lunedì, 25 giugno 2007
di MarFal84

indagineANSA
False tracce su un blog: l'inchiesta si arricchisce di nuovi particolari
24/6/2007
LUCCA: La procura di Lucca ha aperto nella mattinata di sabato un fascicolo sulle presunte rivelazioni da parte di un hacker australiano al noto blogger lucchese Daniele Lombardi, relative alle tracce della prima prova della Maturità 2007.
Il giovane australiano, di cui sono note solo le iniziali M.R., si sarebbe introdotto nelle scorse settimane nei pc del Ministero dell'Istruzione, e successivamente, complice un viaggio di lavoro in Italia, avrebbe contattato personalmente Lombardi per comunicargli in modo molto dettagliato tutte le tracce.
Queste ultime, pubblicate subito su un noto blog, si sono rivelate in seguito del tutto false, e ciò ha provocato nei giorni scorsi una reazione spropositata da parte di alcuni maturandi esagitati, che, dopo aver pedinato il Lombardi fino a casa gli hanno provocato dei danni fisici guaribili in 20 giorni.
Oggi a questa vicenda si aggiunge un nuovo capitolo: infatti la procura ha chiamato a testimoniare sulle presunte rivelazioni un noto fotoreporter fiorentino, tale Fabiano Collana, che avrebbe ricattato il giovane lucchese e l'hacker australiano, per la presenza di alcune foto compromettenti nelle quali i due protagonisti della vicenda sembrerebbero scambiarsi le riservatissime informazioni, rivelatesi poi false.
Tali foto sono state comunque pubblicate da un quotidiano locale e confermerebbero le gravi posizioni di Lombardi.
Il giovane lucchese, che proprio ieri ha chiesto il trasferimento in una clinica privata di Lucca, risulta oggi irreperibile e la procura nelle ultime ore sta facendo si tutto per poterlo contattare e poter così chiarire le sue posizioni.

kangaroo boxingUna delle foto incriminate pubblicate da Lucca Oggi.

venerdì, 22 giugno 2007
di Espero_gv1930

Spero che vi sentiave vendicati ora... coglioni...

Ecco l’articolo tratto da un quotidiano locale:

L'episodio alle 4 di notte a Lucca
Picchiato un blogger con una mazza sotto casa: è grave
Un giovane di 26 anni aggredito da un gruppo di maturandi inferociti: cranio fratturato ed emorragia cerebrale. All'origine le tracce false per l’esame di maturità pubblicate su un blog


Un giovane di 26 anni, D.L. le iniziali, è stato picchiato a sangue questa notte a Bufalina, località di Lucca, da un gruppo formato da circa dieci/dodici ragazzi, tutti giovani maturandi di varie scuole d’talia. Menato con una mazza, il ventiseienne è grave: ha riportato la frattura ossea del cranio, un edema ed emorragia cerebrale. L'episodio è avvenuto verso le 4 di questa notte, sotto casa dello sventurato nella periferia lucchese. Alcuni degli aggressori sono stati individutai e fermati dalla polizia che li ha tratti in arresto. All'origine della brutale aggressione sembra esserci delle false tracce dei temi di maturità che il giovane lucchese ha pubblicato sul proprio blog, intitolato “Opinioni di Clown”. “Erano tracce-burla, - spiega un amico del blogger, - non ho mai pensato che qualcuno potesse cascarci”. Ma dalle prime indescrezioni delle indagini della polizia locale sembra invece il movente fossero le false tracce pubblicate sul blog. “Alcuni di noi hanno svolto l’analisi del testo di Giuseppina e il Puledro, convinti che fosse quella la traccia che sarebbe uscita”, spiega uno dei giovani fermati. Sul blog è possibile ancora leggere dei commenti minacciosi da parte di alcuni maturandi. Che probabilmente sono passati dalla parola all’azione. Quel che è certo è che il gruppo di maturandi, provienienti in gran parte dal nord d’Italia, ha deciso di recarsi a Lucca e lo ha atteso fuori dalla sua abitazione per attuare l'agguato. Il giovane lucchese è stato ricoverato subito all'ospedale ma le sue condizioni sono apparse subito gravi ed è stato poi portato al reparto neurochirurgico di Firenze. Il ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni intanto ha commentato l’accaduto: “condanno questo nuovo e grave episodio di bullismo con protagonisti studenti maturandi italiani. Chi si è resto colpevole di tale atto verrà immediatamente sospeso dagli esami di maturità e bocciato per cattiva condotta”.

mercoledì, 20 giugno 2007
di DanieleLombardi

Eh si. Ancora una volta questo blog, grazie ad una fonte australiana (ah, i miracoli del fuso orario!), azzecca in tutto e per tutto le tracce dei temi di maturità. Cosa che avenne anche l'anno scorso. Basta dare una rapida lettura alle tracce ufficiali uscite questa mattina per accorgersi della l'attinenza con quelle pubblicate su questo blog. Nella tipologia A infatti è uscito un canto di Dante dal Paradiso in cui sommo poeta narra la vita di San Francesco e ne esalta l'opera. Chi se non proprio San Francesco D'Assisi è portatore di un forte contatto mistico con la natura? La poesia di Giuseppina e il Puledro è proprio un esempio di questa forma alta di panismo. Presa. Nel saggio breve a carattere artistico-letterario il titolo della traccia è "I luoghi dell'anima nella tradizione artistico-letteraria". Ebbene nell'immaginario collettivo artistico il sesso corrisponde al corpo mentre la castità all'anima. Il collegamento era automatico, insomma. Presa anche questa. Per l'argomento socio-economico il titolo è "Alle basi della convivenza civile e dell'esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità". La convivenza civile e la legalità come misure contro il bullismo, come suggeriva la traccia di questo blog. Azzeccata. Argomento storico-politico: "Il laborioso cammino della dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell'Italia democratica". Senza l'apporto degli USA, di cui si parlava nella tracia del blog, l'Italia non avrebbe mai raggiunto la democrazia. Ed anche questa è fatta. Sulla nascita della scienza moderna si basa la traccia tecnica-scientifica. E anche qui è automatico il rimando al fondamentale apporto dei criceti dinamo-voltaici e al contributo per la scienza, tema proposto quest'ultimo dalla traccia del nostro blog. Il tema storico proponeva un eleborato sull'immigrazione: la nostra traccia contemplava questa probabilità suggerendo di parlare di Craxi, che, difatti, emigrò in Tunisia, dando forma a una nuova sorta di neocolinialismo, appunto. E infine il tema di ordine generale: La televisione ha ricostruito il 'villaggio globale', ma non c'è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Noi avevamo suggerito proprio un monologo di Ghezzi sulla televisione: più azzeccata di così si muore!

Nella foto: la nostra "talpa" australiana.

domenica, 17 giugno 2007
di DanieleLombardi

Ancora una volta questo blog è lieto di pubblicare, in esclusiva ed in anticipo su tutti gli altri, le tracce dei temi d'italiano per gli esami di stato 2007. Per facilitare la lettura è disponibile una dispensa in .pdf. Buon esame a tutte/i e in bocca a lupo.

TIPOLOGIA A - ANALISI DEL TESTO

Giovanni Pascoli, Giuseppina e il puledro

Zumpete zu! Saltella Giuseppina
palpitante nel suo laudo cammino.
Per la sua viuzza va la contadina, 
corre gaia verso il suo destino.
Mentre il sol fra le rugose foglie
D'una illibata illumina le voglie.
Quando si ferma all'ombra di un cedro
ove si siede sfregandosi la fronte
vede passare un rosso puledro
che placidamente scende dal monte
 - che amore! - mormora la Giuseppina
mentre il cavallo docile s'avvicina.
Eccolo a pochi passi, senza paura,
dei fulgenti muscoli si fa vanto,
e che forza, che erculea andatura,
impera sotto quel nobile manto.
Ma la maliziosa donzella scorge
una virilità che immensa sporge
E il pensier corre a ciò che le è più caro
Grab! Inizia ormai il palpare avaro.
Oh puledro, com'è bizzarro il fato:
godendo di quella moina sbilenca
fra tutte le mucche che hai urtato
capisci che questa è la più giovenca.

