata attentamente sui singoli post, sulla reputazione che ha sul web, sulla discussione che ingenera nei commenti o altrove, sulla storia raccontata dai suoi archivi, sullo stile di scrittura, su segnali e meta-segnali vari: tutte cose che sono a portata di click per un “utente del Web” accorto e consapevole come io ho sempre considerato Nick, il quale offrendosi come autore secondo me ha sempre saputo a cosa andava incontro approvando la sua presenza in questo nostro blog.
Detto questo, il post "incriminato" di Nick è stato considerato da me e da altri redattori "offensivo" nei confronti della comunità omosessuale. E' stata una considerazione personale? Soggettiva? Minoritaria? Può darsi.  Ma questo mi ha indotto a sospendere (attenzione, sospendere, non cancellare) il post previa backup dello stesso per poterne discutere. Le dimissioni di Nick sono già state respinte in altra sede e non ho nessuna intenzione di cancellare la sua registrazione di autore. Anzi allego il suo post affinchè si possa discutere collettivamente se la decisione presa è stata giusta, sbagliata, affrettata et simila. Niente di personale, ripeto, nei confronti di Nick il quale ha frainteso secondo me il concetto base di questa vicenda. Ovvero che la diversità di opinioni non può cozzare contro la dignità degli altri. Tutto qua.

ps Mi sono permesso di creare una nuova categoria "parliamoci addosso" per post come questi.

Sono giorni che i telegiornali bombardano l’italiano medio che dipende dalla tv per sapere qualcosa in più del posto dove vive, di notizie riguardanti temi che in maniera grottesca e piuttosto rozza vengono accavallati ai gossip sui LeleMoraBoys e altre leggende… Questi temi vengono così quasi profanati da tanta voracità mediatica e sono temi importanti: pacs, eutanasia, caso Welby, aborto, crisi israelo-palestinese, etc. Il popolo italiano “subisce” tutte queste notizie mangiando pasta alla carbonara e abbondando con i cucchiai di formaggio grattugiato, facendo poi sempre i soliti commenti che diventano routine e anestetizzano i cervelli. Adesso la maggioranza sta varando un disegno di legge per tutelare le coppie di fatto e, messa così, chi non è d’accordo? C’è un però: non è detto che sia così! Se così non fosse e se per caso la nuova legge “celebrasse” delle unioni alternative, minerebbe lo status della attuale società nelle sue fondamenta: la famiglia o meglio il nucleo famigliare come finora concepito verrebbe seriamente minacciato(…si cambia si cambia direte voi!...e mi sento infatti un po’ Rosy Bindi…). Ciò non mi scandalizza, mi fa riflettere: se la nuova legge darebbe una qualsivoglia ufficialità – e non solo dei diritti, anche dovuti - a forme di unione che non sono un matrimonio ma altro, quest’ultimo avrebbe una forma alternativa ad esso che gli farebbe una concorrenza spietata e diverrebbe come una vecchia libreria del centro che scompare di fronte alle nuovissime Feltrinelli Store. E ancora: se si sancisse in maniera “cerimoniosa” l’unione di due omosessuali, la società scenderebbe a un compromesso morale (si morale, non moralismi sterili) con una minoranza (per quanti gay ci siano, credo si possano chiamare senza offenderli una minoranza) sulla sua visione del mondo e sulla sua prospettiva di convivenza civile. Una cosa assai rilevante quindi, una riforma di una certa importanza che riguarderebbe tutti ma proprio tutti, con i gay che tirano i ministri per la giacca da un lato, i laici che la tirano da un altro e i non laici che la tirano da un altro ancora. Io non obbietto nulla al fatto che due persone dello stesso sesso si vogliano beno o che scopino sette giorni su sette in luoghi privati, non pretendo di convertire altra gente ai miei prinicipi, però il fatto che la legge potrebbe dargli una legittimazione morale (di nuovo!) ufficializzando questi rapporti, quindi approvandoli anche (anche non nel modo avventurista di Zapatero), coinvolgerebbe anche me e il modello di società in cui ambisco vivere, che nello specifico è un modello che conserva come unica e perseguibile l’unione uomo-donna, l’unica accettatabile per essa (ovviamente senza nessuna forma discriminativa verso i gay) e lasciando le altre unioni libere di esprimersi nella più completa trasgressione. E poi viva la trasgressione… ma che rimanga tale e che il modello rimanga fermo, senza essere cambiato per il capriccio di una minoranza, che finchè solo da tutelare nei diritti sarebbe grave non farlo, ma se questa minoranza volesse auto-legittimarsi volenti o nolenti, non credo che sia più un suo diritto.
Nick24, giovedi 15 dicembre

giovedì, 19 ottobre 2006
di Espero_gv1930

"Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio:
per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese;
per aiutare gli altri in ogni circostanza;
per osservare la Legge scout"


