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ANSA
Una delle foto incriminate pubblicate da Lucca Oggi.
So che il genere telefilm americano non è il piu' appetibile al pubblico di questo blog, tuttavia dovete sapere che Marco impazzisce letteralmente di fronte alle gesta di casalinghe, naufraghi, medici e altre categorie sociali non specificate.
Certo, sono proprio strani questi personaggi dello star system.
Bella Piero! Io ho "trascurato" il blog ultimamente perchè non trovo che abbia molto senso così com'è: era questo che intendevo con "il panorama mediocre dei blog", un'infinita orda di opinionisti snobistici(me compreso) che emulano i pubblicisti veri, essendo letti da venti persone, che esse stesse considerano la tua opinione un passatempo frivolo mentre bevono il caffelatte. Ecco cosa sono veramente i blogger: intrattenitori da colazione o da nottefonda.
Daniele inizialmente utilizzava questo blog come un suo piccolo banco da lavoro dove faceva esperimenti (riusciti!) e dove "giocava" con le sue passioni (credo), il giornalismo e la politica. Ora il blog è come Ciccsoft (meno curato) o come altri blog collettivi, e lascia un po' il tempo che trova e il rischio dell'inerzia che tu dici è dimostrato. Forse dovremmo ripensare come usare il blog o forse no, sono io che farnetico...
Dovrebbe ritornare alla dimensione "giocosa" delle sue origine, e più che rifarsi al giornalismo - in Italia è pieno di giornali ed opinionisti che sanno tutto, a cosa servono i blogger? - dovrebbe secondo me rifarsi ai giornaletti di satira sconcia, svecchiandosi dalle solite cose della sinistra stereotipo, anzi dovrebbe porsi come obbiettivo, anche aldilà del contenuto e a livello di provocazione, di andare contro gli stereotipi per sua missione: appunto uno scherzoso gioco di satira, becera o raffinata ma contro gli stereotipi e i cliché, come per esempio: "la sinistra è il bene - la destra è la borghesia conservatrice che opprime la classe proletaria" non è sempre così e non esistono neanche più la destra e la sinistra. Oppure lo schierarsi sempre come se si dovesse giurare fedeltà ad uno schieramento, andando invece sulle idee e sulla politica vera e buona, che non sta a sinistra o a destra, ma in certi periodi sta a sinistra ed in altri a destra: io non so se alle prossime elezioni voterò centrosinistra o centrodestra, perchè prendo seriamente in considerazione le proposte che fa il centrodestra dei Berluscones, e non lo personalizzo in Berlusconi, che peraltro mi è simpatico, ma ambendo io a una sinistra socialdemocratica non anticapitalista e non antiliberista per forza, se essa si riduce a bandierine e contentini ideologici come i di.co (anche giusti volendo) o le basi Usa etc...non la condivido più e anzi scrivo che i politici di sinistra sono dei relitti degli anni70...
Fare magari un blog frivolo, trashissimo, scorrettissimo, etc..., non so se ne siamo capaci però. Vabbè ho divagato un po'...forse qualcosa si è capito, ma se ne può anche fare a meno di queste folli considerazioni!
Leggendo e rileggendo i post di Nick (bentornato!) e Piero (pur'atté, bentornato!) e di Luigi, mi rendo conto che le "due scuole di pensiero" sono ben rappresentate,quindi qualsiasi cosa io possa aggiungere - aldilà del partito preso - servirebbe tutt'al più da cornice per un un quadro su cui i colori continuano ad affastellarsi l'uno sull'altro spero non in maniera caotica.
Per comodità, soprattutto mia, allora elencherò dei punti per mettere insieme questa cornice, poi vedremo che ne salta fuori (tanto le cornici si posson sempre cambiare).
1. Nick ha ragione quando si parla di "metafisica della natura umana" e ha finanche ragione quando dice che c'è "una vera battaglia in atto: parte dell'Occidente trascinato da un grande pensatore come Joseph Ratzinger e parte dell'Occidente trascinato dai vari Grillini ed altri più importanti pensatori laici. Non altro".
Il punto è che il grande pensatore Ratzinger è anche papa Benedetto XVI, capo d'uno stato che, per quanto piccolo, ha un potere non indifferente : condizione che non tutti i seri pensatori laici possono soddisfare.