Nato a San Mauro di Romagna (Forlì) nel 1855, Giovanni Pascoli subì appena dodicenne un trauma terribile (del quale darà conto in uno dei suoi più noti componimenti, "La cavalla storna"): l'uccisione del padre. A un anno di distanza, perse anche sua madre e, nel 1876, fu la volta del fratello maggiore Giacomo. Le sue opere giovanili (“Myricae” e "Primi poemetti") sono incentratesulla ricerca della purezza delle piccole cose. Seguono poi la poesia eroico pindarica dei "Canti diCastelvecchio" (1903), i temi civili e storici di "Odi e inni" (1906), "Nuovi poemetti" (1909),"Canzoni di re Enzio" (1909), "Poemi italici" (1911). L'essenza della poetica pascoliana sta tutta nella prosa "Il fanciullino": il poeta deve, con infantile freschezza, cogliere “il mistero” nello scorrere delle esperienze quotidiane”. Pascoli muore a Bologna, nel 1912.

1. Comprensione del testo
Dopo una o più letture dell'intero testo, esponi (in non più di quindici righe) il contenuto informativo della lirica: con quale scena questa si apre, quali scene o situazioni si susseguono verso per verso.

2. Analisi del testo
2.1 Individua il metro e la struttura della poesia.
2.2 “Giuseppina e il puledro” è un componimento che fa parte della raccolta Myiricae, raccolta in cui spesso Pascoli indugia sul motivo originario della pace e della serenità che derivano dalla fusione panica fra uomo e natura. Quale concezione della natura emerge da questa poesia pascoliana?
2.3 Individua le onomatopee presenti nel testo di “Giuseppina e il puledro” e analizza la loro origine con particolare riferimento al Grab! del verso 20.
2.4 In cosa consiste il rapporto tra Giuseppina e il puledro? Qual è il nesso che lega i due protagonisti della poesia?
2.5 C’è a tuo avviso un nesso tra l’atteggiamento di Giuseppina nei confronti del puledro e il trauma subito dal Pascoli nell’infanzia, raccontato nella “Cavalla storna”?

3. Approfondimenti
In Giovanni Pascoli domina un atteggiamento positivista "romanticheggiante" che tende a vedere nella natura l'aspetto pre-cosciente del mondo umano. Spiega quali nessi corrono fra questa visione e la cosiddetta "filosofia dell'inconscio" del tedesco Eduard von Hartmann, l'opera che aprì quella linea di interpretazione della psicologia in senso anti-meccanicistico che sfociò nella psicanalisi freudiana.

TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”

(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di “saggio breve” o di “articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano.
Se scegli la forma del “saggio breve”, interpreta e confronta i documenti e i dati forniti e su questa base svolgi, argomentandola, la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Da’ al saggio un titolo coerente con la tua trattazione e ipotizzane una destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro).
Se lo ritieni, organizza la trattazione suddividendola in paragrafi cui potrai dare eventualmente uno specifico titolo. Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, individua nei documenti e nei dati forniti uno o più elementi che ti sembrano rilevanti e costruisci su di essi il tuo ‘pezzo’.
Da’ all’articolo un titolo appropriato ed indica il tipo di giornale sul quale ne ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).
Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo).
Per entrambe le forme di scrittura non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

1. AMBITO ARTISTICO-LETTERARIO

ARGOMENTO: Il valore della purezza e castità nelle figure femminili

DOCUMENTI:

“Sta su, non mi far male; ohimè, sta su.
Sta su, crudele; se non morirò.
Lasciami stare, perch'io griderò;
Ahi! qual dolor! ohimè, non posso più!

Vita mia, non grida; sta un poco giù,
lasciami fare, e soffri ch'io farò
più dentro ancor, più piano ch'io potrò.
Se taccio che mi duol, non gridar tu.

- Ohimè! crudel, ohimè! lasciami andar;
guarda che fai; deh! non mi tor l'onor;
se mi vuoi ben, deh! non mi far gridar.

- Caro mio cor, non più gridar, amor;
quest'è tuo ben; sta giù, non mi stentar;
che sempre il dolce vien dopo il dolor.

E per servirti ancor,
te 'l farò in cul, ben mio, che non avrai
dolor sì grande, e l'onor salverai.”
Pietro Aretino, Sonetti religiosi

 “Bellissime donne, assai sono di quegli uomini e di quelle femine che sì sono stolti, che credono troppo bene che, come ad una giovane è sopra il capo posta la benda bianca e in dosso messale la nera cocolla, che ella più non sia femina né più senta de'feminili appetiti se non come se di pietra l'avesse fatta divenire il farla monaca; e se forse alcuna cosa contra questa lor credenza n'odono, così si turbano come se contra natura un grandissimo e scelerato male fosse stato commesso, non pensando né volendo aver rispetto a sé medesimi, li quali la piena licenzia di poter far quel che vogliono non può saziare, né ancora alle gran forze dell'ozio e della solitudine.”
Petrarca, Elogio della purezza

“Son andà drento in quell'impura tana,
e ho visto che i ziogava alla bandiera,
e che a un postiglion andando de carriera
el caval ghè cascà in t'una fontana.

Ho visto un tiro a sie, e un gran palazzo,
dove ghe gera un omo, che a un puttello
ghe metteva nel cul tanto de cazzo.

E ho visto che, sonando un campanello,
una munega i ha messo in t'un tinazzo,
che al gastaldo gh'avea impestà l'osello.”
Giorgio baffo, Ho visto l'altro giorno una gran vergine

“Fingere l'incoscienza, lo smarrimento, per spiegare un gesto d'amore, è ipocrisia, debolezza, stoltezza. Bisogna volere coscientemente una carne come ogni cosa. Invece di darsi e di prendere (par coup de foudre, per delirio o incoscienza) degli esseri forzatamente moltiplicati dalle disillusioni inevitabili degl'indomani imprevisti, bisogna scegliere sapientemente. Bisogna, guidati dall'intuizione e dalla volontà, valutare le sensibilità e le sensualità, e non accoppiare e non comprimere se non quelle che possono completarsi ed esaltarsi.. Con la stessa coscienza e la stessa volontà direttrice, si debbono condurre al parossismo le gioie di questo accoppiamento, sviluppare tutte le possibilità e far sbocciare tutti i fiori dai germi delle carni unite.”
Valentine De Saint Point, Manifesto futurista della castità    

“Io un cuore ce l’ho, (…) anche se forse nessuno mai se ne accorgerà. E prima di aprirlo, a qualsiasi uomo darò il mio corpo, per due motivi: perché forse assaporandomi gusterà il sapore della rabbia e dell’amarezza e perciò proverà un minimo di tenerezza, poi perché si innamorerà della mia passione fino a non poterne più fare a meno. Solo dopo darò completamente me stessa, senza indugi, senza costrizioni, perché niente di ciò che ho sempre desiderato venga perduto. Me lo terrò stretto fra le braccia e lo farò crescere come un fiore raro e delicato, attenta che uno schiaffo del vento non lo sciupi all’improvviso, lo giuro.”
Rosi Bindi, 100 Preghiere prima di andare a dormire

Fig.1 Tamara de Lempicka, Vergine in tunica rosa

2. AMBITO SOCIO-ECONOMICO

ARGOMENTO:  Bullismo e violenza nella scuola italiana

DOCUMENTI:

"Il disagio a scuola è causa di crescenti manifestazioni di aggressività che si esprimono prima con il bullismo e poi, se non fermate in tempo, con la partecipazione a bande. Il bullismo è una forma di prepotenza di gruppo. C'è chi è bullo, chi è vittima del bullo e chi per evitare di essere vittima si unisce al branco. Sono 22 su 100 i bambini che dalla prima alla terza elementare hanno esperienze di prepotenze, come la sottrazione di giocattoli o merende. L'indice sale al 30 per cento in quarta e quinta elementare, arriva al 45 alle medie. E se si esamina il problema della socializzazione, alla base del fenomeno del bullismo, emerge che è un grave disagio nel 16 per cento dei bambini di prima e terza elementare e nel 23 di chi frequenta la quarta e la quinta classe. E l'indice cresce con l'età.
Altro problema: la difficoltà nel bimbo di attribuire un ruolo di autorità all'adulto. Sono 9 su cento gli alunni della prima che non riconoscono questo ruolo alla maestra, una percentuale che cresce fino al 14 nelle ultime due classi."
Dati e informazioni da notizie di stampa riferite all'indagine "Vivere bene a scuola", 2001

