lunedì, 11 settembre 2006
di DanieleLombardi

In questi giorni i giornali lucchesi sono infuocati da un dibattito appassionato: Mc Donald’s si, Mc Donalds no. E’ stata la scoperta dell’esistenza di un progetto che prevede l’installazione nel centro storico della città (all’interno della mura) di un nuovo fast-food firmato Mc Donald’s. Sarebbe il secondo perchè uno si trova già da alcuni anni all’uscita principale dell’autrostrada, nell’immediata periferia cittadina. Qualcuno dice: sarebbe una vergogna. Qualcun’altro dice che in fondo non ci sarebbe niente di male. Dico la mia? Beh, a parte l’orrenda immagine che ho nel pensare a una struttura plastificata e colorata in pieno centro storico lucchese, mi ricordo un episodio al riguardo per sfatare il mito che una simile misura farebbe bene al turismo lucchese. Qualche anno fa un’artista fama internazionale come David Bowie arrivò nella nostra città per un suo concerto. Piu’ tardi alla stampa dichiarò: “Appena abbiamo passato il cartello 'Benvenuti a Lucca' la prima cosa che ho visto è stata McDonald's e penso che sia lo schiacciamento di culture individuali a costituire fonte di grossa preoccupazione.” Come non dare torto a Bowie che, magari, appena arrivato in città avrebbe voluto gustarsi qualcosa di tipicamente lucchese, provinciale e genuino e appena sboccato dall'autostrada si ritrova un Mc Drive che nella sua New York pulullano ad ogni chilometro di strada? Un panino del Mac mangiato nella grande mela ha lo stesso e identico sapore di un panino del Mac di Lucca. Al contrario provate voi a trovare un ottimo buccellato a New York se ci riuscite. E’ la globalizzazione, bellezza!

mercoledì, 05 luglio 2006
di DanieleLombardi

Beh, non sono mai stato un nazionalista, nè un fervente italiano. L'inno nazionale mi fa schifo e la bandiera la userei piacevolmente per pulirmi il deretano come usa fare Bossi. Però non posso nascondere la soddisfazione di vedere affondata la corazzata tedesca sotto i colpi implacabili di Grosso e Del Piero, in quel modo rocambolesco e mitico, a un passo dai temuti rigori. Non posso nemmeno non ostentare l'orgoglio di avere dalla nostra una saracinesca come portiere (Buffon) e una barriera invalicabile in difesa, il nuovo muro di Berlino (Cannavaro). E anche se la presenza in campo di Totti o di quell'impedito di Camoranesi mi irrita non poco, non posso che salvare tutti questi meravigliosi ragazzi. Perchè per una volta tanto questo paese diviso fra brave persone di destra e coglioni di sinistra ha trovato un ragione per ubriacarsi insieme di gioia. O, ancora piu' retoricamente parlando, nel momento in cui la merda che viene a galla da calciopoli sta facendo del nostro calcio una barzeletta internazionale (Italiani: pizza, mafia e Moggi), i tifosi italiani abbandonano il marcio squallore delle squadre da club e riscoprono il valore della squadra nazionale. E poi diciamolo, i crucchi ci stanno davvero sulle palle da piu' di un secolo, è un sentimento intriso nel codice genetico dell'italiano medio. Si lo so, queste mie sono parole al vento e alla fine è tutto "Panem et circenses" come sentenziavano i romani: il popolo ha bisogno di qualcosa a cui credere, gli italiani bandierari sono tutti uniti nel calcio, unica patria di sempre, altro che risorgimento. Ma non riesco a farne  una colpa di questo. Per una sera si può anche mangiarsi una pizza e suonare il mandolino tutti assieme allegramente. Da domani di nuovo nemici. Comunque anche io ho carosellato ieri sera, per le strade della mia Lucca. Sotto, la video testimonianza.

Carosello a Lucca

lunedì, 26 giugno 2006
di DanieleLombardi

Premessa: la scorsa domenica notte tre persone si sono infiltrate nel "Mama mia", storica discoteca gblt di Torre del Lago ed hanno aggredito il cuoco del locale. La notizia è qui. Identificati dagli astanti come tre neofascisti di Pisa. Episodio vergognoso e deplorevole: c'è poco da scherzare su questo.

C'è molto da ridere se invece ci mettiamo a leggere un comunicato di Forza Nuova di Lucca sull'accaduto, preso paro paro dal loro blog. Lo riporto integralmente qui sotto. Le esilaranti elucubrazioni politiche, nonchè il "folto" linguaggio da baretto dello sport, si commentano oggettivamente da sè. Ma in un impeto di masochismo intellettuale ho scritto alcune mie considerazioni che troverete in calce ai paragrafi. Consigliato sopratutto a chi ha ancora dubbi circa l'imbecillità che accompagna perennemente chi ha votato Balduini ad Altopascio.

Buona lettura.