2. La potenza della Chiesa non è solo dettata da quelle prerogative che ha giustamente elencato Piero e che appartengono ai "diritti" (sic!) acquisiti dallo Stato Vaticano negli anni, soprattutto nel nostro paese.
Da quasi duemila anni (visto che i fondatori della Chiesa cattolica sarebbero Pietro e Paolo) questa istituzione è la più grande fabbrica di consensi che la storia umana ricordi. Una multinazionale che, come Nick ci ha riportato, ha 1.057.328.093 di fedeli (sarebbe più corretto dire fidelizzati).
Un'azienda che ha nelle Sacre Scritture le linee guida e nell'Unico Dio e nel Verbo che Si è Fatto Carne i suoi Brand.
Ora questa lettura in marketing style della Chiesa che potrebbe sembrare blasfemia nella mia bocca, ha una testimonianza, al di sopra d'ogni sospetto, nelle parole di monsignor Ernesto Vecchi che, alla domanda: "la Chiesa ha preso lezioni di marketing?" rispose con un laconico:
"Scherziamo? La Chiesa può solo darne, di lezioni. Le aziende mortificano gli uomini misurandone la produzione, noi invece sappiamo valorizzarli. Il marketing? Ha cominciato Gesù, già duemila anni fa".
Gesù quindi è il testimonial perfetto, ma non solo per gli addominali scolpiti (come direbbe Daniele Luttazzi): sarebbe anche il manager che si è immolato per la Causa Aziendale ed attorno al suo sacrificio si è costruito un sistema che tutt'ora è in voga, tutto giocato su un equilibrio di pesi e contrappesi, crediti e debiti dove il senso di colpa, i peccati, la remissione dei medesimi, sono moneta sonante.
Senza intenti polemici: la Chiesa è riuscita ad assimilare (con la persuasione e laddove era stata
necessaria, con la violenza) anche molti dei culti concorrenti, spesso facendone propri molti aspetti, in un amalgama che cancella qualsiasi diversità con il dogma cattolico (ad esempio la mitra che indossano i vescovi s'ispira al copricapo dei faraoni, e la papalina a quello tipico della tradizione ebraica. La stessa "Casa Madre", la Basilica di San Pietro con tutta la piazza antistante, è il trionfo d'una Grandiosità kitsch: un obelisco egizio s'erge al centro della piazza, durante le feste natalizie da anni viene addobbato un albero di natale - ormai dimenticato simbolo dei celti - ma anche la maestosità architettonica della Cappella Sistina con il Giudizio Universale, hanno - nella loro bellezza - la necessità di annichilire: sostituire la valutazione estetica con l'enormità anestetica, per favorire il rapimento estatico).
Ma non solo: tolte le evidenti contraddizioni presenti nelle Sacre Scritture (la CEI ha dovuto fare i salti mortali per armonizzare il Vecchio Testamento con il Nuovo - su cui tutto l'impianto del marketing dell'Ecclesia si poggia - spesso con delle giustificazioni che potrebbero sembrare imbarazzanti: ad esempio commentando i continui incesti che costellano la vita dei patriarchi - incesti da cui sarebbe disceso anche Gesù, a ben vedere - nell'edizione della Bibbia approvata dal CEI si legge che "la morale dell'Antico Testamento non era perfetta e delicata come quella evangelica". Ah, ok, allora si ),la Chiesa ha adottato un sistema di comunicazione totale che le permette di dire tutto ed il contrario di tutto: ad esempio affermare, da un lato, che Paradiso ed Inferno sono (a dire di Giovanni Paolo II) solo delle metafore dell'essere "incorporati" o meno in Cristo e dell'essere "rimasti fedeli alla Sua volontà" oppure no. E continuare, dall'altro, a dire che Paradiso ed Inferno sono luoghi fisici, specie il secondo, in cui - secondo i Gesuiti - si finisce se si pecca di superbia, cioé "affermando sé stessi a scapito di Dio"). Metafora e luogo fisico: due messaggi contrapposti che, ammantati di mistero della Fede, arrivano a tutti, soddisfacendo tutti i gusti: una strategia di comunicazione davvero esemplare che funziona da secoli e che nei secoli s'è affinata.