“Tre ragazzi chiedono di uscire dalla classe, tornano un quarto d'ora dopo con tre pizze fumanti, e ridendo dicono alla professoressa che devono mangiarle subito, altrimenti si raffreddano. La classe sghignazza. Un professore sta spiegando qualcosa alla lavagna, uno studente gli corre alle spalle e gli tira giù i calzoni, per un attimo il professore resta con i calzoni alle caviglie e le mutande bianche, qualcuno lo fotografa col cellulare e il giorno dopo l'immagine corre in Internet. Uno studente sta assente un giorno,  il giorno dopo porta come giustificazione: "Morte del gatto". Il giorno ancora successivo resta di nuovo a casa, e quando torna porta come giustificazione la seconda parte del lutto: "Funerale del gatto". Il professore spiega, una studentessa si alza la maglietta e col cellulare si fotografa un seno, poi l'altro seno, quindi presta il cellulare in giro per la classe.”
Ferdinando Camon,  Bullismo a scuola, Roma 2006

"Chi ha parlato? Chi cazzo ha parlato? Chi è quel lurido stronzo comunista checca pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte? Ah, non è nessuno eh? Sarà stata la fatina buona del cazzo! Vi ammazzo a forza di ginnastica, vi faccio venire i muscoli al buco del culo, che ci potrete succhiare il latte senza cannuccia!" Tutto questo succede tutto all'interno della scuola media «San Giovanni Bosco» di Fara d'Adda, dove nei mesi scorsi è stato assunto un preparatore atletico statunitense con l'incarico di lettore di madrelingua che affianchi l'insegnante di inglese. Il nuovo lettore però ha introdotto particolari metodi di insegnamento: un alunno distratto, che non risponde a una domanda o che interrompe la lezione deve alzarsi e compiere in mezzo alla classe alcuni esercizi fra cui anche flessioni. I genitori dei ragazzi hanno accolto con perplessità queste nuove pratiche, e sono stati in molti ad andare dal dirigente scolastico Lino Ruggeri per protestare: «Ho spiegato loro - dice Ruggeri - che quegli esercizi non dovevano essere interpretati come punizioni corporali, visto anche il contesto di gioco in cui erano svolti». La spiegazione però non ha convinto tutti. Meno ancora i genitori di una ragazza costretta ad eseguire esercizi fisici nonostante un braccio ingessato, che sono andati dai carabinieri a denunciare l'insegnante.”
Corriere della Sera, 18 Novembre 2006

“Negli ultimi tempi abbiamo visto gruppi di giovani violentare ragazze, picchiare i loro compagni e poi mettere i film delle loro prodezze su Internet. Episodi di bullismo, si dice. Ma cos’è il bullismo? I maschi hanno sempre cercato di affermarsi sui compagni attraverso la violenza e l’intimidazione. Sono meccanismi primordiali come l’ordine di beccata fra gli uccelli: becca per primo il più forte, poi, via via, fino al più debole, al più spaventato.
E fra i ragazzi si sono sempre formati gruppi che mirano al potere, a imporsi sulla massa degli altri. Di solito si raccolgono attorno a un capo particolarmente intraprendente o arrogante o violento. È questo il bullo. Il bullo è il capo di un gruppetto di ragazzi che si sentono come dei guerrieri in una società di imbelli... Arroganti, sprezzanti, schiavizzano i più deboli e se li trascinano dietro, mentre tutti gli altri chinano la testa come pecore. Il bullismo è la forma primordiale di potere. E va combattuto tenendo presente questa sua natura. È inutile l’ammonizione, la sanzione. Il bullo se ne fa vanto. Invece sono efficaci le misure che gli tolgono il pubblico, prima di tutto l’espulsione.
Chi è espulso non conta più nulla, non ha più nessuno su cui esercitare il suo fascino. Ma, dal punto di vista sociale, espellere dei ragazzi per poi lasciarli in strada è estremamente dannoso. Sono perciò stati molto bravi i magistrati che hanno mandato i bulli a lavorare in un centro di assistenza ai disabili, insegnando così loro che la società civile non consente al prepotente di opprimere il debole, ma deve aiutarlo. Un altro metodo efficace è quello di porre sotto sequestro i beni della famiglia, perché il bullo quasi sempre gode della complicità dei suoi. Ma la via maestra per evitare il bullismo è un’altra: favorire la competizione di squadra. Per troppo tempo nelle nostre scuole ha prevalso una mentalità—di origine marxista e cattolica — che considera la competizione un male.”
Francesco Alberoni, Il bullismo si elima con una scuola competitiva, Corriere della Sera 4 dicembre 2006

3. AMBITO STORICO-POLITICO

ARGOMENTO: Gli Stati Uniti d’America come portatori di democrazia e libertà nel mondo

DOCUMENTI:

“Un gran numero di sopravvissuti stava scappando in tutte le direzioni. Tenevano le braccia dritte davanti a loro, mentre la pelle bruciata penzolava dalle loro dita. I loro vesti erano tutti stracciati. Alcuni erano praticamente nudi, con la pelle assente e la carne viva a vista.
Tutti scappavano, trascinandosi a piedi nudi, ciondolando. Sembrava una processione di fantasmi.
Molti nella processione erano gravemente feriti. Un ragazzo era ricoperto di frammenti di vetro dalla cintola in su, probabilmente si trattava di frammenti di una finestra frantumata dall'esplosione. Potevo vedere alcuni di questi frammenti anche nel mio corpo, in diversi punti, dal torace alle braccia. Una donna era coperta di sangue con un occhio che penzolava. Anche questo a causa dell'esplosione. Un uomo sulla sinistra era ustionato cosi' gravemente che la pelle della sua schiena era completamente lacerata e mostrava la carne viva bruciata.
C'erano molti corpi morti. Tra di loro vidi una donna ridotta in condizioni indescrivibili. I suoi organi interni era sparsi per terra. Anche questo era dovuto all'esplosione.”
Testimonianza di un sopravvisuto ai bombardamenti nazisti su Pearl Harbor durante la seconda Guerra Mondiale

“Questa parte della prigione era all'aperto e consisteva di cinque settori, circondati da mura e filo spinato ed era chiamata "Fiji Land". Ogni settore aveva cinque tende ed era circondato da filo spinato. Quando fui tolto dal camion i soldati segnarono la mia fronte con le parole "Big Fish" in rosso. Tutti i detenuti in questo campo sono considerati "Big Fish". Ero situato nel campo "B".
Le condizioni di vita nel campo erano pessime. Ogni tenda conteneva 45 o 50 detenuti e lo spazio per ogni detenuto misurava solo 30 cm x 30 cm. Dovevamo aspettare per due o tre ore solo per andare al bagno. C'era pochissima acqua. Ogni tenda era fornita di soli 60 litri d'acqua al giorno che dovevano essere divisi tra i detenuti. Quest'acqua era usata per bere e lavarsi e pulirsi le ferite dopo le sessioni di tortura. Ci facevano anche stare in piedi per molte ore.”
Testimonianza di un prigioniero politico sotto il regime di Saddam Hussein, prima che gli USA libaressero l’Iraq, 2002

“Gli altri Stati europei capiscono in parte il nostro atteggiamento. Mi piacerebbe soprattutto qui ringraziare l'Italia che ci ha sostenuti in tutto, ma Voi comprenderete che per continuare questa lotta noi non intendiamo fare appello a un aiuto straniero. Noi eseguiremo questo compito da soli.”
Discorso di George W. Bush al Congresso USA, all’indomani dell’invasione dell’Iraq, Aprile 2003