Ma sara' andata veramente cosi'..???..o sara' come e' successo recentemente in Germania dove accusavano alcuni skinheads del luogo di aver aggredito un italiano , salvo poi dopo alcuni giorni smentire tutto..????
Si, probabilmente è una distorsione mediatica dei fatti accaduti. Dall’altra parte, si sa, la marmaglia massonica-bolsevica che guida le testate giornalistiche ha sempre travisato la storia fin dal passato: basti ricordare la vergognosa invenzione di quello pseudo-sterminio di massa che hanno definito “olocausto”.
C'entra qualcosa la parola FASCISTA con questa presunta aggressione ( non potrebbe essere per esempio legittima difesa ..)..Dalla foto sui quotidiani si vede questo cuoco omosessuale ( come viene definito dai quotidiani ) con un piccolo cerotto, ma con un Titolone : AGGRESSIONE FASCISTA..!!!..nello stile sembra di sentire EMILIO FEDE che grida : ATTENTATO !!!!!!!!
Giustamente un cerotto non è abbastanza per parlare di aggressione fascista. Ci vorrebbe almeno qualche arto rotto, meglio se il naso in frantumi come successo a qualcun’altro in lucchesia. E poi erano solo in tre contro uno: di solito sono in cinque o in sei. E, giustamente, chi ha mai detto che fossero fascisti? Che, mentre se ne andassero, cantessero “Faccetta nera” è solo un’astuta manovra di depistaggio. E poi erano pure stonati.
Titoloni ad effetto !!!..Ma questi ragazzi non potrebbero essere stati loro stessi AGGREDITI dai Buttafuori, ( che come dice la cronaca : I buttafuori sono riusciti ad allontanare il gruppetto..)?? oltretutto in che modo saranno stati allontanati dal Buttafuori ??..Magari sono stati insultati , picchiati loro stessi e si sono difesi..
Elementare, Watson. Il colpevole è sempre il maggiordomo, in questo caso il temibile buttafuori. Un omaccione a cui prudono le mani e che sel’è presa con tre poveri indifesi eterosessuali capitati per caso nella tana del lupo. Non fa una grinza. E il cuoco cosa c'entra? Li ha inseguiti con una padella?
Oppure c'e' sotto la pista della droga ???..e quindi di "Fascista" non ce' proprio un bel niente ???.....magari un regolamento di conti od altro ??...In una zona zeppa di droga spacciatori e prostituzione omosessuale e non..
Come insegna Piazza Fontana propongo anche di rispolverare anche la pista anarchica (e pure insurrezionalista: che non so cosa voglia dire però ultimamente è sempre colpa loro), non sottovalutando affatto nemmeno la pista aliena: una civiltà superiore di alieni machisti contro l’umana perversione omosessuale. E’ comunque necessario ascoltare le possibili ipotesi che i novelli Sherlock Holmes di Forza Nuova fanno, perchè di piste e pistine i neofascisti indubbiamente se ne intendono (sopratutto per quelle di cocaina).
No ..queste ipotesi nemmeno vengon prese in considerazione...E' stata toccata la "CATEGORIA PROTETTA"....la cetegoria che si trova sempre a fianco di quella sinistra che sbraita indemoniata "uccidere un fascista non e' reato"...Quella sinistra stessa e parte del centrodestra che concede enormi spazi a qualsiasi iniziativa omosessuale e un futuro prossimo anche dell' ORGOGLIO PEDOFILO (vedi l'Olanda)..ma che e' pronta a negare gli spazi a chi e' Contro Corrente per davvero e cioe' coloro che sono dalla parte del cosiddetto "MALE ASSOLUTO"..coloro che non accettano nessuna parata omosessuale e la contestano senza creare incidenti..!!
Questo è senza dubbio il pezzo piu’ illuminante. I tre eroi che hanno pestato un omosessuale hanno osato troppo “toccando” di fatto la classica categoria protetta italiana che, insieme ai banchieri e le cooperative rosse, sta portando questo paese allo sfracello. Eh si, in Italia, si sa, gli omosessuali guidati da quel pedofilo di D’Alema e dal quel travestito di Buttiglione, in una sorta di “gaia” intesa bipartisan come sodoma e gomorra, stanno instaurando le peggiori perversioni al potere, al ritmo di "I will survive". Per fortuna ci sono i salvatori della patria, coloro che abilmente penetrano nella casa dell’invincibile nemico e fanno un pò di sana giustizia machista.
Ma coloro che si oppongono alla distruzione della famiglia tradizionale , non possono essere altro che messi all 'indice dai Mass Media e dal politicume marcio e corrotto che oramai e' la societa' pervertita di oggi giorno..che si scandalizza solo se sente cantare qualche inno del Ventennio o se vede un Saluto Romano, invece di pensare di vergognarsi per tutti gli scandali di questa Italia...
Oramai ci si meraviglia per chi e' ETEROSESSUALE !!!........Essere "gay " e' un titolo referenziale !!..Un distintivo che mette al riparo da qualsiasi critica !!.. Se per caso ti ritrovi a fare una scazzottata con un Comune Mortale, per problemi vari non si finisce sui quotidiani..
Giustamente qui si filosofeggia su il luogo comune che i gay sono avvantaggiati in società. Altro che discriminati! E, direte voi, tutti quegli episodi di poliziotti, insegnanti, cuochi (ma guarda caso) e collaboratori ministeriali licenziati non perchè non svolgessero il loro lavoro ma perchè gay? Abili mosse della propaganda omo-comunista che non parlerà mai di qualcuno che è stato licenziato perchè semplicemente ha fatto una minchiata sul lavoro.
M GUAI se per caso c'e' di mezzo un Omosessuale. la COLPA E' SEMPRE E SOLO di chi OMOSESSUALE NON E'..nessuna altra ipotesi VIENE PRESA IN CONSIDERAZIONE !!!...poveri esseri indifesi !!..non si puo' nemmeno pensare che sia stata una ragazzata qualunque, un comune diverbio come avviene in tutto il mondo tra esseri umani..che a volte si menano anche per cavolate !!Oppure un atto di legittima difesa !!!....NO NO NO !!!!!....Ed anche se per caso fosse stato un atto di teppismo comune , il fatto di aver "aggredito"un omosessuale e' una AGGRAVANTE !!!??!! E per fortuna che vogliono gli stessi diritti ..!!!
Ma chi ha detto che chi ha picchiato l’omosessuale sia necessariamente etero? Qui faccio un’obiezione seria: statisticamente molti fascisti sono omosessuali repressi, che se accettassero e vivessero in modo libero la loro sessualita' probabilmente smetterebbero di prendersela con il prossimo che, per altro non gli ha fatto niente di male. Si consiglia, pertanto, ai fascisti un approfondimento delle temetiche personali, non ostentare troppa mascolinità dimenticando la parte femminile che c’è anche in loro: in questo modo vivanno meglio la loro vita e facciano vivere anche gli altri. Bastano poche sedute psichiatriche per aprire gli occhi e guardare con serenita' il proprio futuro.
Allora la verita' e' solo e sempre da una parte !!!...I cattivi sono sempre i FASCISTI , o presunti Fascisti perche' chi picchia un omosessuale e' per forza appartenente alla cosiddetta galassia che i quotidiani denominano " ESTREMA DESTRA".....
Nessuno giustifica la violenza fine a se stessa..nemmeno noi ForzaNovisti !! Ma la verita' non puo' essere solo e sempre da una parte unica..!!..
Qui c’è l’unico riferimento alla violenza, ma nessuna condanna vera e proprio del fatto specifico. E’ imperante invece il giustificazionismo strisciante di ciò che è avvenuto, accompagnato dal solito vittimismo.
Ora poi che fra poco in Versila ci sara' la sfilata pagliacciata del GAY PRIDE..un poco di vittimismo a chi fara' piacere ???
Chapeaù. Il vittimismo con cui è intriso tutto il comunicato adesso viene additato ad altri. Un colpo di genio.
A chi fara' pubblicita' ???..e chi come i FORZANOVISTI decidera' di manifestare per la famiglia tradizionale avra' ancora piu' difficolta' a fare le proprie iniziative a causa di questo Terrorismo Mediatico...Le questure allarmate dalle furbe lobby gay , dalla sinistra dei centri a-sociali..faranno sempre piu' resistenza contro le richieste di autorizzazioni per manifestare il dissenso verso i GAY PRIDE....
Qui mi sono scompisciato. Scusate ma l’immagine delle “furbe lobby gay” che bussano alla porta del questore di turno è esilerante se ci pensate bene, un vero numero da cabaret.
E la verita' mai verra' fuori perche' il colpevole sara' sempre l'eterosessuale qualunque sia stata la ragione che lo puo', portare a imbattersi in situazioni simili .......
La verità non verrà mai fuori semplicemente perchè i tre neofascisti pisani si sono dileguati prima di essere identificati. Ma nessuno dice che per forza siano degli “eterosessuali”. Le file di neofascisti ai botteghini della prostituzione di strada (etero, gay o trans che sia) ne sono la lampante dimostrazione. Vizi privati e pubbliche virtù, alla Savoiarda per intenderci.
Le sentenze sono state gia' emesse solo e sempre su base politica...!!!!
Arrivederci....
Forza Nuova Lucca
Grazie per il divertimento e a presto.