3. Un piccolo appunto polemico sui totalitarismi che hanno cercato di annientare la Chiesa.
Nick, stai tranquillo: difficilmente la Chiesa potrà essere spazzata via da nazismi e comunismi vari e non solo, putroppo, per la Fede che pervade i credenti (abituati culturalmente all'esempio di immane resistenza dei martiri). Dico purtroppo p
erché sovente la Chiesa è andato a braccetto dei potenti, anche quelli meno present
abili: nel secolo scorso non c'è stato un tiranno che è stato scomunicato dalla Chiesa: così abbiamo avuto un Pinochet con il suo bel funerale cattolico o un Tareq Aziz, cristiano cattolico caldeo, che, processato per la complicità al dittatore Saddam, non ha avuto neanche un richiamo dalla Chiesa cattolica per la vicinanza al tiranno iracheno.
E tuttora abbiamo sacerdoti che senza battere ciglio, celebrano messe in suffragio di mafiosi morti perché s'interceda con la preghiera al passaggio dal carcere duro del Purgatorio, al Paradiso a piede libero. Tenuto conto che ci sono preti morti per aver lottato le mafie, un minimo di polso fermo ci sarebbe voluto, visto che nessuna misericordia è stata mostrata nei confronti di Piergiorgio Welby. Spero che il tariffario che si applichi alle messe per i mafiosi sia scandalosamente più alto che per le persone perbene, ma ci credo poco.
Chiuso l'appunto polemico.
4. il punto per cui Luigi è uscito fuori tema: la metafisica della natura umana.
Se per metafisica intendiamo "la parte della filosofia che studia l’essere in quanto essere, ossia i principi primi della realtà universale, al di là della conoscenza sensibile e dell’esperienza diretta dell’uomo", allora la faccenda diventa delicata, perché la Chiesa su questi principi primi, visto che ci ha fondato il suo Marchio, vuole avere l'esclusiva.
E avere l'esclusiva significa mostrare sia l'Unicità del proprio Brand, ma anche la sua manifesta superiorit
à non solo sulle altre religioni, ma anche su tutte quelle filosofie che proporrebbero visioni alternative, visto che "quando la fede è scarsa, la gente cerca appagamento nell'esoterismo" (parole del cardinale Julian Herranz, vicino all'Opus Dei.
Che fa la chiesa in questi casi? Si muove su due binari: da un lato cerca di dimostrare l'Eccellenza e la Superiorità del suo Marchio, dall'altro prova con lo "spionaggio industriale" a sondare le filosofie pericolose che comunque indagano sull'autotrascendenza della natura umana (nelle versioni "scorrette"), spionaggio ch
e però a volte dà risultati controproducenti.
E' quello che avvenne al gesuita indiano Anthony De Mello che, studiando anche filosofie orientali come il Buddismo ed il Taoismo, arrivò a sviluppare delle riflessioni giudicate perniciose per l'impianto della fede della Chiesa, tanto da meritarsi, il 24 giugno del 1998 (undici anni dopo la sua morte) una bolla d'ammonizione dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (presieduta dall'allora cardinale Joseph Ratzinger), in cui si legge, tra l'altro: "De Mello mostra apprezzamento per Gesù, del quale si dichiara "discepolo". Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L'unica differenza con gli altri uomini è che Gesù era "sveglio" e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli uomini sono figli di Dio".
Quindi si trattava di una via si, metafisica, per l'autotrascendenza della natura umana, ma purtroppo non corretta.
5. Quindi il confronto si pone tra grandi pensatori laici ed un'Ecclesia che basa sull'infallibilità del suo massimo rappresentante (infallibilità sancita da Pio IX nel 1870) buona parte dei precetti che un buon credente deve seguire.
Così si parla, per esempio, di "amore cristiano", mettendo un'etichetta ad un concetto - quello dell'amore - che non solo è universale, ma ha tantissime sfumature sovente anche carnali, che però vengono viste ipso facto come sbagliate se non rientrano in quelle sancite dalla Chiesa.
Attenzione, nessuno dice che non debba esistere una definizione dell'amore cristiano, ma che questo sia l'Amore per Antonomasia ce ne corre: se si ha il libero arbitrio che libero arbitrio è se comunque ci viene dato da un'Entità per quanto Grande e Misericordiosa, secondo, cioè, i confini stabiliti dalla Chiesa?