“Li tengono legati e spesso incatenati mani e piedi; la maggior parte stanno seduti per tutto il giorno, la notte permettono loro di stendersi, ma tenendoli sempre legati; li portano tre volte al giorno in bagno, il cibo è appena sufficiente per non morire di fame.
In questo e in altri casi di tortura il metodo più usato è la “parilla”, ossia un letto metallico dove mettono nudi i prigionieri. Inoltre infliggono colpi con scosse elettriche, spesso con l’aiuto di un medico che indica le parti da colpire; frequentemente vengono rotti i timpani con i colpi che vengono detti “telefono” (assestati con le palme delle mani aperte su entrambi le orecchie).
Procurano anche bruciature con il sigaro o con il fuoco e con ferri incandescente.
Molto usata è anche la procedura di tappare il naso e la bocca per far soffocare il prigioniero e che sembra sia stata la tortura inferta a Lumi Videla. Introdurre la testa in un cubo di acqua, violenze ripetute sulle donne (alla presenza del marito o del compagno), donne violentate da cani, ferri roventi nella vagina, nell’ano.“
Testimonianza di un prigioniero del campo di concentramento di “Tres Alamos” durante il brutale regime comunista di Allende in Cile, prima che gli USA appoggiassero la pacifica ascesa al potere di Pinochet, Santiago del Cile, 1973

"Ci sono due tipi di dittatori: quelli che ostacolano il business, e quelli che non lo ostacolano.
Noi ci occupiamo dei primi, e lasciamo stare i secondi."
Edward Luttwak

4. AMBITO TECNICO - SCIENTIFICO

ARGOMENTO: Scienza e scienziati senza limiti? Quali finalità per l'uomo?

DOCUMENTI:

“Da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle: "io sono l'uomo", il nostro grande terrore è stato sempre la conoscenza della nostra mortalità. Da stanotte lanceremo il guanto della scienza contro lo spaventoso volto della morte stessa. Stanotte noi ascenderemo nell'alto dei cieli! Sfideremo il terremoto! Comanderemo il tuono! E penetreremo fino nel grembo dell'impervia natura che ci circonda!”
Mary Shelley, Frankestein, 1818

“Cosa succede a incrociare un uomo con un topo ? Sembra l'inizio di una freddura di pessimo gusto ma, nella realtà, è un esperimento vero, recentemente condotto da un team di scienziati guidati da un importante biologo molecolare, Irving Weissman, della Stanford University.
Gli scienziati hanno iniettato cellule di cervello umano nei feti di topo, creando topi che sono approssimativamente umani per l'1%. Weissman sta considerando di poter arrivare a creare topi il cui cervello sia al 100% umano. La Walt Disney company intanto ha già fatto sapere di essere interessata agli esperimenti "chimerici" di Irving Weissman per rimpiazzare i lavoratori dei parchi giochi targati Disney: il progetto in porto è quello di creare dei veri e propri "Topolino" e "Minnie" simil-umani in grado di intrattenere il pubblico giovane e meno giovane della Dinsey Company. In questo senso i sindacati dei lavoratori Disney hanno recentemente pubblicato una nota dove si dicono "molto preoccupati per gli eventuali danni ache un simile progetto provocherebbe all'occupazione dei lavoratori nei parchi giochi".
Jeremy Rifkin, Uomini o Topi?, New York, 2005

"Ho fatto cose... discutibili. Cose per cui il Dio della biomeccanica non mi farebbe entrare in paradiso."
Albert Einstein

“Il tentativo di alcuni paesi del terzo mondo di fare uso dei criceti dinamovoltaici (criceti da allevamento che, correndo all’interno di una ruota, producono energia elettrica tramite un’apposita dinamo) ha scatenato polemiche nel mondo animalista. "Non si può costringere un criceto a percorrere chilometri di ruota solo per sfruttarne l'energia prodotta" denuncia una nota della neonata ACSC (Associazione contro lo sfruttamento dei criceti). In una recente dimostrazione di protesta gli attivisti della ACSC hanno corso nudi su un’norme ruota di acciaio collegata a una dinamo che alimentava un televisore di fronte al quale era seduto un criceto.”
Enrico Loi, Corriere della Sera, 21 ottobre 2006

Tabella 1: Campi sperimentali di OGM in Europa - Novembre 2006

Tabella 2: Pomodoro FLAVR SAVR, Lycopersium esculentum con il gene che rallenta la perdita di consistenza del frutto. Differenze fra i tenori di proteine e vitamine con i pomodori normali.

TIPOLOGIA C – TEMA DI ARGOMENTO STORICO

La campagna di moralizzazione dell’Italia operata nel corso degli anni ‘80 dall’intransigente segretario del PSI Bettino Craxi fu duramente osteggiata dai partiti di estrema sinistra, che, con l’aiuto della magistratura “rossa” costrinsero lo statista all’esilio in Tunisia. Ripercorri questo controverso periodo storico, analizzando nel contempo l’indiscutibile spinta democratica data al nostro paese dal finanziamento occulto ai partiti politici.

TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALE

Commenta il seguente monologo del critico cinematografico Enrico Ghezzi: “Credo che la televisione sia, non la parodia della comunicazione o della comunione, ma sia anzi la forma esatta, in quanto parodistica a oltranza, della possibilità di comunione. Sia una sorta di scheletro tecnico di questa possibilità. Parlando di televisione amo regredire ogni volta davvero al cinema, perché il cinema non ha - se non in modo larvale, mai tecnicamente rispondente - l’illusione della rete. Il cinema è molto quantificabile, in fondo è fatto ancora da testi, diciamo, possiamo illuderci che sia fatto di testi. Eppure ripeto, questi pochi, relativamente pochi, testi bastano da soli a impedirci di essere analizzati, a impedirci di analizzarli.. Piuttosto la televisione, con la sua capacità, possibilità di accogliere tutto, sembra essere davvero un Grande Vetro. Non un grande vetro nel senso dell’acquario, un Grande Vetro proprio nel senso duchampiano, un grande vetro già rotto, non più ricomponibile perché è rotto. Un grande vetro che permette, potrebbe permettere ad una piccola parte di noi - noi non più come soggetto, ma come  soggetti diffusi, gassosi - di vederci di qua e di là. ”

giovedì, 31 maggio 2007
di visko

... l'hanno rifatto.

Però stavolta hanno cambiato argomento: l'omicidio di Marsciano, in quel di Perugia.

Vespa, con la classe che lo contraddistingue, sullo schermo che fa da sfondo allo studio, ha fatto scrivere "QUANDO L'ORRORE TI DORME ACCANTO", da Mentana stan mandando un servizio dove la gente, mentre il marito della vittima, accusato dell'omicidio, è condotto alla caserma dei Carabinieri urla: "la pena di morte, ci vuole la pena di morte!".

Ma l'aspetto inquietante è ancora la presenza in studio dell'avvocato Taormina, stavolta su una delle poltroncine bianche di Vespa.

Allora è l'avvio d'una nuova era televisiva.

Se avete intenzione di uccidere donne incinte o di seviziare bambini, siete avvisati: l'inferno ha la musica di Via col Vento oppure un anfitrione coi riccioli che parla a mitraglia.

(Poi, dopo, la situazione ha ritrovato un suo equilibrio: da Vespa s'è parlato di Rignano Flaminio, da Mentana s'è continuato a parlare di Marsciano.

Me ne sono accorto perché, facendo zapping tra canale 5 e rai 1, su una  poltroncina bianca è apparso il rappresentante delle maestre-presunte-pedofile (quello colla bocca a culo di gallina, per capirci). Al che mi ero detto: "ohibò, e che gli chiedono pareri anche su un uxoricidio a codest'uomo?!", poi l'inquadratura s'è allargata e sullo schermo alle spalle di Vespa c'era scritto qualcosa tipo: "I BAMBINI CONTINUANO A STARE MALE, MA LA LA COLPA NON E' DEGLI INDAGATI?", uno dei classici quesiti che ti portano a formulare ipotesi balorde e morbose tipo: allora si sono seviziati da soli sti bambini?!