Nella foto: il camerata Chaplin era una macchietta in confronto a cotanta comicità.

lunedì, 19 giugno 2006
di DanieleLombardi

Io ne ho viste di cose che vuoi umani non potreste immaginare. Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto dei neofascisti diventare assessori comunali. Ebbene si, avete letto bene.

L’assessore fascista sarà tale Alessandro Balduini, un esponente di Forza Nuova (leggasi anche Vecchia Merda), partito di estrema destra di ricetta neofascista, con spruzzi di X Mas e una ciligiena di integralismo cattolico.
E’ stato il neosindaco forzaitaliota di Altopascio (piccolo comune della lucchesia) a nominare il camerata Balduini come assessore della sua giunta, concedendogli deleghe all’ambiente, alla sicurezza sociale e al welfare. Come dire che se fossi un immigrato, Altopascio sarebbe l’ultimo posto in Italia dove vorrei mettere piede, visto che ci trovo l’assessore nazistoide.

Ora ce ne sarebbero cose da dire sulla spazzatura ideologica che muove Forza Nuova e i suoi puristi da strapazzo. Volendo potrei anche elencare le malefatte che i simpatici camerati “megliofascistichefroci” dell’estrema destra lucchese hanno fatto in giro per la mia città, da vetrine infrante a musi spaccati fino a ragazze stuprate perchè “colpevoli” di essere lesbiche. In tutto questo Balduini se la ride sotto i baffi, perchè lui è un “capo” con “la faccia serena e la cravatta intonata alla camicia”, a sporcarsi le mani ci manda qualcun’altro, come era nella logica del vecchio MSI.
Si, come già detto, ce ne sarebbero da dire, ma ometto, perchè sarei noioso e poco imparziale.

Invece mi vorrei soffermare sulla prima obiezione che chiunque potrebbe fare a questo post: “è la democrazia, baby”. Si è vero, in effetti è la democrazia. Per un attimo facciamo finta di non vedere la grottesca contraddizione di chi, da una parte, dice di disdegnare le istituzioni democratiche ed ha nostalgia del marce del ventennio, e dall’altra poi si candida a delle elezioni comunali. E capisco che è impossibile non notare il fatto che Alessandro Balduini ha preso 270 preferenze o giù di lì. Che non sono affatto poche per un comune così piccolo. Così il camerata Balduini può liberamente dire, come ha detto, che ”l’incarico assegnatomi è solamente il frutto di un consenso popolare ottenuto con il sistema democratico per eccellenza, le elezioni.” Chapeau! Lo disse anche Hitler quando fu eletto democraticamente. Ma il problema rimane, si. Balduini è un imbecille, ma lui è uno. Quello che non si spiega sono gli altri 270.

E allora cerchiamo di capire Altopascio: un piccolo comune, quasi una terra di nessuno, un paese di confine ma, soprattuto, di confino. Un piccola realtà dove esiste una forte immigrazione, - non solo extracomunitaria, ma anche meridionale - e molte industrie e aziende varie a mandare avanti la baracca. Industrie che non disdegnano affatto lo sfruttamento della manodopera a basso costo che offre il bacino di immigrati presente sul territorio. E così caporalato, lavoro in nero, chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Oltre al disagio sociale che subiscono gli immigrati a farne le spese della pratica del caporalato sono proprio giovani del luogo, spesso lasciati a se stessi senza una lavoro. Non a caso Altopascio è l'unico comune toscano a rischio "mafia": la distribuzione degli abitanti sul territorio è frammentata, senza punti di riferimento o di sostegno per i piu' deboli e il "caporale" sguazza come un porco nel fango.

E Forza Nuova sa che i giovani repressi sono potenziali camerati. Sa che basta dire che la colpa della disoccupazione e dell'insicurezza sociale di molti giovani italiani è della presenza di giovani, che italiani non sono. Così inizia il proselitismo verso il nemico immigrato colpevole di tutti i mali della comunità, perfino quello di esistere. In piu’ aggiungete agli ingredienti un pò di folklore da curva da stadio, qualche bell’inno alla purezza dello spirito e l’immancabile saluto romano. Il gioco è fatto. Avrete un piccolo esercito di imbecilli pronti a votare per Forza Nuova. Senza capire che il veri "nemici" sono il caporalato e i nuovi equilibri dell’economia che non tengono conto dei diritti dei lavoratori, siano essi stranieri che italiani.

Morale della favola: l’assessore Balduini è soltanto il sintomo peggiore di una malattia sociale che va combattuta prima che degeneri in cose molto piu’ drammatiche. Le crociate “Dio, Patria e Famiglia”, che siano portate avanti da un bel salone al comune, o che offuschino esageratamente il cervello di qualche picchiatore invasato, segnalano una profonda crisi, non solo della politica ma una vera crisi di civiltà. Oltre a confermare l'esistenza di una giovane generazione piu' arteosclerotica dei suoi nonni, che non sa piu' cosa è la democrazia, cosa fu la resistenza e cosa fu il fascismo.

mercoledì, 24 maggio 2006
di DanieleLombardi

Anche a Lucca si terranno le amministrative e la prossima scadenza elettorale riguarda il rinnovo del consiglio provinciale. Da una parte il favorito Baccelli, di cui abbiamo già parlato qui e preso per il culo qui. Dall'altra la destra si divide: tale Gambogi sarà espressione della Casa delle Libertà mentre, udite udite, Pietro Fazzi si presenterà da solo con una lista civica dal nome "Liberi e responsabili". Forse Fazzi sarà pure libero ma "responsabile" direi proprio di no visto che, nonostante la sua candidatura in provincia, continua a non mollare la cadrega di Sindaco del comune di Lucca. Si gioca comunque una partita importante sullo scacchiere del potere politico lucchese. E il vero verdetto non sarà tanto chi risulterà il vincitore di questa tornata, ma bensì se l'eretico Fazzi riuscirà, nonostante la sua ribellione a Marcello Pera, a rimanere in sella e a conquistare quel minimo di voti per continuare la sua azione di disturbo nella destra lucchese. Un altro assedio all'impero periano.