6. A questo punto tocca parlare anche della differenza che si viene a stabilire tra essere laici e laicisti.
Perché, secondo la Chiesa, esistono dei laici buoni (ad esempio quelli di organizzazioni come l'Opus Dei, - il cui fondatore è stato beatificato a tempi record da Giovanni Paolo II - o come quelli di Comunione e Liberazione) ed i laici cattivi (o laicisti appunto), giacché il laicismo, come scrive don Gianni Bage
t Bozzo, "è una definizione della laicità come contrapposizione alla religione", mentre invece "La laicità, come i cattolici la intendono e come è ormai scritta in tutti i testi costituzionali democratici, è l'affermazione di un principio formale di composizione dei conflitti senza definizione del loro contenuto. I cattolici italiani si sono inchinati, con il consenso della gerarchia, alla decisione del Parlamento e del corpo elettorale che introducevano nella legislazione italiana il divorzio e l'aborto."
Verrebbe d'aggiungere, grazi'al cazzo, ma è quel "con il consenso della gerarchia" che dovrebbe farci riflettere.
7. In realtà toccherebbe fare attenzione anche al così detto relativismo debole.
Quello che uno dei pensatori laici che si scontrano col pensatore Ratzinger, cioé Giovanni Jervis critica scrivendo:
"Il relativista è ostile a tutte le posizioni «forti», specie se istituzionalizzate: però sembra non prendere mai in esame la forza, e anche l'aggressività, della propria posizione. Se è vero che predica di lasciar fiorire i cento fiori delle culture e delle opinioni, in pratica ha le sue preferenze, talora persino faziose, e in ogni caso tende a considerare se stesso come un fiore migliore degli altri".
Ed è il rischio di un multiculturalismo che si erge come bene primario da tutelare, magari ponendolo anche al di sopra di diritti inalienabili della persona.
8. Allora il quesito diventa: è possibile stabilire un confronto con un'Istituzione che piuttosto che competere (dal latino: cum "con", petere "andare verso", quindi "incontrarsi") preferisce "surpetere" (neologismo che indica andare al di sopra, quindi bypassando il confronto)?
(ironia del dizionario: la parola Ecclesia indica sia la Chiesa, e la comunità dei fedeli, sia, nell'antica Grecia, l'assemblea generale dei cittadini, che nei regimi democratici aveva prerogative sovrane, quale delle due definizioni è andata smarrita, quando si parla della nostra Azienda?).
Anche perché è aumentato il numero di persone che affermano la verità "assoluta" del loro credo religioso, quindi, allo stato dell'arte, la lotta di Joseph Ratzinger alias papa Benedetto XVI contro il relativismo debole, vede il campione della Chiesa cattolica Apostolica vincente.
Inutile dire che nel discorso pro o contro i Dico allora le ragioni della CEI, così come quelle del Papa, trovino una sponda davvero favorevole all'interno del nostro Parlamento, dove essere cattolici è una condizione "sine qua non" si possa avere un'autotrascendenza della natura umana corretta, con buona pace di tutti i pensatori laici (e non laicisti) che senza il consenso di alcuna gerarchia, cercano un confronto con la più grande Azienda di marketing mai esistita al mondo.
La lettera di Veronica Lario in Berlusconi pubblicata su Repubblica lascia spazio ad alcune considerazioni che vanno da una situazione particolare (quella dei pacs) ad una più generale (che è la nascita di questa politica ibrida, una meta-politica, dove la famiglia interviene direttamente nel panorama politico, assumendo perciò un ruolo attivo e non solo passivo).
Partiamo dalle considerazioni particolari.
Da due giorni a questa parte c'è stata un'ulteriore girandola di polemiche relative alla vicenda dei Pacs, innescate, da un lato, dalla dichiarazione del ministro Mastella che, sulle unioni di fatto, poneva una questione di principio su cui far anche cadere il governo (pericolo rientrato: chiedendo il parere di diversi esperti, il ministro di Ceppaloni s'è convinto che, in caso di abbandono del dicastero, non può uscire dagli uffici con la poltrona avvitata alle chiappe senza incastrarsi nei corridoi. La tal cosa l'ha fatto desistere), dall'altro le aperture da parte del presidente Napolitano (che ha detto di tener conto del parere dei cattolici, per andare alla ricerca d'una sintesi. Ora Eminenze Eccellentissime hanno detto che è bello ciò che ha dichiarato Napolitano, ma che sintesi non significa compromesso o cedimento. Semplicemente una legge sui Pacs non si deve fare "altrimenti reagiremo nelle maniere più opportune". Ohibò e che vorra mai dire? mmm... prevedo pioggie di rane sulle case di lesbiche, gay e coppie di fatto. I primogeniti moriranno solo laddove la fecondazione assistita lo consente) e, fondamentale per il nostro caso, l'apertura di esponenti del centro-destra, uno su tutti l'on.Pecorella di Forza Italia che, in un'intervista sul Corriere di ieri s'era detto "possibilista" (sic!) in merito ad una legge sui Pacs.