Superata quest'impasse, ho pensato: "un attimo, ma allora se c'è Taormina, se c'è Bocca a Culo di Gallina, chissa sé...". Suona il campanello, parte Via col Vento e Vespa dice: "facciamo entrare la combattiva vicepresidente dell'associazione dei genitori di Rignano" ed arriva la mia mamma preferita.

Dio usa delle vie davvero misteriose, per quanto gradite, per manifestare la sua esistenza...)

p.s.

poi mi sono addormentato.

Semplicemente per stanchezza e non per un atto di snobismo verso Vespa e Mentana: se ieri sera, verso mezzanotte, mi sono alzato dal letto per scrivere questo post e se stamattina, alle 7.18, prima di andare a lavoro, ho riacceso il pc per apportare quest'aggiunta, vuol dire solo che questa cosa inizia ad ossessionarmi.

Ergo: non sono affatto migliore di chi s'è sciroppato le due trasmissioni di ieri sera.

Amen.

mercoledì, 30 maggio 2007
di visko

La storiaccia dell'asilo di Rignano Flaminio è arrivata come una boccata d'ossigeno per la morbosità di quegli Italiani che magari ci son rimasti male perché ad Erba il tunisino era innocente.

In questa nuova tragedia che travolge un piccolo comune i maestri di cerimonia preposti all'uopo sono i due che si contendono il palmares dell'approfondimento (la metafora più appropriata è quella del coltello girato nella piaga): Enrico Mentana e lo sguazzator di frattaglie mediatica per eccellenza Bruno Vespa.

Il culmine s'è raggiunto la settimana scorsa allorquando sia Matrix che Porta a Porta avevano come argomento le vicende dei bambini dell'"asilo degli orrori" (da qualche parte è stato ribattezzato così? In caso di diniego mi assumo la paternità di questa definizione, siete testimoni): equamente s'erano divisi i partecipanti della trasmissione: due genitori di bimbi presuntamente violentati dalle maestre, un parente delle maestre, un avvocato per parte.

E' una fortuna, per queste trasmissioni, che non si tratti di violenza perpetrata su un solo bambino: in tal caso la partecipazione di molteplici genitori in due trasmissioni contemporanee sarebbe stata possibile solo in caso di incertezza sulle generalità del padre, visto che la madre resterebbe una sola. Se invece il bimbo fosse stato adottato e la madre naturale avesse avanzato pretese, avremmo avuto allora anche due madri (una delle due presentata magari come matrigna, appellativo quasi spregiativo, e per giunta anche ossimorico se delle, due mamme, la matrigna  fosse stata quella più amorevole).

Ma questi sono meri esercizi mentali (esercizi mentali manuali, leggi: pippe).

Semplicemente mentre nel caso del delitto di Cogne non ricordo sia mai capitato che i due sfidanti andassero in onda contemporaneamente sullo stesso fattaccio (anche lì nulla avrebbe vietato di dividersi esperti, avvocati, periti, testimoni, parenti anche di gradi sino a due cifre. Cosa ha trattenuto Vespa e Mentana?), in questo caso s'è osato l'inosabile (almeno sinora): vedere quale delle due trasmissione ce l'avesse più duro (l'indice d'ascolto, ovvio) a parità di condizioni (e disparità di conduzioni).

Così ci sono dei duelli che si ripetono incrociando i possibili contendenti anche se le combinazioni, gira e volta, sono sempre quelle: c'è la mamma d'una bambina - la mamma che mi piace di più, esteticamente intendo - che è mossa da vibrante indignazione (cosa che la rende vieppiù eccitante dinanzi ai miei occhi morbosamente circuìti) nonostante la sua figliola non sia mai stata coinvolta, però ha una buona dialettica (la mamma, non la figliola), bella presenza (sempre la mamma), per cui l'han chiamata entrambi, sia Vespa che Mentana quando c'è da dibattere. Poi c'è uno il tipo del comitato sull'Innocenza degli indagati: quello che balbetta un po', ha la barba di cinque giorni e la bocca a culo di gallina ed è sempre accigliato come se, ad ogni passo compiuto, pestasse una cacca. Ed ai piedi avesse delle infradito. Ancora c'è un avvocato dall'occhio ceruleo e la barba brizzolata che fa no colla testa e che si scusa quando interrompe l'intervento della mamma-buona-era-lei e lei gli fa presente "che, no, scusi avvocato, io non l'ho interrotta quando lei parlava", c'è il papà che continua a raccontare la storia della patatina della sua bimba tanto da farla diventare la Patatina per Antonomasia, senza farle perdere, a quella patatina, un briciolo della sua innocenza violata.

La sensazione, ad un certo punto, è quella di assistere a degli incontri tra campioni di Wrestling: gira e volta, son sempre gli stessi che si danno sganassoni (per finta, almeno i lottatori di wrestling) e le uniche cose che cambiano sono i contesti in cui rappresentano la loro pantomima.

Esatto: una pantomima. Il rischio che si corre - che stiamo già correndo, visto che che questo tipo d'interesse morboso attorno ad un fatto di sangue è iniziato con il delitto di Samuele come ha fatto presente Francesco Merlo in un editoriale uscito su Repubblica il giorno dopo la trasmissione dei due approfondimenti - è quello di perdere di vista il dramma che devono aver vissuto questi bimbi per colpa di qualcuno (che non è detto debbano essere per forza le maestre, la bidella, il benzinaio ed il regista sospettati), per aspettare l'ennesimo colpo di scena, la rivelazione drammatica, la svolta imprevedibile.

Svuotare di significato un fatto dai contorni ancora nebulosi e farlo diventare un evento magari nitido, pieno di interviste, ricostruzioni, filmati e scontri verbali in studio, cioè un evento buono solo per attirare audience basato, per l'ennesima volta, sulla dicotomia colpevolisti vs innocentisti: una classica dicotomia da Cogne in poi, appunto,  dimenticando, tra l'altro, che tutti gli "-ismi" sono dannosi, figuriamoci quelli che sono relativi a fattacci di cronaca che coinvolgano dei bambini.

(Ho tirato fuori il caso di Cogne sia perché è stato l'evento che ha dato la stura a queste trasmissioni d'approfondimento infarcite di morbosità, sia perché ospite della trasmissione di Mentana, quella sera, c'era - udite udite - l'avv.Taormina).

Di cosa abbiano parlato nelle due trasmissioni?

Non lo so: lo zapping da un canale all'altro, soprattutto con sguardo incredulo per l'eccezionalità dell'evento, non mi ha permesso di seguire per più di qualche minuto questo o quel ragionamento, ma son convinto che questo esperimento possa avere altre repliche magari affinando le differenze tra le due trasmissioni (magari, chissà, da Vespa le interviste a bambini col volto pixelato che toccano tuberi pelati per evitare qualsiasi allusione, o da Mentana lo scoop delle passioni sessuali segrete di qualche maestro di asili nido, che per di più s'eccita solo dopo aver trafitto gli occhi d'un gattino con uno spillone e viene copiosamente, urlando le coordinate geografiche di Rignano Flaminio).

Personalmente aspetterò con ansia il giorno in cui la mamma-ospite che piace a me, decidesse di protestare per la lungaggini degli inquierenti, mostrando le tette in tv.

Evvai.

martedì, 15 maggio 2007
di MarFal84

fate04«Ieri Adamo ed Eva hanno battuto Adamo e Giuseppe con un netto e indiscutibile 6-0.
Fassino e il Palazzo hanno un bel dire sul dover rispettare le due piazze di ieri, ma non hanno capito che di piazza ieri pomeriggio c’è ne è stata una sola, perché per fortuna i normali sono la stragrande maggioranza nel Paese mentre i diversi un’esigua minoranza. Una minoranza sostenuta solo da un governo fuori dal tempo, forse l’unico a coprire la scandalosità del loro gay pride.
Un Governo che ieri ha subito un pesante cappotto. W la famiglia abbasso i culattoni"

On. Roberto Calderoli, 13 maggio 2007

venerdì, 11 maggio 2007
di Nick24

Chiedo ai massimi vertici del blog di intervenire e di rimuovere immediatamente il post precedente questo!!!!! E di dichiararsi parte civile contro IenaRidens! Il suo post è del genere più specioso che sia mai apparso su queste pagine (e forse su Splinder), peggiore altresì dell'invettiva laicista piccata di Luigi, da me provocato...
Che la Iena si genufletta al cospetto della direzione editoriale e chieda scusa solennemene ai nostri milioni di lettori!