Nella foto: "Venghino siore e siori, oggi tartufi freschi e sindaci andati a male..."

giovedì, 02 marzo 2006
di DanieleLombardi

Stefano Baccelli, è noto, è il candidato favorito per vincere le primarie dell'Unione che si terrano domenica prossima e che dovranno scegliere il prossimo candidato alla presidenza della Provincia di Lucca. Io non lo voterò per molte ragioni. Non ultima quella per cui, il caro Stefano Baccelli, durante la campgna elettorale per le primarie ha tappezzato la mia provincia con degli orribili mega-manifesti elettorali larghi una decina di metri (come da foto sopra). Una campagna a suon di "cartelloni", come nella migliore tradizione berlusconiana. Così,quando vado a fare la spesa alla COOP mi ritrovo Baccelli che mi dice, "m'importa di te". Quando sto in macchina al semaforo ancora, "m'importa di te". Quando sono alla stazione per prendere il treno e bestemmio come un turco perchè è in ritardo, meno male che c'è Baccelli che mi dice "m'importa di te". E perfino quando sto cacando e guardo fuori dalla finestra, c'è il suo bel faccione che mi dice, semmai non l'avessi capito, che a lui "importa di me". Ma a Baccelli, oltre che noi, importa anche l'estetica di una città? Evidentemente no, altrimenti non avrebbe scelto il cattivo gusto di usare questi manifesti giganti. Quindi, parafrasando il vernacolo lucchese, non ho resistito a ritoccare il cartellone, scrivendo a chiare lettere cosa a me importi del Baccelli.

giovedì, 09 febbraio 2006
di DanieleLombardi

Tempo fa in questo blog avevo parlato di fine del fazzismo. Non che davvero credessi che il sindaco Fazzi potesse sparire dalla scena politica lucchese. Mi riferivo alla fine di una prassi politica che aveva visto la destra lucchese compatta nel sostenere il Sindaco Fazzi con la benedizione di Marcello Pera. Certo, nemmeno potevo pensare che proprio il sindaco di Lucca sarebbe stato capace di stravincere la partita sullo scacchiere del potere politico contro Marcello Pera. Invece la scorsa sera in consiglio comunale, l'ultimo giorno utile per ritirare le dimissioni, Fazzi ha dimostrato di essere un animale politico come pochi. Non solo non ha lasciato. Ma ha raddoppiato.

Chi era presente al consiglio comunale avrà potuto vedere il modo crudele con cui Pietro Fazzi ha praticamente umiliato la sua maggioranza, costringendola a delle scene farsesche. Fazzi ha giocato il suo ruolo, quello dell'"uomo che non deve chiedere mai", ostentando la sua solita arroganza e tenendo in pugno la situazione come fa un pastore con un branco di pecore. Appena arrivato in consiglio minaccia di non firmare il documento che sanciva l'accordo di fine legislatura, si alza e se ne va passeggio per palazzo Santini facendosi rincorrere dagli zerbini di turno, quale il Verdini (Coordinatore di Forza Italia) disperato come non mai con il documento politico in mano. Poi rientra, ascolta gli interventi giocando al cellulare - dalla serie: voi non siete nessuno - e alla fine accetta di ritirare le dimissioni dicendo: "si ma lo faccio così per fare...". Cioè resto Sindaco solo per farvi un favore, poveri pezzenti. In più infligge l'umiliazione ad AN dimissionando il vicesindaco Riccio. Pietro Fazzi ha insomma stravinto la partita con il Pera, dimsotrando essere un politico con i controcazzi, certo, uno stronzo con pochi, ma che si sta spianando la via verso lidi più ambiziosi di una poltrona a Sindaco di una piccola città come Lucca. L'accordo firmato presuppone una futura candidatura in provincia e, in caso di vittoria, Leone, subentrato a Riccio, dovrà traghettare la giunta comunale fino al 2007. Fazzi è morto insomma, viva Fazzi!

Marcello Pera, da parte sua, si starà mangiando - rockerduckianamente - il cappello. Il suo raccomandato preferito gli si è rivoltato contro, come le creature di un apprendista stregone, e avuto la meglio. Senza contare che  dopo Martinelli (ex Sindaco di Capannori) e Mallegni (ex Sindaco di Pietrsanta) in questi giorni perfino il Sindaco del piccolo comune di Vagli di  Sotto, altro delfino periano, è stato scritto nel registro degli indagati e ha subito un blitz delle forze dell'ordine. L'impero periano è insomma agli sgoccioli, e ha già trovato un nuovo degno erede: Pietro Fazzi. Naturalmente qualcuno potrà leggere questa vicenda come una vittoria dei poteri locali contro i poteri forti. In realtà abbiamo assistito in questi mesi a uno scontro fratricida fra poteri ugualmente dediti alla destrutturazione del tessuto sociale e civile lucchese e che hanno giocato con il futuro della città di Lucca come ci si trastulla con un giocattolo. E, la sinistra in primis, non è stata capace di denunciare in modo chiaro e trasparente la situazione che si stava formando, non approfittando di una situazione di instabilità e mettendo così a reventaglio perfino un suo ritorno al governo della città. Dimostrando, semmai ce ne era bisogno, l'incapacità dei gruppi dirigenti dell'Unione a livello locale, che insiem a Pera, sono i secondi veri sconfiti in questa vicenda. La terza - eterna - sconfitta, è invece Lucca e la sua democrazia che dovrebbe essere il canale decisionale di un'amministrazione come la nostra. Se infatti ieri il consiglio comunale valeva 1, oggi dopo il rientro delle dimissioni del Sindaco, vale 0. Un organo completamente inutile e senza più alcuna autorità politica, in ostaggio al Sindaco. Chissà se i cittadini lucchesi avranno capito il gioco strumentale che è stato fatto sulle loro spalle. Ma ne dubito. Con le mani sulla città, ieri di Pera, oggi di Fazzi, Lucca esce da questa vicenda meno democratica di prima, perdendo un imperatore  ma rischiando di trovarne un altro forse più popolare (e populista) ma  certamente non meno assolutista.

Nella foto: Fazzi decolla verso nuove e incredibile avventure

mercoledì, 01 febbraio 2006
di DanieleLombardi

Vi racconto una storia.

Una città: Pietrasanta. La città "d'arte dal 1841" per eccellenza della provincia di Lucca, quella della pineta decantata da d'Annunzio e la stessa nel cui teatro Giorgio Gaber componeva i suoi capolavori. La città dei salotti culturali, la città della "Versiliana" e dei caffè letterari. La città che con scatti d'orgoglio ostentava il suo ruolo d'elitè e che sempre ha snobbato la vicina Viareggio bonacciona e la Lucca democristiana.

Un sindaco: Massimo Mallegni. Ex socialista, che con tangentopoli ha fatto il salto della quaglia ed si è rifatto una verginità forzaitaliota. Una storia già vista e sentita di piccoli berluschini allo sbaraglio che piano piano salgono gli scalini del potere locale sotto l'ala protettiva della nuova destra. Quella destra amica e vassala fedele del presidente del senato Marcello Pera, imperatore della provincia di Lucca che in questi anni ha tessuto una rete di potere disseminando per la lucchesia piccoli e grandi personaggi per salvaguardare i propri interessi. Uno di questi è Massimo Mallegni, appunto, il piccolo Berlusconi della Versilia, un principino con gli occhi azzurri limpidi e innocenti e uno sguardo da furbone ("gli occhi del servo e lo sguardo del padrone"), il primo a fondare un circolo di Forza Italia nella provincia di Lucca che qualche anno fa (stra)vinse le comunali di Pietrasanta (storica roccaforte "rossa") con un bulgaro 60% di consensi, aprofittando di una sinistra divisa e incapace.