Al che vien fuori la notizia che il presidente della CEI, cardinale Ruini, abbia chiamato Silvio per bloccare il progetto della sinistra. Da qui la presa di posizione esternata ieri dallo stesso Silvio che, come ben sappiamo, appena ha un'occasione di dar addosso ai "comunisti" la sfrutta, e che, in sostanza, ritiene che ciò che propone questa sinistra è "anti-cristiano" tout court. Come termine "anti-cristiano" è un po' forte, sarebbe stato meglio "anti-cattolico", ma Ruini ha incassato il sostegno anche perché, a suo dire, la Chiesa non si abbassa a trattare col mondo politico, ma a mantenere un dialogo costante (e, se ce ne fosse bisogno, a far scatenare milioni di locuste. E a far piovere rane, ovvio).
Subito i dissidenti del Polo rinserrano i ranghi (Pecorella fa una mezza marcia indietro dicendo che se questo voto servisse a sostenere il governo, allora è giusto non darlo. Cosa non si fa per coerenza, eh?).
Normali dinamiche parlamentari? Si. Ma qui interviene la meta-politica con la lettera di Veronica Lario, che è una lettera dirompente sia per forma che i contenuti.
Per forma perché l'ha pubblicata sul giornale principalmente avverso al consorte (una sorta di sgarbo che ha di per sé una forte valenza politica), sia per quel sentirsi la "metà di niente", come il personaggio del romanzo di Catherine Dunne,(anche se, ad essere sinceri, la protagonista del romanzo è lasciata sola nell'indigenza) indicando quindi una via che è completa antitesi di quel che sostengono i difensori della famiglia come baluardo costituzionalmente legittimato, proprio perché smerda quella congerie di "chi-predica-bene-e-razzola-male" distribuiti in maniera bi-partisan che si oppongono a qualsiasi cosa riguardi i Pacs (a cominciare dal retro-marcista Pecorella che non solo è separato, ma è stato anche più volte convivente).
Ho letto con molto interesse ed attenzione il post di Marfald84 (tra l'altro me lo aspettavo un suo post). E' un argomento, questo, già trattato su questo blog e di cui probabilmente si ritratterà in futuro. La penso in un certo modo, che spero non risulti "bigotto", ma neanche troppo lassista. Per comodità (più mia che vostra), vi copincollo un post scritto per il mio blog lo scorso 23 settembre...
Il vizio dell'agnello
Quando Natasha Kumpusch si è liberata dal sequestratore che l'ha tenuta prigioniera per una decina d'anni, di questa bionda ragazzina austriaca han colpito soprattutto la maturità e la proprietà di linguaggio (mettendo in secondo piano gli aspetti più ambigui della sua vicenda, uno su tutti, l'altra prospettiva della storia, visto che il suo rapitore è morto poco dopo la sua fuga e non potrà mai raccontare cos'è accaduto, come mi ha fatto notare giustamente Michaela, una mia amica).
Rispondo al post di visko che aveva sollevato il problema.Ed eccomi qui... Anche io imbarcato su questa nave,che veleggia tra i tortuosi mari della rete... Un grazie a Daniele per avermi invitato a bordo.
Mi presento:sono Fulvio,il Don per gli amici.
Da un pezzo facevo visita a questo blog,dove nei vari post vengono trattate argomentazioni interessanti,e tra l'altro ben scritte...
Cercherò di fornire spunti ed occasioni di discussione dalla mia Partenope,terra di artisti e filosofi,scissionisti e affiliati... Una città dove tutto è il contrario di tutto,e che troppo spesso balza agli occhi della cronaca per le sue vicissitudini.
Ma,citando i versi di una canzone del trio comico "La Smorfia",nonostante le strade crollino,il mare inquinato,case come prigioni... Napoli è sempre il paese del sole,il paese del mandolino...