E' una richiesta di censura democratica, si metta ai voti la questione!

AGGIORNAMENTO:
Ovviamente è uno scherzo, una beffa la mia. E' interessante però osservare le reazioni del genere umano di fronte a tali cose:

- "tu non sei mica normale,ma di trovarti un lavoro,una ragazza,un hobby?hai fatto scappare tutti dal blog... "

- "ti permetti di rispondere nello stesso modo in cui berlusconi da Sofia ha risposto a Biagi e Santoro?"

- " L'immagine che hai messo nel post evoca immagini relative al nazismo e al comunismo e mi fa senso!"

- "finche' ci saranno persone come berlusconi e nick24,non ci sara' mai liberta' di pensiero"

- "ha ragione nick24, ienaridens va censurato perchè fa il gioco dei media, che ci bombardano di continui allarmi(pedofilia, sars) non facendoci capire come va veramente il mondo!!"

- "ti invito a riflettere a te e al tuo compagno nazista ,dato che io vedo i blog come una fonte inesauribile di liberta' di pensiero e ne tu ,ne nick24 ,ne berlusconi o chiunque altro dovete permettervi di censurare nessuno per nessun motivo "

- "se era questa la tua intenzione elargisco la mia stima ,anche se continuo a pensare che sei completamente fuori di testa"

di IenaRidens79

Era da tempo che non affrontavo direttamente temi di attualita', ma e' giunto il momento di tornare ad attaccare un sistema marcio sin dalle fondamenta, una societa' malata e pervertita, una giustizia fallace come tutte le cose umane, una giustizia capace di assolvere un branco di pedofili assatanati. Rignano come un qualunque altro paese, i bambini di Rignano come i bambini di qualunque altro paese, la solita storia che si ripete. Questa volta e' andata bene al capo pedofilo e compagni, visto che di solito vengono messi dentro per passare solo qualche mese in gabbia: meno male che ci sono gli altri carcerati, magari anche assassini, che li schifano e si vergognano di avere queste bestie come compagni di cella o di galera, meno male almeno che ci sono loro a rendere il felice soggiorno dei pedofili in hotel, un po' meno felice.

Come al solito i bambini non contano nulla, non hanno voce in capitolo, come al solito la pedofilia diventa un mini reato, qualcosa di quotidianamente accettabile. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA! Una parola che si potrebbe ripetere all'infinito!

Sono contro la pena di morte, perche' Dio da' e Dio toglie, ma non contro le pene corporali! Facciano allora i cittadini sani, quelli 'onesti', magari ladri di 1000 lire, quelli che non pagano le tasse, quelli che non fanno lo scontrino, che superano i limiti di velocita', ma che almeno non si macchiano di certe porcherie da pervertiti e depravati, siano loro a fare giustizia, isolando e distruggendo le vite di questi assassini di bambini! Lo facciano e tirino fuori per una volta le palle che hanno tirato sempre fuori i carcerati in queste situazioni!

IL MIO CUORE DA UOMO NON PERFETTO E SICURAMENTE PECCATORE GRIDA VENDETTA!

QUESTA NON E' UNA SOCIETA' CIVILE!

giovedì, 05 aprile 2007
di visko

Leggendo e rileggendo i post di Nick (bentornato!) e Piero (pur'atté, bentornato!) e di Luigi, mi rendo conto che le "due scuole di pensiero" sono ben rappresentate,quindi qualsiasi cosa io possa aggiungere - aldilà del partito preso - servirebbe tutt'al più da cornice per un un quadro su cui i colori continuano ad affastellarsi l'uno sull'altro spero non in maniera caotica.

Per comodità, soprattutto mia, allora elencherò dei punti per mettere insieme questa cornice, poi vedremo che ne salta fuori (tanto le cornici si posson sempre cambiare).

1. Nick ha ragione quando si parla di "metafisica della natura umana" e ha finanche ragione quando dice che c'è "una vera battaglia in atto: parte dell'Occidente trascinato da un grande pensatore come Joseph Ratzinger e parte dell'Occidente trascinato dai vari Grillini ed altri più importanti pensatori laici. Non altro".

Il punto è che il grande pensatore Ratzinger è anche papa Benedetto XVI, capo d'uno stato che, per quanto piccolo, ha un potere non indifferente : condizione che non tutti i seri pensatori laici possono soddisfare.

2. La potenza della Chiesa non è solo dettata da quelle prerogative che ha giustamente elencato Piero e che appartengono ai "diritti" (sic!) acquisiti dallo Stato Vaticano negli anni, soprattutto nel nostro paese.

Da quasi duemila anni (visto che i fondatori della Chiesa cattolica sarebbero Pietro e Paolo) questa istituzione è la più grande fabbrica di consensi che la storia umana ricordi. Una multinazionale che, come Nick ci ha riportato, ha 1.057.328.093 di fedeli (sarebbe più corretto dire fidelizzati).

Un'azienda che ha nelle Sacre Scritture le linee guida e nell'Unico Dio e nel Verbo che Si è Fatto Carne i suoi Brand.

Ora questa lettura in marketing style della Chiesa che potrebbe sembrare blasfemia nella mia bocca, ha una testimonianza, al di sopra d'ogni sospetto, nelle parole di monsignor Ernesto Vecchi che, alla domanda: "la Chiesa ha preso lezioni di marketing?" rispose con un laconico:

"Scherziamo? La Chiesa può solo darne, di lezioni. Le aziende mortificano gli uomini misurandone la produzione, noi invece sappiamo valorizzarli. Il marketing? Ha cominciato Gesù, già duemila anni fa".

Gesù quindi è il testimonial perfetto, ma non solo per gli addominali scolpiti (come direbbe Daniele Luttazzi): sarebbe anche il manager che si è immolato per la Causa Aziendale ed attorno al suo sacrificio si è costruito un sistema che tutt'ora è in voga, tutto giocato su un equilibrio di pesi e contrappesi, crediti e debiti dove il senso di colpa, i peccati, la remissione dei medesimi, sono moneta sonante.

Senza intenti polemici: la Chiesa è riuscita ad assimilare (con la persuasione e laddove era stata necessaria, con la violenza) anche molti dei culti concorrenti, spesso facendone propri molti aspetti, in un amalgama che cancella qualsiasi diversità con il dogma cattolico (ad esempio la mitra che indossano i vescovi s'ispira al copricapo dei faraoni, e la papalina a quello tipico della tradizione ebraica. La stessa "Casa Madre", la Basilica di San Pietro con tutta la piazza antistante, è il trionfo d'una Grandiosità kitsch: un obelisco egizio s'erge al centro della piazza, durante le feste natalizie da anni viene addobbato un albero di natale  - ormai dimenticato simbolo dei celti - ma anche la maestosità architettonica della Cappella Sistina con il Giudizio Universale, hanno - nella loro bellezza - la necessità di annichilire: sostituire la valutazione estetica con l'enormità anestetica, per favorire il rapimento estatico).