Mi chiamo Filippo Carnevali e da quando ero in terza elementare, se non erro, sono scout. Per essere precisi sono uno scout cattolico dell'AGESCI, Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani. Per essere ancora più precisi ho fatto 4 anni di lupetti, 4 anni di reparto, 1 anno di noviziato e sono al quarto anno di clan. A conti fatti ho 13 anni di scoutismo alle spalle.
Non è poco.
Fino a qualche giorno fa mi sarei svenato per difendere lo scoutismo per l'immane possibilità che ti da. Pensavo infatti ti desse l'unica opportunità di vivere un'esperienza di vita completamente atipica rispetto al quotidiano succedersi dei giorni. Natura, avventura, difficoltà, progressione personale e.. fede.. Se non ci fosse questa parola fede di mezzo forse mi sentirei ancora scout.  Lo scoutismo lancia questo giovane messaggio di tolleranza, vita, energia ma quando si parla di cose serie che vanno a sfiorare l'animo cristiano di questo scoutismo ecco che scatta la radicata ottusità così pulsante nella morale cristiana. Possiamo chiamarla ottusità o ipocrisia, o se volete delrio millenario. Non ha importanza. Rimane il fatto che se sei gay non potresti essere scout e men che meno di essere capo, se convivi e non sei sposato lo stesso e così via. Tutte queste controversie quali convivenza, omosessualità vengono raggruppate sotto la parola "educazione". Dal punto di vista "educativo" non puoi essere capo se sei gay, non è "educativo" se convivi per cui, negli interessi delle fragili menti degli scout ... quella è la porta.

Io che c'avevo sperato che in fin dei conti non fosse così.. Non perchè fossi particolarmente legato al cristianesimo quanto perchè io a quest'esperienza, quella dello scoutismo, davo un valore inestimabile. Un'unica opportunità di crescita personale e formazione atipica con in più una componente più spirituale ed etica quale pensavo fosse quella del cristianesimo. Illuso. Ora con rammarico e disgusto chiudo.

Apro la mia esperienza su Opinions of a Clown con questo pensiero un po’ cupo anche se credo che in un qualche modo c’entri. Forse tutto questo trambusto di pensieri e ripensamenti e introspezioni varie è capitato proprio perché sono un clown, troppo serio per credere in Dio, troppo poco serio per essere uno scout.
Buona notte a tutti.

lunedì, 16 ottobre 2006
di DanieleLombardi

"Tre passi avanti, uno indietro per umiltà."

Ebbene si. E dall'altra parte il nuovo template nato in queste ore parla da solo. Ma se proprio vogliamo ufficializzare la notizia, ci penso io: Opinioni di un clow da questo momento apre alla partecipazione di nuovi autori: un esperimento non definito nè definitivo ma deciso in gran segreto da tempo e che proprio oggi vede la luce. Era questa la novità annunciata in passato. Esattamente meno di un anno fa ho aperto con entusiasmo questo blog, ma, a poco a poco, ho scoperto le mille difficoltà di muoversi nella quotidianietà virtuale della rete cercando di contribuire al suo sapere pubblico in modo intelligente e mai banale. Queste difficoltà unite a degli stimoli esterni mi hanno convinto di "schiudere" Opinioni di un clown, di chiedere "aiuto", di non accontentarmi della mia sola voce, vibrante o debole che sia.

Dunque,  Opinioni di Clowns: più giullari, più cervelli con nasi rossi, più opinioni attraverseranno il sentiero per comici spaventati guerrieri. Nessuna difficoltà da parte mia di cedere il monopolio di autore: questo non è mai stato un blog intimo e personale, ma ha cercato sempre di parlare sugli spunti che offriva il mondo esterno. Non mi sento perciò "invaso", ma solo arricchito da una contaminazione senz'altro proficua. Filippo, Nick e Silvia  sono i primi che hanno accettato con coraggio di intraprendere questo viaggio. Tre passi avanti e uno indietro, il mio appunto. Il resto sarà sperimentazione: forse tutto ciò resisterà poco oppure altri autori si aggiungeranno; forse ci troveremo d'accordo oppure litigheremo come bambini. Non mi è dato di saperlo adesso, come detto, nulla è definito nè definitivo. C'è solo la certezza che oggi inizia questo cammino collettivo.

Il resto lo scopriremo solo postando.

domenica, 01 ottobre 2006
di DanieleLombardi

Dopo un primo tentativo, ci ho riprovato.

"Ciao a tutti!"
"Aiuuuutooo!"
"Azz. Già caduto. C'è qualcun'altro?"
"Ioooooooo!"
"...maddai non è possibile."
"Anche io cadoooo!"
"Ma che diavolo sta succedendo qui?"
"Cambio di stragioneeee!"

mercoledì, 06 settembre 2006
di DanieleLombardi

Rieccoci qui. Dopo un meritato riposto Opinioni di un clown ritorna ad essere aggiornato. E' ormai quasi un anno che tengo questo blog. Nella scorsa "stagione" ho capito le difficoltà di scrivere ogni giorno qualcosa di intelligente, ironico, pungente. Degno di essere pubblicato insomma. Non sempe ci sono riuscito.

Alcune "perle" ci sono state. La bufala sul disco di De Gregori che ha mietuto una vittima, un giornalista dell'Unione Sarda, che ha abboccato indegnosamente (per chi non lo sapesse quel giornalista è stato poi licenziato). Un'altra birichinata sugli esami di maturità che ha fatto infervorare centinaia di studenti maturandi. Senza alcune pretese di megalomania ritorno a scrivere umilmente i miei post anche per il prossimo anno. Con qualche sopresa che vi/ci aspetta. Ma per adesso non svelo niente. Buona lettura.

lunedì, 31 luglio 2006
di DanieleLombardi