Un'inchiesta della procura di Lucca. Che da anni seguiva le nefandezze del comune di Pietrasanta, il cui Sindaco Mallegni era solo la punta di un intero clan di "furbetti", albergatori ed imprenditori edili, che fra estorsioni, corruzioni, voti di scambio e abusi d'ufficio si arricchiva e si passavano favori fra di loro. L'inchiesta ha trovato ieri il suo sbocco giudiziario. Le fiamme gialle con un blitz hanno arrestato e portato in carcere il sindaco Mallegni, e insieme a lui altre cinque persone fra cui l'assessore ai lavori pubblici Alfredo Benedetti (Fi),e il presidente degli albergatori di Pietrasanta, Franco Fantechi.I reati contestati sono gravissimi: associazioni a delinquere, corruzione, concussione e voto di scambio  Un vero e proprio comitato di affari fra cui anche il padre dello stesso Mallegni, affermato imprenditore, a cui è toccata la custodia cautelare meno umiliante degli arresti domiciliari.

Un vero e proprio terremoto, non solo giudiziario, ma soprattutto politico. Mallegni è infatti solo l'ultimo dei vassali di Marcello Pera che vedono la propria carriera politica stroncata e rischiano seriamente il carcere per le loro malefatte. Il primo fu il Sindaco Michele Martinelli che nel maggio del 2004 venne arrestato per inciuci urbanistici sul piano regolatore del comune di Capannori, consegnando quest'ultimo al governo del centro sinistra. Poi un anno dopo le manette scattarono il presidente della circoscrizione di Torre del Lago e nella stessa inchiesta finì il Sindaco di Forza Italia del comune di Camaiore. E last but not last, la vicenda della ribellione dentro Forza Italia del Sindaco di Lucca Fazzi, altra pedina andata persa nello schacchiere del potere di Marcello Pera. Proprio al riguardo si può scommettere che alla notizia dell'arresto di Mallegni, proprio il sindaco Fazzi, suo collega e compagno di Partito, abbia sorriso beffamente sotto i baffi, come per dire: "io mi sono salvato, tu no".

Ecco qua. Questa è una storia fatta di vendette, di arresti e di rivalse. E l'aria di questa storia è quella che si respira durante i declini degli Imperi. Ieri di quello romano, oggi di quello periano. Il sindaco Mallegni dietro alle sbarre era lo stesso che durante la diatriba Fazzi-Pera si pose come baluardo a difesa di quest'ultimo, dicendo fra le altre cose: "nella mia attività di sindaco devo rispondere solo al presidente Pera, al mio partito e ai cittadini". Adesso dovrà rispondere anche ai giudici.

lunedì, 23 gennaio 2006
di DanieleLombardi

Grande confusione sotto il cielo lucchese. Pietro Fazzi, sindaco di Lucca, in questi giorni ha rassegnato le dimissioni. Un gesto quasi obbligato dopo le vicende di questi mesi che lo hanno visto protagonista in uno scontro fraticida con il Presidente del Senato Marcello Pera, patron della destra lucchese, vicende  e che gli sono costate l'espulsione dal partito di Forza Italia. Resta da vedere quanto ancora il consiglio comunale possa rimandare la crisi. Se non si troverà nessun accordo e le dimissioni verrano confermate entro il 7 febbraio, a Lucca si voterà in primavera anche per le comunali. Se oltre quella data il nodo non verrà ancora sciolto è possibile che l'amministrazione comunale venga presa in adozione da un commisario fino alla scadenza naturale della legislatura nella primavera 2007. Ma, qualunque cosa succeda, una cosa è certa: con queste dimissioni  il fazzismo, che ha dominato a Lucca per quasi 10 anni, è stato definitvamente estromesso dal potere e con esso anche quella una nuova classe dirigente che prese il posto dei vecchi dinosauri democristiani. Le dimissioni del Sindaco sono solamente, in questo senso, l'ultima scossa di assestamento di un terremoto politico senza precedenti nella nostra città e che non mancherà in futuro di riservarci altre soprese. La destra lucchese infatti vive in questi giorni una crisi da i contorni apocalittici mai vista dal dopoguerra ad oggi. Dirigenti dello stesso partito che si sputano se si incontrano per strada e se le suonano sui giornali senza alcuna pietà. Tutto questo ha avuto come prima conseguenza la riabilitazione del vecchio potere democristiano, di quella classe dirigente della prima repubblica che sembra oggi agli occhi dell'opinione pubblica come la sola che può "riprendersi" il testimone della stafetta ceduto un decennio fa alla "nuova destra". Una classe dirigente composta dai grandi nomi del passato, dai Fabbri agli Angelini. Si, proprio Piero Angelini, l' ex onorevole, l'imperatore di Lucca, colui che la sinistra anni fa chiamava Angelinescu (da Ceacescu). Lo stesso che è riapparso in questi giorni sui giornali con proposte politiche in evidente contrasto con la prassi di governo che si è tenuta a Lucca in questi anni. Dalla cancellazione della holding comunale fino all'opposizione alla costruzione delle grandi opere, quali il nuovo ospedale.

Una crisi, insomma, che pone all'ordine del giorno un'occasione ghiottissima per la sinistra lucchese: quella ritornare protagonista e di conquistare per la prima volta, tranne una breve parentesi post-tangentopoli, il governo della città. Ma da par suo la sinistra di fronte alla crisi della destra lucchese ha scelto un'operazione politica poco limpida, quella degli accordi a livello regionale per la spartizione della provincia di Lucca fra i due partiti di maggior riferimento: DS e Margheria. Una lottizzazione costruita a tavolino a Firenze dagli apparati dei rispettivi partiti:un disegno che prevede un diessino (Andrea Tagliasacchi, presidente uscente della provincia di Lucca) come candidato a Sindaco e, di contro, un margheritino (Stefano Baccelli) come erede dello stesso Tagliasacchi. Un accordo di ferro per appropiarsi dei centri di potere che si stanno svuotando, ma, soprattutto, un accordo politico verticista pensato ed eterodiretto dalle segreterie di partiti e lontano, lontanissimo, dalla cittadinanza lucchese. Un inciucio insomma che ricorda le peggiori prassi politiche di questo paese. Ma un inciucio che nasconde, in realtà, dei lati ancora piu' pericolosi, visto la sua permeabilità nei confronti di quella "vecchia destra democristiana", di cui sopra, e che sembra essere riabilitata e corteggiata anche a sinistra.