Ma non solo: tolte le evidenti contraddizioni presenti nelle Sacre Scritture (la CEI ha dovuto fare i salti mortali per armonizzare il Vecchio Testamento con il Nuovo - su cui tutto l'impianto del marketing dell'Ecclesia si poggia - spesso con delle giustificazioni che potrebbero sembrare imbarazzanti: ad esempio commentando i continui incesti che costellano la vita dei patriarchi - incesti da cui sarebbe disceso anche Gesù, a ben vedere - nell'edizione della Bibbia approvata dal CEI si legge che "la morale dell'Antico Testamento non era perfetta e delicata come quella evangelica". Ah, ok, allora si ),la Chiesa ha adottato un sistema di comunicazione totale che le permette di dire tutto ed il contrario di tutto: ad esempio affermare, da un lato, che Paradiso ed Inferno sono (a dire di Giovanni Paolo II) solo delle metafore dell'essere "incorporati" o meno in Cristo e dell'essere "rimasti fedeli alla Sua volontà" oppure no. E continuare, dall'altro,  a dire che Paradiso ed Inferno sono luoghi fisici, specie il secondo, in cui - secondo i Gesuiti - si finisce se si pecca di superbia, cioé "affermando sé stessi a scapito di Dio"). Metafora e luogo fisico: due messaggi contrapposti che, ammantati di mistero della Fede, arrivano a tutti, soddisfacendo tutti i gusti: una strategia di comunicazione davvero esemplare che funziona da secoli e che nei secoli s'è affinata.

3. Un piccolo appunto polemico  sui totalitarismi che hanno cercato di annientare la Chiesa.

Nick, stai tranquillo: difficilmente la Chiesa potrà essere spazzata via da nazismi e comunismi vari e non solo, putroppo, per la Fede che pervade i credenti (abituati culturalmente all'esempio di immane resistenza dei martiri). Dico purtroppo perché sovente la Chiesa è andato a braccetto dei potenti, anche quelli meno presentabili: nel secolo scorso non c'è stato un tiranno che è stato scomunicato dalla Chiesa: così abbiamo avuto un Pinochet con il suo bel funerale cattolico o un Tareq Aziz, cristiano cattolico caldeo, che, processato per la complicità al dittatore Saddam, non ha avuto neanche un richiamo dalla Chiesa cattolica per la vicinanza al tiranno iracheno.

E tuttora abbiamo sacerdoti che senza battere ciglio, celebrano messe in suffragio di  mafiosi morti  perché s'interceda con la preghiera al passaggio dal carcere duro del Purgatorio, al Paradiso a piede libero. Tenuto conto che ci sono preti morti per aver lottato le mafie, un minimo di polso fermo ci sarebbe voluto, visto che nessuna misericordia è stata mostrata nei confronti di Piergiorgio Welby. Spero che il tariffario che si applichi alle messe per i mafiosi sia scandalosamente più alto che per le persone perbene, ma ci credo poco.

Chiuso l'appunto polemico.

4. il punto per cui Luigi è uscito fuori tema: la metafisica della natura umana.

Se per metafisica intendiamo "la parte della filosofia che studia l’essere in quanto essere, ossia i principi primi della realtà universale, al di là della conoscenza sensibile e dell’esperienza diretta dell’uomo", allora la faccenda diventa delicata, perché la Chiesa su questi principi primi, visto che ci ha fondato il suo Marchio, vuole avere l'esclusiva.

E avere l'esclusiva significa mostrare sia l'Unicità del proprio Brand, ma anche la sua manifesta superiorità non solo sulle altre religioni, ma anche su tutte quelle filosofie che proporrebbero visioni alternative, visto che "quando la fede è scarsa, la gente cerca appagamento nell'esoterismo" (parole del cardinale Julian Herranz, vicino all'Opus Dei.

Che fa la chiesa in questi casi? Si muove su due binari: da un lato cerca di dimostrare l'Eccellenza e la Superiorità del suo Marchio, dall'altro prova con lo "spionaggio industriale" a sondare le filosofie pericolose che comunque indagano sull'autotrascendenza della natura umana (nelle versioni "scorrette"), spionaggio che però a volte dà risultati controproducenti.

E' quello che avvenne al gesuita indiano Anthony De Mello che, studiando anche filosofie orientali come il Buddismo ed il Taoismo, arrivò a sviluppare delle riflessioni giudicate perniciose per l'impianto della fede della Chiesa, tanto da meritarsi, il 24 giugno del 1998 (undici anni dopo la sua morte) una bolla d'ammonizione dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (presieduta dall'allora cardinale Joseph Ratzinger), in cui si legge, tra l'altro: "De Mello mostra apprezzamento per Gesù, del quale si dichiara "discepolo". Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L'unica differenza con gli altri uomini è che Gesù era "sveglio" e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli uomini sono figli di Dio".

Quindi si trattava di una via si, metafisica, per l'autotrascendenza della natura umana, ma purtroppo non corretta.

5. Quindi il confronto si pone tra grandi pensatori laici ed un'Ecclesia che basa sull'infallibilità del suo massimo rappresentante (infallibilità sancita da Pio IX nel 1870) buona parte dei precetti che un buon credente deve seguire.

Così si parla, per esempio, di "amore cristiano", mettendo un'etichetta ad un concetto - quello dell'amore - che non solo è universale, ma ha tantissime sfumature sovente anche carnali, che però vengono viste ipso facto come sbagliate se non rientrano in quelle sancite dalla Chiesa.

Attenzione, nessuno dice che non debba esistere una definizione dell'amore cristiano, ma che questo sia l'Amore per Antonomasia ce ne corre: se si ha il libero arbitrio che libero arbitrio è se comunque ci viene dato da un'Entità per quanto Grande e Misericordiosa, secondo, cioè, i confini stabiliti dalla Chiesa?

6. A questo punto tocca parlare anche della differenza che si viene a stabilire tra essere laici e laicisti.

Perché, secondo la Chiesa, esistono dei laici buoni (ad esempio quelli di organizzazioni come l'Opus Dei, - il cui fondatore è stato beatificato a tempi record da Giovanni Paolo II  - o come quelli di Comunione e Liberazione) ed i laici cattivi (o laicisti appunto), giacché il laicismo, come scrive don Gianni Baget Bozzo, "è una definizione della laicità come contrapposizione alla religione", mentre invece "La laicità, come i cattolici la intendono e come è ormai scritta in tutti i testi costituzionali democratici, è l'affermazione di un principio formale di composizione dei conflitti senza definizione del loro contenuto. I cattolici italiani si sono inchinati, con il consenso della gerarchia, alla decisione del Parlamento e del corpo elettorale che introducevano nella legislazione italiana il divorzio e l'aborto."

Verrebbe d'aggiungere, grazi'al cazzo, ma è quel "con il consenso della gerarchia" che dovrebbe farci riflettere.

7. In realtà toccherebbe fare attenzione anche al così detto relativismo debole.

Quello che uno dei pensatori laici che si scontrano col pensatore Ratzinger, cioé Giovanni Jervis critica scrivendo:

"Il relativista è ostile a tutte le posizioni «forti», specie se istituzionalizzate: però sembra non prendere mai in esame la forza, e anche l'aggressività, della propria posizione. Se è vero che predica di lasciar fiorire i cento fiori delle culture e delle opinioni, in pratica ha le sue preferenze, talora persino faziose, e in ogni caso tende a considerare se stesso come un fiore migliore degli altri".

Ed è il rischio di un multiculturalismo che si erge come bene primario da tutelare, magari ponendolo anche al di sopra di diritti inalienabili della persona.

8. Allora il quesito diventa: è possibile stabilire un confronto con un'Istituzione che piuttosto che competere (dal latino: cum "con", petere "andare verso", quindi "incontrarsi") preferisce "surpetere" (neologismo che indica andare al di sopra, quindi bypassando il confronto)?

(ironia del dizionario: la parola Ecclesia indica sia la Chiesa, e la comunità dei fedeli, sia, nell'antica Grecia, l'assemblea generale dei cittadini, che nei regimi democratici aveva prerogative sovrane, quale delle due definizioni è andata smarrita, quando si parla della nostra Azienda?).

Anche perché è aumentato il numero di persone che affermano la verità "assoluta" del loro credo religioso, quindi, allo stato dell'arte, la lotta di Joseph Ratzinger alias papa Benedetto XVI contro il relativismo debole, vede il campione della Chiesa cattolica Apostolica vincente.