E dove,ad un panorama del genere..![]() |
..si contrappone la visione del quotidiano.. |
Dopo il Ministero dell'Istruzione e i Carabinieri il nostro contatore Shinystat ieri ha rilevato altri due contatti eccellenti: un log effettuato dal municipio del comune di Bologna e uno dalla sede della CGIL Nazionale.
Che il nostro ClownsBlog sia riuscito a mettere d'accordo perfino Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani che qualche giorno fa si erano presi a sberle mediatiche a causa dell'addizione comunale sull'IRPEF decisa dal sindaco di Bologna e fortemente osteggiata dal segretario nazionale della CGIL?
Anche se non fosse, ci fa piacere pensarla così.

Ordunque...ehmm...siamo qua, nel meraviglioso mondo dei clown, che ficata. Si può dire ficata?
Io ci entro a pennello, credo. Me lo son meritato sul campo, visto che pochi giorni fa, uscendo dalla doccia, ho fatto uno scivolone degno del miglior charlie chaplin. E ancora ne sento i postumi sul groppone. E' sufficiente? Comunque mi presento: gigi è il mio nome, luigi all'anagrafe. Il salento è la mia terra di provenienza, l'emilia romagna è stata la mia terra di transito, quella d'arrivo, ancora, non lo so.
Faccio "visita" a questo blog da un pò di tempo. Emicranie a parte (scherzooooo!) lo trovo molto interessante. Più o meno com è interessante questa nostra stimata società. Così affascinante, così malata, così post-moderna, così antica, così illogica, così oscura.
"Fatevi disprezzare, dissentite quanto potete. Fatevi un gazebo oblungo, amate gli sciocchi artisti beoni, i buffoni, le loro rivolte senza senso, le tenerezze di morte, i cieli di prugna, le assolutezze, i desideri di volare, le risorse del corpo, i misteri di donna Catena. Fate fogli di poesia, poeti, vendeteli per poche lire"...O almeno così si esprimeva un vecchio poeta/scrittore delle mie parti. Che in un blog come questo, magari, c'avrebbe sguazzato a meraviglia...
Ciao a tutti.. allora, volevo scrivere un ulteriore post per sottoporre alcuni argomenti affrontati nei commenti, ma il pc s'è spento a 3/4 di ciò che avevo scritto e mi sono depresso... comunque ci riprovo, magari più sinteticamente (evvai, penserà qualcuno...
)
Allora:
1. Vendicatore, hai ragione su tutti i fronti, soprattutto sul "dividi et impera", Giorgio Galli nel suo Piombo Rosso (ed. baldini castoldi-dalai) dà un'interpretazione sul perché i gruppi di lotta armata di sinistra son sempre stati lasciati liberi di fare omicidi e sequestri in un continuo tirare-e-mollare la corda da parte dei servizi. Paranoia? Forse, ma il nostro è il paese delle stragi di stato e di ingerenze dell'intelligence (Pollari docet).si sa mai. Inoltre le coincidenze con la lotta vittoriosa dei francesi dello scorso febbraio ci sono tutte,visto che l'occupazione dell'università di Roma inizia il primo febbraio '77 con un "prologo" il 26 dicembre '76 con l'occupazione di Lettere a Palermo.
2. jena, tu scrivi "Insomma i manifestanti sono sempre i buoni, i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri gli stronzi!": beh, non è sempre così: specie quando si tratta di ragazzi, scegliere tra una divisa e la lotta (finanche quell'armata) all'epoca era una scelta dettata da tanti, troppi fattori (e spesso indotta da cattivi maestri, su entrambi i fronti). Lo Russo pare avesse una pistola quando fu ucciso a marzo, ma anche il 1° febbraio a Roma ci furono scontri e qualcuno tra i manifestanti tirò fuori pistole: ne pagò le conseguenze, per esempio, Domenico Arboretti, agente di 24 anni, colpito alla testa: è completamente paralizzato da allora. A Genova fu diverso. Placanica non è neanche sicuro di aver sparato, di certo è stato festeggiato dai suoi commilitoni, ma neanche questo è il punto: se ragazzi di leva sono mandati al macello, la colpa è da far risalire alla catena di comando. Nel '77 tutti sapevano quel che facevano. Perché lo facessero è una questione più delicata...

In questi giorni il nostro blog viene raggiunto da IP molto singolari. Dieci minuti fa ci ha contatto un PC direttamente loggato "Arma dei Carabinieri". Salutiamo con cordialità la benemerita sperando di non essere oggetto di nessuna indagine.