In particolare la Margherita con questa operazione vuole assicurarsi due gambe per i futuri governi di provincia e comune: quella della sinistra moderata DS da una parte e quella dei dinosauri della prima repubblica dall'altra. Una risposta moderata e politicista al terromoto politico lucchese. Come infatti, non notare, che lo stesso Stefano Baccelli, altro non è che figlio del'ex sindaco democristiano e, udite udite, nipote dello stesso Angelini? I giovani che in questi giorni lo hanno osannato sui giornali perchè esponente "nuovo" della politica lucchese, dovrebbero domandarsi come mai un giovane come lui si trovi ad essere candidato alla presidenza della provincia. Perchè semplicemente, come direbbe il personaggio di Guzzanti, Vulvia, "è figlio!". E perchè in sostanza Baccelli è un burattino del potere, destinato ad essere manovrato dai partiti e dalle lobby lucchesi che lo hanno messo dove è adesso. I DS da parte loro sono disposti ad accettare questo disegno discutibile se in cambio riceveranno l'appoggio di Tagliasacchi come candidato sindaco. Un nome, quello di Andrea Tagliasacchi, che si fa da ormai quattro anni a questa parte come probabile candidato a Sindaco per l'Unione, quasi se avesse un "diritto divino" alla poltrona di primo cittadino, senza che questa decisione possa essere anche solo vagliata e confermata dal suo elettorato.

Insomma, se la destra è in crisi e cerca di rispondere rispolverando il vecchio potere partitico democristiano, la sinistra sembra rincorrerla con la stessa logica. Chi rimane fuori dai giochi sono sempre gli stessi: i cittadini di Lucca, che si vedono paracadutati dall'alto candidature e proggetti politici costruiti altrove. Ma. C'è un ma. E questo "ma" ha un nome: "primarie". Uno strumento  discutibile in molti casi, ma in altri, come questo, indispensabile per riportare al centro delle decisioni politiche la voce dei citadini. E' di questi giorni infatti l'ufficializzazione della candidatura per l'Unione dell'avvocato Carla Guidi, indipendente, alla presidenza della provincia. Una candidatura voluta fortissimamente dalla società civile, dalle donne e dalle associazioni, e che mette i bastoni nelle ruote all'accordo regionale fra DS e Margherita. Una candidatura che fa scattare la necessità delle primarie e che costringe lo stesso Baccelli a un confronto serrato con l'elettorato di centrosinistra e nella quale discussione si potrà inserire quella considerevole parte, sia dei DS sia della Margherita, che è dissidente di fronte alla candidatura di Baccelli e che si sta oppenendo in maniera ferma e decisa all'accordo di ferro stipulato a Firenze. Una candidatura, infine, che viene vista di buon occhio anche dalla sinistra alternativa (Rifondazione inclusa), che sa già  di non potere trovare spazi di manovra in un futuro accordo DS-Margherita e che, invece, vedrebbe di buon occhio una candidatura  "altra", autonoma,  non eterodiretta dall'alto ma espressione della società lucchese.

In definitiva quindi  "l'affaire primarie" non diventa solo una questione di nomi ma di disegni politici. Il mezzo in questo caso diventa il fine e la forma diventa sostanza. Le primarie diventano l'unica possibilità di rompere la logica del potere partitco che, sia a destra che a sinistra, sta prendendo il sopravvento cercando di stabillizare un quadro politico ormai sconvolto. Uno strumento che, se risulterà efficiente (e anche vincente), potrà essere preso in considerazione anche per le stesse comunali a discapito della nomina "regia" di Taglisacchi. In questo senso le primarie, sembrano rappresentare oggi l'unico modo, almeno a sinistra, di riportare la discussione al centro della cittadinanza e delle sue istanze, costuendo un'"altra Unione possibile" e sfruttando a pieno la fine del fazzismo e la conseguente crisi della destra lucchese. Chi vivrà, vedrà.

lunedì, 09 gennaio 2006
di DanieleLombardi

Così scriveva l'antibrittanico G.B. Shaw a proposito di uno sport che gli inglesi non avevano inventato ma avevano fatto proprio. E a proposito questo: in questi giorni Lucca è attraversata da un dibattito molto profondo: campo da golf si, campo da golf no. L'amministrazione comunale sta infatti promovuendo la costruzione di un campo da golf a 18 buche presso la località di S.Alessio. La gestione del campo da golf  verrà delegata naturalmente ai privati ma il comune deve provedere in prima persona nell'espropio di 300 terreni da altrettanti cittadini. Costo dell’opera 3 milioni 250 mila euro, dei quali 1 milione 250mila arriveranno dall'Unione Europea.
Ora, una domanda sorge spontanea: chi cavolo gioca a golf a Lucca? Al momento non esistono associazioni golfistiche et simila nella nostra realtà. I lucchesi, si sa, preferiscono giocare a bocce, o, al massimo, a ping pong. Quindi la sensazione è che l'operazione "palla in buca" sia soltanto l'ennessimo favore di questa amministrazione comunale per i turisti benestanti, gli stessi che affittano appartamenti in centro storico e comprano villette nelle campagne lucchesi, seminando dollari ed euro nei negozi e nei ristoranti cittadini. Il golf d'altronde è per antonomasia lo pratrica sportiva piu' snob e classista mai stata inventata, uno sport per ricchi, troppo costoso ed inavvicinabile dalla maggior parte della popolazione. Fra palle e mazze si può spendere fino a duemila eurini. Aggiungete le scarpette da fichetto, la borsetta portamazze e lezioni con maestri vari e si può arrivare anche a quattromuila eurini. E visto che il suddetto campo da golf sarà gestito da un circolo privato con tanto di quota sociale, si può dire tranquillamente che il prezzo per diventare un giocatore di golf si aggirà sui 5000 euri. Che è esattamente la media che spendono i normali giocatori di golf italiani.
E' comprensibile perciò che gli abitanti di s.alessio si stiano oppenendo alla costruzione del campo da golf, ricordando invece il loro estremo bisogno di una rete fognaria decente e di opere contro le esondazione del fiume Serchio. Ma queste necessità sembrano per il sindaco Fazzi e la sua giunta alquanto secondarie rispetto alla possibilità di offrire, sostenendo con un costo enorme di soldi pubblici, un sciccoso passatempo ai tanti turisti di passaggio a Lucca.
Certo, le osservazioni ideologiche su il golf da parte di un vecchio marxista antiborghese come me sono abbastanza aleatorie. In effetti se ci fermassimo al carattere elitario che assume questo campo da golf la situazione in fondo non sarebbe poi così grave. Il vero problema del campo da golf è il suo mantenimento e il suo conseguente impatto ambientale. La giunta comunale si sforza di dire che questo sarà un campo da golf "biologico". Come se gli altri campi da golf fossero tutti geneticamente modificati. Giocare con le parole può essere molto divertente. Facciamo finta che non verrano davvero usati diserbanti e prodotti chimici per questo campo da golf. Ma l'acqua per esempio è un elemento biologico.

Ogni campo da golf, tipo medio, a 18 buche, secondo stime dell’Associazione Europea del Golf, consuma in media 2.000 metri cubi di acqua al giorno. Ovvero ogni 24 ore un percorso si “beve” la stessa quantità d’acqua consumata da un paese da 8.000 persone.

