giovedì, 15 febbraio 2007
di DanieleLombardi

Un commento all'ultima playlist ci ricordava di aver dimenticato nell'omaggio al 1967 il mitico The Piper At The Gates Of Dawn dei Pink Floyd con cui il gruppo fa il suo esordio sulle scena psichedelica mondiale (a dire la verità ci siamo volontariamente dimenticati anche di Velvet Undergound&Nico, sempre del 1967: ma questa è un'altra storia, o meglio un altro post). Comunque radioclown rimedia all'omissione proponendo per questa settimana l'intero album. Il disco è un manifesto agghiacciante di musica totalmente fuori dagli schemi, e istantanea particolareggiata dell’epoca in cui uscì. I brani sono tutti di Syd Barrett, eccetto Take up thy stethoscope and walk composta da Roger Waters ed Interstellar overdrive e Pow R. Toc H. a firma di tutti e quattro i membri. Il titolo dell'album (in italiano: "Il pifferaio ai cancelli dell'alba") è tratto dal settimo capitolo del libro Il vento nei salici (The Wind in the Willows) di Kenneth Grahame, a sua volta facente riferimento al dio Pan della mitologia greca. Il brano The Gnome è stato ispirato dal libro di J. R. R. Tolkien Il Signore degli Anelli: sembra infatti che si parli del viaggio di Frodo. Invece il titolo e parte del testo di Chapter 24 è preso da uno dei libri preferiti di Barrett, il capitolo 24 dello I Ching. E non finisce qui: nelle canzoni si parla di Giove, si cita il "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare, si narrano le gesta di Lucifer Sam e  e si parla di uno spaventapasseri. L'album si chiude sulla divertentissima Bike, che da sola può rendere chiara la grandezza della figura di Syd Barrett: un folletto musicale dotato di una mente capace di aprire sipari su mondi insospettabili e sconosciuti, e di farli entrare in collisione con un gusto musicale raffinatissimo e originale, sorta di mistura esplosiva fra psichedelia, pop e ballate medioevali. Buon ascolto!

Playlist di questa settimana:
Astronomy Domine
Lucifer Sam
Matilda Mother
Flaming
Pow R. Toc H.
Take Up Thy Syethoscope And Walk
Interstellar Overdrive
The Gnome
Chapter 24
Scarecrow
Bike

domenica, 04 febbraio 2007
di DanieleLombardi

"I read the news today oh boy Four thousand holes in Blackburn, Lancashire /  And though the holes were rather small They had to count them all /  Now they know how many holes it takes to fill the Albert Hall. /  I'd love to turn you on."
A day in the life, The Beatles, 1967

Dopo l'omaggio al 1977 e quello a Luigi Tenco radioclown rimane nei pressi del 1967 approdando alle piu' belle canzoni di esattamente quarant'anni fa.  Il 1967 fu un anno fatidico, per la storia del rock. L'uscita del disco Sergent Pepper's lonely hearts club band, cambierà il modo di fare musica pop.  Per la prima volta nella storia del rock un disco usciva pubblicando i testi delle canzoni: si parlava di viaggi lisergici, di miti collettivi e del valore dell'amicizia e di sogni pacifisti (A day in the life). Praticamente la summa del pensiero hippie. I ragazzi di tutto il mondo si sentivano, in quegli anni, ‘figli dei fiori'. E sempre nel 1967 vengono pubblicati alcuni tra i migliori album di sempre:  Are You Experienced (Jimi Hendrix), Disraeli Gears (Cream), The Doors (The Doors). Così mentre per gli Usa e l'Inghilterra la musica stava diventando una bandiera per realizzare una società nuova, in Italia la musica continuava ad essere solo divertimento...quella Bandiera gialla, I Pugni chiusi, come La pelle nera: non erano certo canzoni di protesta. Pietre fu uno dei primi timidi assaggi per canzoni impegnate; ma la platea di Sanremo era per ammiccamenti pro '45 giri': il mercato del disco più diffuso.  Le canzoni impegnate sarebbero arrivate di lì a poco. E poi ancora: il successo di vendite di Theme from Dr. Zhivago, la colonna sonora del film Il Dottor Zivago (Lara's theme), musicata da Bob Mitchell. Subito dopo si piazzava A chi (Hurt), un successo per Fausto Leali. L'altro successo insuperabile fu A whiter shade of pale dei Procol Harum diventata, nella cover italiana, Senza luce dei Dik Dik. Infine poi d'improvviso esplode l'annuncio: Dio è morto, dei Nomadi. Dío è morto...ai bordi delle strade / Dio è morto, nelle auto prese a rate / Dio è morto, nei miti dell'estate / Dio è morto....  Ciò detto (e non era poco), ecco a voi la playlist.

Playlist di questa settimana:
A day in the life - The beatles
Hey Joe - Jimi Hendrix
Sunshine Of Your Love - Cream
Light my fire - The Doors
Bandiera gialla - Equipe 84
I pugni chiusi - I ribelli
La pelle nera - Rocky Roberts
Pietre - Antoine
Tema del dottor Zivago - Bob Mitchell
A chi - Fausto Leali
A whiter shade of pale - Procol Harum
Dio è morto - Nomadi

sabato, 27 gennaio 2007
di DanieleLombardi

"Ragazzo mio, un giorno ti diranno che tuo padre / aveva per la testa grandi idee / ma in fondo, poi non ha concluso niente / non devi credere, no / vogliono far di te un uomo piccolo, una barca senza vela / Ma tu non credere,no, / che appena s'alza il mare gli uomini senza idee, / per primi vanno a fondo."
Luigi Tenco, Ragazzo Mio, 1965