Inutile dire che nel discorso pro o contro i Dico allora le ragioni della CEI, così come quelle del Papa, trovino una sponda davvero favorevole all'interno del nostro Parlamento, dove essere cattolici è una condizione "sine qua non" si possa avere un'autotrascendenza della natura umana corretta, con buona pace di tutti i pensatori laici (e non laicisti) che senza il consenso di alcuna gerarchia, cercano un confronto con la più grande Azienda di marketing mai esistita al mondo.

venerdì, 23 febbraio 2007
di DanieleLombardi

Dal Corsera: "D'Alema: c'è una base per ripartire." Si, quella di Vicenza.

mercoledì, 21 febbraio 2007
di visko

la manifestazione di Vicenza, svoltasi nel migliore dei modi (ma c'era da dubitarne? in parte si. La profezia che si auto-avvera è uno sport che i catastrofisti praticano con eccellenza, specie se sono ministri dell'Interno - una lunga teoria da Scelba, e via via continuata con Cossiga, sino a Bianco sino al dottor. Sottile Giuliano Amato ), ha segnato la demarcazione tra un fenomeno da non sottovalutare (l'eversione armata) e una società (quella civile), che ha dimostrato una volontà di esserci "a prescindere" dalle minacce e dagli allarmi.

Ma è su queste "nuove" Br che vorrei puntare l'attenzione.

Perché, a primo acchito, mostrano inquietanti similudini con il più famoso gruppo di lotta armata degli anni '70 (il primo nucleo di Brigatisti Rossi - quello fondato da Renato Curcio - nacque nel 1970, e prese piede a Milano, alla Pirelli).

Negli anni '70 si lottava per diminuire di mezz'ora - da otto ore e mezza ad otto - l'orario di lavoro alla Fiat (da sempre, nel nostro paese, l'emblema della fabbrica), all'epoca il sindacato aveva cominciato ad essere presente con le Rsu nelle aziende e sempre allora era la Fiom-Cgil il sindacato più rappresentativo tra le tute blu.

Negli anni '70 i giovani (studenti o disoccupati) rivendicavano un salario minimo (e la classe politica parlava di Austerità, quasi fosse una missione laica, soprattutto per il Pci di Berlinguer).

All'epoca la Chiesa s'era trovata a fronteggiare i referendum sull'aborto, dopo essersi scottata con quello sul divorzio.

All'epoca chi teorizzava e praticava la lotta armata credeva d'avere un appoggio dalla base (eterogenea, come abbiam visto, perché comprendeva sia gli operai - proletari a cui dare una coscienza di classe - che gli studenti, vero motore del dissenso negli anni di piombo).

All'epoca prima che si prendesse dolorosamente coscienza che il terrorismo fosse di matrice comunista (e in quanto tale puntava alla rivoluzione armata per cambiare la società ed ad una più radicale trasformazione del sistema produttivo) tutti pensavano che fosse una montatura dell'estrema destra con l'aiuto dei servizi segreti per sputtanare la Sinistra (specie quella extraparlamentare).

Secondo una logica perversa, l'ideologia dei BR, nonostante le complicanze teoriche, puntava a queste trasformazioni socio-politiche annientando non solo l'ipocrisia politica, ma anche la semplicità del buonsenso e lo fa attraverso la facilità della violenza: che sia il sequestro, la rapina, la gambizzazione, l'omicidio.

Quando nel '75, in quel di Torino, iniziò il processo al nucleo storico delle Br si verificò quello che è, a mio avviso, il corto circuito della teoria e della prassi della Lotta Armata.

Perché, con quel processo, si passa dalla clandestinità e le azioni di guerriglia ad un "confronto" con lo Stato (confronto coatto, visto che, per l'appunto, si tratta d'un processo).

Cos'è che fecero allora i brigatisti rossi?

Si considerarono "dirigenti politici" e sostengono che "la rivoluzione non si processa", ergo: non riconoscendo la legge dello "stato borghese" e non riconoscendone i tribunali non c'era ragione, a loro dire, d'avere avvocati per la difesa, giacché questi sarebbero stati semplicemente l'ennesimo ingranaggio del meccanismo d'un sistema che loro sentivano nemico. Sarà Maurizio Ferrari, il primo brigatista arrestato nel 1974, a leggere la dichiarazione: "Revochiamo il mandato di fiducia ai nostri avvocati, ci professiamo combattenti e come tali ci assumiamo collettivamente e per intero la responsabilità politica di ogni iniziativa passata, presente, futura. Affermando questo viene meno qualunque presupposto legale per questo processo".

 Sin qua uno dice: vabbé, si difenderanno da soli.

(lo disse anche l'avvocato Franzo Stevens che, in occasione della sesta udienza sostenne che, secondo l'art.6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, i detenuti possono difendersi da soli).



Però l'istituto della difesa d'ufficio è un diritto inalienabile, un collegio di difesa si sarebbe comunque istituito, che le Br lo volessero o meno (anche perché negarglielo avrebbe significato, per paradosso, legittimare la loro "estraneità" alle leggi dell Stato).

E qui c'è la cosa più orribile, perché i brigatisti, per rafforzare il rifiuto della difesa d'ufficio, uccidono l'avvocato Fulvio Croce, presidente dell'associazione degli avvocati torinesi. Freddato sulle scale del palazzo dove ha il suo studio, in via Perrone 5.

Cinque colpi esplosi da una Nagant 7.62. Due in testa, tre in petto.

A premere il grilletto è stato Rocco Micaletto. In nome della giustizia proletaria.

Intervistato anni dopo da Giorgio Bocca, quando gli chiese se era proprio necessario uccidere l'avvocato Croce per dissuadere gli avvocati torinesi dal partecipare al processo, Mario Moretti, altro brigatista storico, rispose: "noi non abbiamo ucciso l'avvocato Croce come persona, ma la sua funzione".

E' in questa spiegazione che c'è tutto l'orrore dell'errore.

In che modo giustifichi una morte per una causa? Rendendola necessaria: ad esempio, nel caso della morte di Croce, perché era disfunzionale per il Sistema che vuoi rovesciare.

Passano gli anni e cambiano gli schemi.

Nell'89 cade il Muro di Berlino.

C'è Tangentopoli.

La discesa in campo di Berlusconi.

C'è l'11 settembre 2001.

Si parla di Impero, Globalizzazione, di lotta al Terrore.

Cambia il mercato del lavoro. Arriva l'esercito degli interinali. Ritorna il precariato, regolarizzato dalla riforma dell'art.30.

E c'è la morte di D'Antona e poi quella di Biagi.

Uccisi  sempre dalle neonate Br in nome d'un'ideologia di "politica e lotta" che però è differente dalla politica e lotta di IRA o ETA, per dire: non ci sono territori da separare o riunificare, ma esiste perché vuole rovesciare rivoluzionariamente un Sistema che negli anni è cambiato più velocemente di questa stessa lotta.

Magari sono cambiati anche loro, i Brigatisti, almeno nella tecnologia (in questi giorni s'è scoperto anche un furgone superaccessoriato per gli appostamenti), e negli obiettivi, ma non nel Metodo che fa tutt'uno con la Teoria.

Perché è un metodo che dà sicurezza, nei suoi meccanismi di consorteria: la doppia-tripla vita, gli stratagemmi (inutili) per non farsi scoprire, i piani discussi a tavolino, gli allenamenti con le armi, il proselitismo. Tutto un armamentario immutato nei decenni, se non negli adeguamenti tecnologici (anche le armi sequestrate sono le stesse).

E' questa coerenza che, per quanto anacronistica, rende letali le nuove Brigate Rosse.

Fa niente se sono quattro gatti. Se i loro bersagli non sono più i caporeparti o i manager della grande industria, ma gli uffici di Sky di Murdoch o la Halliburton di Cheney. O i soliti giuslavoristi, come Inchino. O l'anticristo della seconda repubblica, Silvio Berlusconi. Fa niente se sembrano pagliacci. L'ho scritto e lo ripeto: "le pistole in mano ai pagliacci, sempre pistole restano. Un proiettile, quando parte e uccide, se ne fotte se chi lo spara, ha su un naso rosso. Rosso brigatista".

mercoledì, 14 febbraio 2007
di BellaPiero