Beh, visto e considerato che il "nuovo oro", così come è chiamata l'acqua, scarseggia per circa 1 miliardo e 500 milioni di persone nel mondo, costruire un campo da golf è perlomeno uno schiaffo al buongusto. Il sindaco Fazzi ha parlato in passato del golf come uno sport capace di "attirare un turismo qualificato". Qualificato forse a danneggiare l'ambiente. Persino un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, l’OIL (l’Organizzazione Mondiale del Lavoro), si esprime in maniera molto critica al riguardo di certe pratiche turistiche.

"La realizzazione di percorsi golfistici e’ stata un disastro in molti paesi (Filippine, Indonesia, etc) accentuando la penuria d’acqua, attraverso l’espropriazione di terre e la deforestazione , al punto di suscitare la nascita di un movimento internazionale di resistenza, il Global Antigolf Network”(n.39 giugno 2001, magazine OIL, dedicato al turismo socialmente responsabile).
http://www.ilo.org/public/french/bureau/inf/magazine/39/tourism.htm

Intanto però è scoppiato il caso. Il paesino di S.Alessio è insorto. La circoscrizione competente, di centrodestra, si è opposta. I cittadini che sono soggetti ad esproprio dei propri terreni hanno fatto ricorso al TAR. L'autorità di bacino ha dato parere negativo.Insomma, se davvero si seguisse il normale processo di partecipazione democratica per prendere decisioni su una comunità questo campo di golf non si farebbe affatto. Anzi, andrebbe in buca. Ma sappiamo bene che questa amministrazione comunale è particolarmente restia ad ascoltare la voce dei cittadini. Quindi non ci resta che lanciare l'anatema di quel simpatico ragazzino del film Goonies, il cui quartiere, Goon docks, sta per essere raso al suolo per fare spazio a un campo di golf: "Spero che al posto della mia casa ci facciano un bunker. Così gli si insabbieranno le palle."

Nella foto: un futuro golfista lucchese

sabato, 24 dicembre 2005
di DanieleLombardi

E' noto: Lucca è dominata dalla violenza neonazista. Ragazzi picchiati perchè gay, immigrati o semplicemente di sinistra. Sassi che irrompono dalle finestre e molotov lanciate contro un centro sociale. Ma se c'è bisogno perfino di Woody Allen che direttamente da Manatthan arriva qui per suonare Bella Ciao significa che nella nostra città  qualcosa davvero non va...

mercoledì, 14 dicembre 2005
di DanieleLombardi

Ricevo ed inoltro.

Sabato 10 dicembre allo SKA SANKARA si stava tenendo una delle iniziative musicali previste dal programma. Alcune persone chiacchieravano tranquillamente alla finestra del primo piano quando, intorno alle 23.00, il vetro alle loro spalle si è frantumato, colpito da un mattone. Una persona col volto coperto dal passamontagna è stata vista entrare velocemente in una macchina di colore scuro e allontanarsi a grande velocità. La serata del SANKARA che stava quasi per concludersi ha avuto un brusco finale; ma questo tentato omicidio non è evidentemente stato sufficiente per questi individui, che durante la notte hanno lanciato due molotov contro le finestre con il chiaro intento di bruciare il posto e con il rischio di danneggiare altri stabili vicini e mettere in serio pericolo gli abitanti del quartiere.

Le modalità sono chiare le responsabilità precise: sono gli stessi che da anni (e precisamente dall’apertura della sede di Forza Nuova), spadroneggiano sul territorio lucchese con la loro violenza fascista picchiando accoltellando e stuprando; sono gli stessi che tentano di revisionare la storia, che poco tempo fa hanno invitato a Lucca lo stragista Ciavardini dei NAR corresponsabile della strage alla stazione di Bologna.

Questa escalation è stata permessa e voluta dal “nostro” sindaco Fazzi, che nonostante le condanne formali ai gesti di violenza ha in realtà supportato le iniziative di FN fornendo loro spazi fisici e soldi pubblici.

Noi chiediamo che tutto questo finisca.

sabato, 19 novembre 2005
di DanieleLombardi

Produco un veloce aggiornamento rispetto alla vicenda già trattata della destra (ta)fazziana a Lucca. La novità è che il sindaco Petro Fazzi è stato definitivamente espulso da Forza Italia. Dopo l'espulsione annunciata da Sandro Bondi il sindaco di Lucca aveva presentato un ricorso presso le autorià del proprio Partito e l'altro ieri è stato convocato a Roma dai probiviri di Forza Italia per spiegare le proprie ragioni. Appena un'ora dopo il termine del confronto, sulla strada che lo riportava a Lucca, Fazzi è stato avvertito che i probiviri di Forza Italia avevano sancito definitvamente la sua espulsione dal Partito. Senza pensarci troppo ha convocato per la mattina dopo una conferenza stampa nella quale ha attaccato pesantemente l'intero suo ex-partito, definendo "uno sbaglio" l'aver militato molti anni in Forza Italia. In più ha focolizzato la sua polemica contro lo stesso Sandro Bondi, definendo la scelta dell'espulsione come una scelta personale del Coordinatore di Forza Italia. Sembra infatti che nel confronto avuto con i probiviri, questi ultimi abbiano intimato a Fazzi di ritirare la querela che aveva presentato contro Bondi; in cambio la "punizione" che avrebbe subito il sindaco sarebbbe stata "più leggera".

Comunque la guerra dei Bondi che si è scatenata in questi giorni e che ha portato all'ufficializzazione dell'espulsione di Fazzi dal suo partito non fa che esasperare il clima già instabile, e a far crescere le possibilità che la giunta, senza più una maggioranza che la sostenga, da un momento all'altro cadi definitvamente. Anche perchè da Roma nel mirino di Forza Italia rimangono gli assessori e i consiglieri che si sono schierati con Pietro Fazzi, possibili oggetto di nuove espulsioni.

Intano, sul fronte dei "morti viventi", si registra la resurrezione di personaggi come Angelini e l'ex sindaco Favilla, ex-democrastiani, che annunciano la formazione di una possibile lista per le elezioni comunali. Paura, eh?

martedì, 15 novembre 2005
di DanieleLombardi

La biondina nella foto è stata una mia compagna di classe. Si chiama Elena e non la vedo da parecchi anni. Ebbene si. La conobbi in quarta superiore circa 7 anni fa, e l'ho rincontrata qualche giorno fa sul "mulo" digitando "Lucca". In realtà stavo cercando dei video amatoriali delle Formiche nell'Orto, famosa band lucchese, e mi sono ritrovato come risultato, fra gli altri,  Stelle di Lucca - calendario ragazze. La curiosità ha preso il sopravvento e, dopo averlo scaricato, ho scoperto che si tratta di un calendario semi-professionale con oggetto ragazze della mia città.