Esattamente quarant'anni fa, nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967, moriva con un colpo di pistola alla tempia Luigi Tenco, del quale abbiamo già parlato su questo blog tempo fa. Scandaloso e innovativo, appassionato e sognatore, bello e tenebroso, Luigi Tenco è stato un cantautore di straordinaria sensibilità per la fierezza e la semplicità con cui ha rappresentato le sue storie musicali. Un talento raro in grado di dare corpo alle inquietudini giovanili di  un'epoca che si stava avvicinando al '68. Ben prima di De Andrè, Tenco è riuscito a dare forza espresiva a una serie di canzoni che parlavano insieme di incontri romantici e di sogni di libertà.  Per l'occasione radioclown lo ricorderà con canzoni del suo repertorio da "Lontano Lontano" fino a "Ragazzo mio". Ma non solo: per evidenziare quanto Tenco abbia influito il mondo della canzone d'autore ascolteremo anche Preghiera in Gennaio dedicategli da Fabrizio De Andrè e Festival canzone di Francesco De Gregori scritta sulla vicenda Tenco. In più una chicca: Tenco che canta La risposta è caduta nel vento, cover italiana di "Blowin in the wind" di Bob Dylan. Buon ascolto!

Playlist di questa settimana:
Festival - Francesco De Gregori
La risposta è caduta nel vento - Luigi Tenco (Dylan cover)
Preghiera in gennaio - Fabrizio De Andrè
Vedrai vedrai - Luigi Tenco
Cara Maestra - Luigi Tenco
Ragazzo mio - Luigi Tenco
Mi sono innamorato di te - Luigi Tenco
Lontano lontano . Luigi Tenco
Ciao Amore Ciao - Luigi Tenco
E se ci diranno - Luigi Tenco
Ho capito che ti amo - Luigi Tenco

martedì, 23 gennaio 2007
di DanieleLombardi

"...il mio mitra è un contrabbasso che ti spara sulla faccia ciò che pensa della vita \ con il suono delle dita si combatte una battaglia \ che ci porta sulle strade, della gente che sa amare".
Gioia e Rivoluzione, da "Crac", Area, 1975

Come potete vedere nella prima colonnina a destra del blog, ritorna radioclown dopo un lungo periodo di pausa. Questa volta si basa sul software di radioblog e ogni settimana troverete una playlist nuova attinente ai contenuti trattati dal blog o semplicemente dettata dalle vostre richieste. Per questa settimana visto i temi trattati dagli ultimi post ascolteremo alcuni canzoni di moda nel '77 (e su o giù di lì), fra e nel movimento, ma anche fuori. Buon ascolto!

Playlist di questa settimana
Gioia e Rivoluzione - Area
Lavorare con lentezza - Enzo del Re
Due Zingari - Francesco De Gregori
Ma chi ha detto che non c'è - Gianfranco Manfredi
Non può morire un'idea - Ivano Fossati
Street Hassle - Lou Reed
Zombie di tutto il mondo unitevi - Gianfranco Manfredi
Always Crashing in the same car - David Bowie
Alice - Francesco De Gregori
Mio fratello è figlio unico - Rino Gaetano

giovedì, 02 febbraio 2006
di DanieleLombardi

Mentre vi sto scrivendo in queste ore il nuovo singolo di Francesco De Gregori sta passando in anteprima nelle radio nazionali. Una canzone bellissima questa Cardiologia, leggera e struggente. Un testo intenso, immagini poetiche che si rincorrono in quell'atmosfera elegante che solo il principe può creare. Il tutto accompagnato da una semplice e dolce melodia di pianoforte. Una scelta coraggiosa, questa, di Francesco De Gregori: aver lanciato come prima canzone del suo nuovo album (che uscirà a a metà febbraio) un pezzo che ha poco a vedere con la  logica commerciale dei "singoli" e che forse non conquisterà grandi masse di pubblico. Ma non importa. Forse c'era davvero bisogno di un salto d'orgoglio poetico nello stragrande nulla della musica di oggi in Italia. E poi questa canzone, con la sua voce soffiata e le sue parole sognanti, ha già commosso questo vecchio clown malinconico. Per l'occasione radioclown passerà in loop Cardiologia in esclusiva. Buon ascolto.

ps
Un ringraziamento all'amico Culo di Gomma che ha "catturato" la canzone dalla radio e me l'ha gentilmente passata.

Cardiologia
(Francesco De Gregori)

Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere
A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato
L’amore ha sempre fame, non l’avevi notato
E dice sempre con disinvoltura
Senza paura dice: “mai”, senza paura mai.

Che si veste di bianco per scandalizzare
E compra rose a dozzine
E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene
Che si gioca per vincere e chi vince è perduto
Con una chiave ed un numero il mano
Tutta la notte aspettare un saluto
E a pensare: “ti amo”

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente

martedì, 24 gennaio 2006
di DanieleLombardi

E' online radioclown, un piccolo esperimento di questo blog. Shoutcast come sapete dà la possibilità di farsi una radio via internet in pochi minuti. E io c'ho provato. Chi vuole leggersi il mio blog potrà farlo anche ascoltando la mia radio, basta che abbiate installato winamp. Una specie di colonna sonora alla lettura. Il mio enorme archivio mp3 mi darà la possibilità di passare musica quasi tutte le sere, e in più ho previsto delle settimane tematiche in omaggio a artisti e gruppi vari del passato. Se avete richieste potete farle liberamente, ma ovviamente non passerò Pausini, Albano et simila. Per il resto, buon ascolto.