1. Stamattina ci ha visitato un PC direttamente dal Ministero dell'Istruzione. Mi chiedo se qualcuno privo di ispirazione abbia voluto leggere la bufala dello scorso anno per redigere le prossime tracce dei temi per l'esame di maturità. Può darsi?

2. Chi diavolo ci legge quotidianamente dagli USA? Ma soprattutto, chi è che ci visita dal Perù?
Lo ammetto: io sono o, per meglio dire, sono stato un "travaglista": se ho smesso non è perché mi trovi in disaccordo con quel che Marco Travaglio riporta (a conti fatti lui evidenzia le contraddizioni che emergono tra quelle che dovrebbero essere le consenguenze "logiche" di opere [o omissioni] di politici, giornalisti, affaristi ed i compromessi della "real politik" che su tutto stendono un velo pietoso), ma perché oramai i comportamenti dei suddetti politici, giornalisti e affaristi con un po' di costanza, li possiam seguire direttamente noi stessi tanto questi personaggi ("diabolici" nel perserverare) li ripetono con più o meno sfacciatagine e possiamo seguirli senza comprare l'ennesimo libro di Travaglio.
E - seconda ammissione - io ero contrario a questo tipo di indulto: il motivo è quello evidenziato anche da Daniele: l'accordo sottobanco che ha reso il provvedimento trasversale, cioè comprendere, nei reati indultati, anche quelli finanziari (così ne han beneficiato, paradossalmente, anche quei condannati che in carcere, per un motivo e per l'altro, non ci sono neanche finiti, se non per qualche giorno). La vita carceraria italiana è pessima per motivi contingenti. Per fare un esempio:la carcerazione preventiva è legata alla durata dei processi legata, a sua volta, alla carenza di organizzazione nei tribunali. Svuotare le prigioni da piccoli delinquenti (magari extracomunitari o tossici) è pacifico, ma in certi casi sarebbe stato più saggio valutare chi doveva rimanere dentro, specie in alcune realtà problematiche (leggi: Napoli). Se poi le prigioni "svuotate" si andranno a riempir di nuovo nel giro di un anno, non sarà stata una sorpresa per i nostri legislatori perché, presumo, avranno previsto che basterà un anno per cambiare radicalmente l'ordinamento giuridico ed il sistema carcerario del Belpaese (si, sto facendo il sarcastico).
Però Daniele, nel suo post, ha introdotto un argomento abbastanza delicato, quello dell'anti-politica.
Per stabilire cos'è l'anti-politica dovremmo prima capire cosa intendiamo per politica.
Prendendo per buona la definizione del De mauro-Paravia on line, la politica è "la teoria e pratica che ha come oggetto l’organizzazione e il governo dello stato" ed ancora: "il complesso dei fini cui tende uno stato e l’insieme dei mezzi impiegati per ottenerli".
In tal senso i politici allora sarebbero degli strateghi che, qualora non siano eccellenze in qualsiasi campo dello scibile umano, in compenso hanno la sagacia di saper scegliere collaboratori validi soprattutto nel campo in cui devono lavorare (così potremmo anche giustificare perché un Mastella, laureato in lettere, sia finito ad amministrare la Giustizia).
E per contro, l'anti-politica sarebbe rappresentata egregiamente dal nemico dei "mestieranti" della stessa (cioé quelli che "non hanno mai lavorato in vita loro"): sua Eccellenza l'On. Cav. Silvio Berlusconi, grande imprenditore che s'è sacrificato per il bene del Paese.
Però noi sappiamo anche che Berlusconi è un populista, che è l'uomo che ha piegato la Res Pubblica alle faccende personali sue e degli amici suoi, l'uomo che ha cavalcato "paure ataviche" tirando fuori scontri di civiltà e libri neri del Comunismo, laddove anche quelli che si chiamano comunisti, manco ci credono più nella rivoluzione proletaria.Berlusconi è l'esponente post-moderno della politica, anzi: è l'esempio vivente della "bio-politica" dove si venera il "Corpo del Re": un Alessandro Magno brianzolo che, con un sorriso disinvolto, taglia i nodi gordiani che imbrigliano le sue capacità sopraffine di statista a colpi di spada di Damocle.
Quindi l'anti-politica equivarebbe alla bio-politica populista?