Giovani donzelle in improbabili bikini (ci sono anche alcuni topless "covered") ambientati in una lussuosa villa di campana. Fra trattori, fieno e vigne. Nel mese di  Aprile, sorpresa, ecco Elena, bionda e sorridente. Ha anche dei profondi occhi azzurri ma dalla foto non si capisce. E nonostante gli occhi semichiusi, la posa assurda e l'espressione un pò ebete, devo ammettere che fa davvero la sua porca figura.

Ora, ce ne sarebbero da dire su questi tristi tentativi di emulare la moda dei "calendari".

Ma mi astengo. Perchè adesso nel mio piccolo mi sento come uno che di quelli ha avuto come compagna di classe Martina Colombari, Alessia Marcuzzi o altre "calendariate". Se qualcuno mi dirà: "lo sai che mio cuggino era in classe con quella che ha fatto il calendario di Max?", io in quel momento potrò rispondere fieramente: "Ah si? E io ero in classe con il mese di Aprile di Stelle di Lucca. Tiè!". 

Nella foto: Elena, dalle stalle alle stelle (di Lucca)

lunedì, 14 novembre 2005
di DanieleLombardi

Qualche premessa per chi non è di Lucca come il sottoscritto.

Nella rigogliosa cittadina di Lucca vige da secoli la sensazione di essere altro rispetto a ciò che ci circonda. Tradizione vuole che Lucca, anche politicamente a differenza della Toscana, sia considerata l'isola bianca nella regione rossa. Firenze ha le case del popolo e Lucca i centri commerciali. Massa Carrara è disseminata di monumenti agli anarchici e Lucca è disseminata di Chiese. Livorno ha le Brigate Autonome e noi i neonazi di Forza Nuova. E così via. Comunque, dominato fin dal dopoguerra dalla Democrazia Cristiana e i suoi ascari Socialisti  il comune di Lucca ebbe una breve parentesi di centrosinistra dovuta essenzialmente allo sconquasso di Tangentopoli. Poi nel 1998 venne eletto sindaco Pietro Fazzi, forzaitaliota, laureato in teologia, delfino di Marcello Pera anche lui lucchese d.o.c. e da questi raccomandato alla poltrona di sindaco.

Il buon Marcello forse non sapeva di assumersi, nel momento della sua benedizione del Fazzi, un ruolo da apprendista stregone.

Infatti, e qui veniamo al topic, in questi giorni a Lucca sta accadendo qualcosa di molto interessante. Il sindaco in questione si è ribellato ai diktat dell'imperatoe Pera. Non è la prima volta: già in passato i due non andavano molto d'accordo. Il Fazzi è un uomo tutto di un pezzo, arrogante, saccente (leggasi pezzo di merda) e quando si impunta su qualcosa è perfino infantile. Il Pera è apparentamente più gentile ma è un cattivo vestito da buono (leggasi stronzo). In definitiva quello del Fazzi Non è certo un carattere da vassallo. Quindi con il tempo il rapporto è andato in cortocirciuito e sono nati due partiti nello stesso Partito (Forza Italia), due correnti di pensiero: i fazziani e i periani.

Ora, goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbero state le pressioni di Marcello Pera verso Fazzi per cedere la GESAM, una società pubblica che gestisce la risorsa gas, all'ENEL. A questo punto il Fazzi ha detto basta: e in una sorta di ribellismo rivoluzionario ha fatto pubblica accusa al Presidente del Senato di interferire nella gestione del comune di Lucca. Non l'avesse mai fatto. E' interventuo direttamente (don ab)Bondi(o) coordinatore nazionale di Forza Italia che senza troppe gentilezze lo ha espulso dal Partito. Alla fine Forza Italia e i suoi consiglieri comunali sono usciti dalla maggioranza ma, schizofrenicamente, appoggiano la maggioranza dall'esterno (leggasi ho paura di perdere la cadrega) rimandando sine die una discussione democratica all'interno del consiglio sulla crisi del governo della città. In più, il Fazzi in una sorta di attacco di togliattismo acuto è sceso perfino in piazza a fare un comizio popolare ai cittadini lucchesi per cercare spiegare le proprie ragioni. Un uso personale della democrazia, visto che in questi anni, decisioni pesanti riguardo alla città non sono state vagliate nemmeno dal consiglio comunale, ormai esautorato dallo stesso Sindaco che ha creato un bel pò di holding a gestire i beni comuni.

I lucchesi poi, nella loro beatà ingenuità, hanno preso a fare il tifo per il Fazzi e si è parlato di mani sulla città da parte di Pera. Come se ci fosse voluto il Fazzi per capirlo. In realtà Fazzi non difende l'interesse pubblico ma solo il proprio centro di potere, tant'è che si vociferà che il vero motivo dei capricci del sindaco sia la sua mancata candidatura a Montecitorio. E a pensare male ci si becca.

Comunque l'idea che si ha vedendo i periani e fazziani lanciarsi anatemi e maledizioni è quella di due bambini che si contendono un giocattolo. Peccato che il giocattolo in questione sia un'intera cità, ormai svuotata completamente di un tessuto civile e sociale dove regna la legge della giungla e delle holding.

E' innegabile però che la destra a Lucca da fazziana si è trasformata in tafazziana. Come quel simpatico personaggio creato da Giacomo Poretti, Tafazzi, che è solito apparire all'improvviso ed esibirsi in uno show di puro autolesionismo colpendosi ripetutamente gli zebedei con una bottiglia (di plastica per fortuna). Si apre quindi, per la prima volta in tanti anni, l'oppurtunità per la sinistra di andare a governare questo piccolo ma significativo comune della toscana. Anche perchè il sindaco semitrombato in questione vanta un bacino elettorale non di poco conto che matmaticamente metterebbe a reventaglio ogni tentativo della destra di vincere le nuove elezioni. Che potranno essere molto più vicine di quanto si pensi.

Sennonchè, dall'altra parte, esiste una sinistra che sembra dormire beatamente sugli allori (quali poi, gli allori?). Una seria opposizione che si rispetti avrebbe lanciato decine di incontri con i cittadini, iniziative pubbliche e avrebbe presentato da subito, senza paura, una bella mozione di sfiducia del Sindaco all'inizio della crisi. Macchè. Si preferisce litigare sui nomi dei candidati piuttosto di scrivere assieme ai cittadini, associazioni, e movimenti un bel progetto di città alternativo a quello esistente. Tutto questo immobilismo dell'attuale classe dirigente politica lucchese, di destra e di sinistra, ha portato alla ribaltà degli zombie del passato, vecchi dinosauri democristiani e socialisti della prima repubblica, che, fiutando l'inettitudine dei molti, pensano di tornare alla ribalta sfrutando l'instabilità che si è creata.  La sinistra, o ciò che ne rimane,  dovrebbe allora prendere in mano le redini della situazione, oppure rischia di imitare lo stesso autolesionismo dei tafazziani. L'unica differenza è che mentre la destra rischia di perdere qualcosa di concreto, la sinistra rischia di perdere qualcosa che gli è già stata quasi regalata.